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Meno recentiPreferiti

I NAS Synology DS218 offrono potenza e HEVC per casa e lavoro

di Franco Aquini
https://cdn.dday.it/system/uploads/news/square_crop_img/24643/block_sinology-ds218-cop-2.jpg

Synology ha lanciato ufficialmente la nuova serie di NAS a singolo e doppio disco DS218. La serie è composta da tre modelli, due a doppio disco (DS218play e DS218j) e uno a singolo disco (DS118)

Le migliorie rispetto alla precedente serie, DS216, sono relegate all'hardware...Continua

  • 31 Ottobre 2017 ore 10:04

Recensione HUAWEI Mate 10 PRO: Kirin 970 e display da 6" in 18:9

di HDblog.it

Anche per Huawei è arrivato il momento di "abbracciare" la tendenza del momento: i display in rapporto 18:9. Il Mate 10 PRO è il suo primo smartphone ad utilizzare un display con questo rapporto di forma ed à anche il suo primo smartphone ad integrare il processore Kirin 970 annunciato a Berlino ad inizio settembre.

DESIGN, MATERIALI ED ERGONOMIA

Molto piacevole il design di questo Mate 10 PRO caratterizzato da una fascia sulla parte posteriore che ha una colorazione in contrasto rispetto al resto della scocca. Il profilo è in metallo, il retro è in vetro, più aderente alla mano ed arrotondato sui bordi per facilitarne meglio la presa. L'utilizzo con una sola mano è facilitato dalla possibilità di ridurre l'interfaccia utente effettuando uno scorrimento del dito sui tasti funzione, come visto anche su altri device di Huawei.

Novità di questa versione della EMUI è il tasto home virtuale, chiamato "menù veloce", che possiamo anche attivare dal pannello di controllo. Con questo tasto è possibile navigare nell'interfaccia ed accedere al multitasking. I tasti funzione, inoltre, possono essere personalizzati, nascosti e mostrati nuovamente con uno swipe verso l'alto.


Fotocamera al top e video 4K a 60fps con tutta la qualità Apple? Apple iPhone 8 Plus, in offerta oggi da Acquistabene a 759 euro oppure da Amazon a 830 euro.

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iPhone: la storia dello smartphone di Apple fino al nuovo iPhone X

Apple ha presentato l'iPhone pronto a festeggiare il decimo anniversario di questo dispositivo. Quali sono stati i passaggi fondamentali che hanno caratterizzato la storia di iPhone dal 2007 ad oggi? Eccoli riepilogati in questo articolo.

Samsung Galaxy Note 8: la nostra recensione

di HDblog.it

Chi lo avrebbe detto che sarebbe stato uno smartphone a farmi venir voglia di tornare a scrivere a penna, o meglio, di usare un po' di più la mia calligrafia e non solo il solito classico font imposto dalle tastiere digitali. Non vi sto dicendo che da quando ho il Galaxy Note 8 scrivo poemi sullo smartphone, ma devo ammettere che è divertente scrivere con la S Pen i miei messaggi, il riconoscimento del testo è quasi perfetto e una volta presa la mano si va anche spediti. 

La S Pen apre nuove porte, un approccio differente con lo smartphone che strizza l'occhio in ottica produttività e lascia spazio al divertimento con la personalizzazione di immagini, foto, note, testo. Non vi sto dicendo nulla di nuovo, il pennino esiste da sempre sulla serie Note, ma arrivati all'attuale generazione si fonde con soluzioni più ricercate e inedite, come ad esempio la scrittura a schermo spento su Always-On

Ma tutto ha un prezzo. Su questo terminale sembra non mancare quasi nulla, impeccabile dal punto di vista hardware e un passo in avanti perfino rispetto agli avanzatissimi Galaxy S8 ed S8 Plus. Potenza di calcolo senza fine, design estremo ed un piccolo limite, forse inevitabile: l'autonomia. In attesa che l'anno prossimo arrivi il sensore d'impronte sotto il display e smettano di chiederci assurde contorsioni della mano. 

Samsung Galaxy Note 8 è disponibile online da Free shop a 916 euro oppure da Unieuro a 999 euro. Per vedere le altre 12 offerte clicca qui.
Samsung Galaxy Note 8 è disponibile su a 949 euro.
(aggiornamento del 07 September 2017, ore 23:45)

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Android 8.0 Oreo è arrivato, ecco le novità introdotte nella nuova versione

di Federico Cinque

Android 8.0 Oreo è ufficiale e sono molte le novità introdotte da Google nella nuova release del sistema operativo. Ecco una panoramica generale delle principali caratteristiche.

(...)
Continua a leggere Android 8.0 Oreo è arrivato, ecco le novità introdotte nella nuova versione su Androidiani.Com


© federicocinque for Androidiani.com, 2017. | Permalink |

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Intel Core X da 12 a 18 core: svelate tutte le specifiche

di Manolo De Agostini

Intel ha reso note le specifiche dei processori Core serie X da 12 a 18 core, nome in codice Skylake-X: Core i9-7920X, Core i9-7940X, Core i9-7960X e Core i9-7980XE (Extreme Edition).


  • 8 Agosto 2017 ore 07:46

Deep web e dark web, cos'è e come funziona

Il web che tutti conosciamo non rappresenta che solo una parte delle pagine complessivamente disponibili online. Esiste infatti anche un web sommerso, sconosciuto ai più, che non è direttamente accessibile e che non è indicizzato dai motori di ricerca tradizionali (Google o Bing, per esempio).

Cos'è il deep web e quali sono le differenze rispetto al dark web

Il termine deep web si usa per riferirsi a quella porzione del web non indicizzata dai motori di ricerca.
Le pagine web che compongono la 'parte superficiale' del Web che tutti conosciamo non occupano che il 4-5% del totale: si tratta delle pagine complessivamente indicizzate dai motori di ricerca, circa un miliardo di siti ovvero quelli che gli utenti possono potenzialmente raggiungere, ogni giorno, a livello mondiale.

Il Web superficiale, quello indicizzato dai crawler dei motori di ricerca è quindi solo la parte visibile dell'iceberg.


Sotto il pelo dell'acqua ci si imbatterà innanzi tutto nel cosiddetto deep web a cui appartengono quei contenuti che sono accessibili con un normale browser conoscendone l'indirizzo ma che non sono indicizzati.
Si tratta di risorse non disponibili sui motori di ricerca, spesso per esplicita scelta di chi le pubblica online, ma accessibili - spesso - conoscendono l'indirizzo: non sono soltanto le risorse escluse mediante l'utilizzo del file robots.txt ma anche pagine e documenti in vario formato che risultano raggiungibili per esempio previo login a un'area riservata (si pensi ai documenti privati di aziende ed enti pubblici).

Si stima che il deep web sia tra le 500 e le 5.000 volte più ampio del Web superficiale, formato da qualcosa come 600 miliardi di pagine web.
Per entrare nel deep web non sono necessari strumenti particolari: basta usare il browser web, qualunque esso sia, e conoscere le credenziali per visualizzare i contenuti esclusi dai motori di ricerca.

Deep web non va confuso con dark web: se accedere al deep web è facile, le risorse messe a disposizione sul dark web non sono invece accessibili con i browser più noti, almeno nella loro configurazione predefinita.
Per consultare i contenuti pubblicati sul dark web è quindi necessario ricorrere a software particolari come Tor Browser o I2P.

Chi utilizza il dark web fa riferimento al web normale come 'web in chiaro' (abbiamo usato lo stesso termine anche in precedenza…) in quanto le informazioni non vengono integralmente crittografate, fatta ovviamente eccezione per l'eventuale utilizzo del protocollo HTTPS (con il relativo certificato digitale) da parte del server web di destinazione.

Dark web: come entrare

Tor Browser è ad oggi lo strumento software più semplice da usare per accedere alla rete Tor e al dark web.
Tor utilizza un meccanismo a strati, 'a cipolla' (non per niente Tor è acronimo di The Onion Router e onion in inglese significa 'cipolla'), sulla base del quale i dati in transito vengono crittografati su più livelli.
Il 'circuito virtuale' che viene creato utilizzando Tor prevede il transito delle informazioni, da client a server e viceversa, attraverso una serie di sistemi intermedi facenti parte della rete Tor stessa che sono detti onion router o relay.


Quando si richiede la connessione a un qualunque sito web attraverso Tor Browser, i dati in transito da e verso il server di destinazione potranno essere letti solo da mittente e destinatario (anche quando ci si collegasse a una pagina HTTP e non HTTPS).
Il server web di destinazione, inoltre, non è in grado di registrare l'indirizzo IP reale dell'utente ma potrà al massimo rilevare e registrare nei log quello dell'ultimo onion router (detto anche exit node) della rete Tor.
Ecco perché Tor Browser è un ottimo sistema per nascondere il proprio indirizzo IP pubblico reale, ossia quello assegnato dall'operatore di telecomunicazioni: Navigare anonimi senza che neppure il provider possa monitorare i siti visitati.

Tor Browser permette quindi di visitare in sicurezza qualunque sito web del 'web in chiaro' ma anche di accedere al dark web ovvero alle pagine web che usano il dominio .onion.

Digitando un qualunque dominio .onion nella barra degli indirizzi di un normale browser, il sito corrispondente non sarà raggiungibile.

Come conoscere intestatario numero cellulare

di Gaetano Abatemarco
Quante volte vi è capitato di ricevere chiamate da numeri sconosciuti o provenienti da zone d’Italia (o del mondo) inusuali? La rabbia sicuramente è tanta e c’è voglia di scoprire numeri cellulare anonimi che spesso leggi di più...

Google Backup e sincronizzazione per salvare il PC sul cloud

di Manolo De Agostini

Si chiama Backup & Sync la nuova soluzione di Google che potenzialmente permette di fare il backup di tutto il computer o anche solo di alcune cartelle sullo spazio messo a disposizione da Drive. Backup e sincronizzazione praticamente diventa il software principale per accedere a tutti i propri file salvati sul cloud di Big G.


  • 17 Luglio 2017 ore 19:30

La Grande Guida a Veracrypt: come crittografare le partizioni e proteggere con password i file segreti

Quando si viaggia e ci si porta dietro un notebook, una pendrive o un disco esterno USB, contente dati importanti è sempre possibile dimenticarli da qualche parte o che ci vengano rubati. Un modo per impedire a un eventuale ladro, o persona troppo curiosa, di consultare i nostri documenti è quello di criptarli. VeraCrypt può essere la soluzione giusta per voi.

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  • 7 Giugno 2017 ore 00:00

Recensione Samsung Galaxy S8 e S8+

di Andrea Ferrario

Samsung Galaxy S8 e S8+

 

Con i Galaxy S8 e S8+ Samsung ha mantenuto quanto di buono presente nelle generazioni precedenti, ma evolvendo il tutto tramite miglioramenti costanti che offrono una grande esperienza d'uso, forse una delle migliori del mercato attuale, per quanto riguarda Android.

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Nonostante gli incidenti di percorso del 2016, con un vice presidente arrestato per corruzione e le note vicende legate al Note 7, Samsung è riuscita comunque a vendere tantissimi smartphone. Tuttavia anche un colosso del genere può soffrire se il rapporto di fiducia con i consumatori s'incrina. Per questo l'azienda coreana ha lavorato alacremente sui nuovi smartphone top di gamma Galaxy S8 ed S8+, per i quali non ha badato a spese e con cui spera di


  • 4 Maggio 2017 ore 11:45

Come caricare batteria smartphone

di Gaetano Abatemarco
Gli iPhone o smartphone Android soffrono quasi tutti di un difetto che a volte ci fa rimpiangere i vecchi telefonini cellulari: la durata scarsa della batteria. Sono ben pochi gli smartphone capaci di portarci fino a leggi di più...

Huawei P10 Plus: la nostra recensione

di HDblog.it

Il P10 Plus è il nuovo top di gamma di Huawei dotato di un processore HiSilicon Kirin 960, lo stesso visto sui Mate 9 e su Honor 8 Pro. Annunciato al Mobile World Congress alla fine del mese di Febbraio, il P10 Plus è arrivato in questi giorni anche sul mercato italiano al prezzo di 829 euro.

DESIGN, MATERIALI ED ERGONOMIA

In confezione, oltre al caricabatterie SuperCharge da 4.5A in uscita, al cavo dati ed alle cuffie auricolari, è presente anche una cover in plastica rigida. Il design è del tutto identico al quello del P10, un po’ troppo ispirato a device device di altri produttori, iPhone in primis. Le dimensioni sono di 153,5 x 74.2 x 6.98mm. Il peso è di circa 165 grammi, ben distribuiti.

La scocca è realizzata completamente in metallo, con bordi arrotondati e con un inserto in vetro Gorilla Glass sulla parte posteriore dove sono posizionate le due fotocamere, a filo con la scocca. Le linee più morbide rendono più salda l’impugnatura anche se il device resta comunque scivoloso. Per facilitare l'uso con una sola mano è comunque possibile ridurre rapidamente l'interfaccia utente e la grandezza della tastiera.

Huawei P10 Plus è disponibile online da Infotel Italia a 591 euro oppure da ePRICE a 643 euro. Il rapporto qualità prezzo è discreto ed è uno dei migliori dispositivi in questa fascia di prezzo. Per vedere le altre 21 offerte clicca qui.
Huawei P10 Plus è disponibile su a 622 euro.
(aggiornamento del 21 April 2017, ore 16:21)

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Storia dei processori AMD

di Tom's Hardware

Clonazione e nascita

AMD è un nome importante del settore hardware da circa trent'anni, ossia da quando cominciò a produrre microprocessori su licenza Intel. Dopo tanti anni di rivalità Intel domina ancora il settore, ma la sua acerrima rivale non ha mai smesso di lottare. L'inizio di questa rivalità, curiosamente, si deve ad un'altra azienda.


  • 6 Settembre 2017 ore 08:00

Recensione Xiaomi Mi Mix: punta di diamante!

di Giuseppe Monaco

Nonostante Xiaomi stia via via affermando il suo nome in campo internazionale, sono ancora molti gli utenti che non conoscono il marchio e che non hanno mai avuto modo di provare un dispositivo della casa cinese.

Con la presentazione dello Xiaomi Mi Mix, però, l’azienda è riuscita a far parlare di sé in tutto il mondo per aver realizzato quello che per molti è lo smartphone più innovativo del 2016.

Confezione

La confezione di vendita che racchiude l’ultimo gioiellino della casa cinese presenta una struttura totalmente diversa, realizzata appositamente per l’occasione. Questa, infatti, è racchiusa in un involucro riportante la scritta Designed by Mix incisa sulla superficie.

Xiaomi Mi Mix

Tolto l’involucro esterno, la scatola vera e propria presenta una chiusura a libro con estremità magnetica, mentre il corpo è caratterizzato da un assemblaggio particolare, con un apertura quasi a fisarmonica che lascia disporre in modo ordinato i 3 alloggiamenti principali.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Sulla sinistra troviamo il Mi Mix racchiuso (quasi incastrato) in una cornice spugnosa, al centro vediamo la cover protettiva realizzata in materiale piuttosto gommoso e, sulla destra, sono state collocate 2 scatoline contenenti caricatore da parete, cavo USB Type-C, graffetta e libretti illustrativi.

Design ed ergonomia

Ciò che più ha colpito in fase di presentazione e che sin da subito ha incuriosito vecchi e nuovi utenti è senza ombra di dubbio la componente estetica. Uno smartphone del genere, infatti, rappresenta qualcosa di totalmente nuovo nell’attuale panorama dei dispositivi presenti attualmente sul mercato.

Dopo averlo estratto dalla confezione, cosa non poi così facile, resterete sicuramente qualche minuto a girarlo tra le mani prima di iniziare effettivamente a utilizzarlo. L’assemblaggio del device, infatti, risulta davvero ben realizzato e i materiali utilizzati restituiscono un feeling premium sia al tatto che alla vista. Insomma, questo Xiaomi Mi Mix si presta in modo impeccabile anche come oggetto di stile.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

La zona frontale è riservata quasi esclusivamente all’ampio display da 6.4 pollici, mentre la zona inferiore vede la piccola fotocamera interna nell’angolo in basso a destra. L’altoparlante per l’ascolto in chiamata come potete vedere è assente, al suo posto è stata implementata una particolare tecnologia che consente di trasmettere l’audio della conversazione telefonica tramite vibrazioni. Il risultato di questo tipo di sensore è devo dire soddisfacente, con la voce del nostro interlocutore riprodotta in modo fedele, forse leggermente meccanica.

Sul retro, poi, troviamo una scocca realizzata totalmente in ceramica che conferisce un senso di estrema eleganza e piacevolezza al tatto. Sulla parte alta troviamo la fotocamera principale affiancata da un doppio flash led bicromatico e, subito al di sotto, un sensore biometrico delle medesime dimensioni. Più in basso, poi, la scritta Mix designed by Mi sostituisce il solito logo dell’azienda presente su alcuni terminali.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Passando ai bordi, su quello basso abbiamo il microfono principale, l’altoparlante per la riproduzione dell’audio di sistema e l’ingresso per il cavo USB Type-C, sul destro troviamo il bilanciere del volume e il tasto per accensione/spegnimento e blocco schermo del device, a sinistra vediamo il vano per l’inserimento di 2 nano SIM e in alto troviamo altri 2 microfoni e l’ingresso per il jack audio da 3,5 mm.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Nel complesso il dispositivo presenta un look estremamente accattivante, ma le dimensioni e i materiali adoperati nella realizzazione compromettono l’utilizzo a una mano. Utilizzando la cover protettiva il discorso cambia, in quanto il grip risulta notevolmente migliorato. Nonostante lo schermo sia da 6.4 pollici, poi, le dimensioni non sono così esagerate paragonandolo, ad esempio, a uno Xiaomi Mi Max e in generale è sicuramente più pratico.

Hardware

Il gioiellino della casa cinese, però, non è solo bello da vedere ma consente di godere di un’eccellente esperienza utente a tutto tondo.

  • CPU: Qualcomm Snapdragon 821 Quad-core (2 x 2.35 GHz Kryo & 2 x 2.19 GHz Kryo);
  • GPU: Adreno 530;
  • RAM: 4 GB;
  • Archiviazione: 128 GB;
  • Slot: 2 Nano-SIM;
  • Batteria: 4400 mAh;
  • NFC: Si;
  • Banda 20 (800 MHz): No.

Lo Snapdragon 821, processore di ultima generazione nel settore mobile, consente di godere fino in fondo dell’esperienza utente offerta dalla MIUI, permettendo di navigare tra le schermate in modo fluido, senza la minima incertezza e con caricamenti quasi assenti. I 4 GB di RAM, poi, incoraggiano il multitasking e permettono di passare da un’app all’altra in modo istantaneo.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Il display IPS LCD da 6.4 pollici equipaggiato a bordo dello Xiaomi Mi Mix è l’elemento centrale del dispositivo in quanto, nel caso non fosse chiaro, occupa più del 90% della superficie frontale del device. Proprio per questo motivo, il pannello montato sul nostro smartphone risulta di ottima qualità, con colori correttamente bilanciati e visualizzazione costantemente fluida.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Le altre componenti hardware degne di nota sono senza dubbio i sensori adoperati per rendere possibile l’ascolto delle chiamate pur eliminando la capsula auricolare. Prima di tutto, lo Xiaomi Mi Mix equipaggia un sensore di prossimità a ultrasuoni che funziona piuttosto bene, con solamente saltuarie incertezze. L’audio del nostro interlocutore, invece, viene riprodotto tramite un attuatore piezoelettrico in ceramica che, vibrando, è in grado di eseugire una conversione digitale-analogico ottenendo segnali percepibili dal nostro orecchio.

Xiaomi Mi Mix

Nonostante le specifiche importanti, l’ottimo assemblaggio e i materiali adoperati per la sua realizzazione consentono allo Xiaomi Mi Mix di rimanere su temperature stabili anche sotto sforzo intenso. Personalmente, dopo aver eseguito 4 test AnTuTu consecutivamente e aver registrato un video in 4K per 15 minuti circa, la temperatura che ho potuto registrare è stata di circa 38°, il che di traduce in un leggero calore in prossimità dell’angolo superiore sinistro della scocca posteriore.

Software

La casa cinese, come sicuramente ben saprete, vende i propri terminali con una versioni di Android personalizzata. Più in particolare, il Mi Mix è equipaggiato con la ROM proprietaria MIUI 8, basata su Android 6.0 Marshmallow.

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Le applicazioni preinstallate sono le solite e portano al sistema tutte le funzionalità basilari di cui l’utente solitamente ha bisogno. L’app che, questa volta, non troviamo installata nel solito set offerto da Xiaomi è Mi Remote, in quanto il device è sprovvisto di sensore a infrarossi. Per il resto, l’interfaccia si presta a tutte le personalizzazioni alle quali siamo abituati e si adatta a ogni situazione.

Xiaomi Mi Mix

Caratteristica molto utile e che contribuisce sicuramente a rendere l’esperienza più immersiva è la possibilità di far sparire i tasti a schermo tramite una semplice gesture dall’angolo in basso a destra. In questo modo, con la visualizzazione a schermo intero di video e immagini, potrete godere fino in fono dell’enorme display a vostra disposizione.

Fotocamera

La camera principale è dotata di un sensore da 16 MP con EIS e rapporto focale f/2.0, che conferisce più luminosità agli scatti anche in situazioni non molto illuminate. Di giorno, le immagini catturate appaiono correttamente bilanciate e ben definite, con una messa a fuoco e scatti sufficientemente rapidi.

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Al calar del sole, il buon rapporto focale permette di avere comunque foto luminose e non mosse, ma il rumore purtroppo rimane ed è evidente.

Per quanto riguarda la fotocamera interna, invece, direi che proprio non ci siamo. Vista la struttura dello smartphone, capisco che questa probabilmente poteva anche non essere installata sul device, ma la sua presenza implica che la si possa usare. Ebbene, il sensore della camera interna non sembra essere all’altezza delle restanti componenti del dispositivo.

Xiaomi Mi Mix Xiaomi Mi Mix

Lato video, le immagini rispecchiano quanto detto per le foto, con una risoluzione massima di 4K e un frame rate stabile. Per le immagini in piena risoluzione, come sempre, trovate la galleria Imgur al link qui in basso.

Galleria| Foto Xiaomi Mi Mix su Imgur

Batteria

Questa è senza dubbio la caratteristica che più mi ha stupito di questo smartphone. Visto il display enorme e le prestazioni sicuramente importanti, credevo che la batteria da 4400 mAh mi avrebbe portato fino a sera.

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Invece, con un utilizzo medio intenso, sono riuscito a raggiungere ben 10 ore di schermo acceso e 2 giorni di utilizzo.

Rapporto qualità/prezzo

Quello di Xiaomi è chiaramente un esperimento, un tentativo su quel che potrebbe essere il futuro degli smartphone. Proprio per questo motivo, la scommessa e le poche unità prodotte fanno di questo dispositivo un pezzo molto particolare.

Il prezzo al quale viene venduto al pubblico è di circa 780€ che, nonostante sia decisamente alto rispetto a come Xiaomi ci ha abituati, si allinea ai top di gamma delle aziende più conosciute. Scegliendo Honorbuy.it, poi, potrete usufruire di uno sconto di 5€ che sicuramente non dispiace. Per tutte le informazioni relative allo store in questione e alle relative offerte vi rimando all’apposito articolo esplicativo.

Conclusioni

Durante la presentazione di questo terminale, Xiaomi mi ha dato l’impressione di aver realizzato un prodotto che fosse più un oggetto da vetrina che un device realmente prestante. Invece, questo Xiaomi Mi Mix si è rivelato essere entrambe le cose, portando estrema eleganza e grande potenza, il tutto in una scocca progettata sapientemente.

Probabilmente qui in Italia questo smartphone non venderà moltissimo, ma personalmente lo ritengo un dispositivo degno di essere preso in considerazione qualora il budget non fosse un problema.

L'articolo Recensione Xiaomi Mi Mix: punta di diamante! appare per la prima volta su ChimeraRevo - Il miglior volto della tecnologia.

Video-guida completa: come assemblare un PC in autonomia (CPU, MoBo, RAM, SSD)

Assemblare in autonomia il proprio PC garantisce la libertà di scegliere meticolosamente ogni componente e, in alcune circostanze, anche risparmiare circa 100 €. Sì, è ancora necessario il cacciavite ed un briciolo di abilità manuale, ma l'operazione è certamente alla portata di qualsiasi hobbista. In questa video-guida completa attraverseremo tutte le fasi dell'assemblaggio di un computer: dall'inserimento di CPU e RAM sulla scheda madre sino ai collegamenti con il case, l'alimentatore e l'SSD. Buona visione! ›› Leggi tutto
  • 10 Gennaio 2017 ore 00:00

Guida Plex, come installare il server multimediale universale

Tra i migliori server multimediali che permettono di effettuare lo streaming di contenuti audio e video da una macchina collegata alla rete locale, c'è Plex.

Si tratta di un'applicazione basata su architettura client-server: il componente server si occupa di fare da 'raccoglitore' per tutti i propri file multimediali andando alla ricerca dei nuovi contenuti conservati in qualunque unità di memorizzazione.


Una volta installato Plex, basta 'comunicargli' l'elenco delle cartelle da esaminare: penserà Plex a verificarne il contenuto e aggiungerne il contenuto nel suo catalogo.
Si possono aggiungere film, video, brani musicali e foto: Plex non si limiterà a recuperare soltanto il nome del file ma cercherà eventuali metadati (informazioni accessorie conservate all'interno del file). Inoltre, nel caso dei film, Plex andrà alla ricerca di altre informazioni attingendo ai database cinematografici disponibili online.

Il componente server di Plex può essere installato su un PC desktop (Windows, Linux o macOS) oppure, ad esempio, installato su server NAS.

Il 2016 attraverso le ricerche su Google

di Emanuela Locci
Ci siamo! E’ di nuovo quel momento dell’anno in cui guardiamo ai 12 mesi trascorsi e riflettiamo su cosa li hanno resi unici e irripetibili. Quali sono state le parole del 2016? Quali i personaggi e gli avvenimenti che hanno caratterizzato le nostre ricerche? Quali le mete delle vacanze, le ricette, i “perché...” che hanno stuzzicato la nostra curiosità?

Scopriamo insieme, allora, Un Anno di Ricerche su Google, ripercorrendo il 2016 attraverso le domande che gli italiani hanno rivolto al motore di ricerca.

In Italia è stato indubbiamente l’anno di Pokémon Go, in testa alla classifica delle parole emergenti (*). Ma non potevano non riflettersi nelle ricerche i grandi eventi sportivi - le Olimpiadi e gli Europei 2016 -, la politica internazionale con le elezioni politiche statunitensi e la Brexit, e i tristi fatti di cronaca, con il terremoto che ha colpito molte aree dell’Italia e gli addii a due grandi artisti, David Bowie e Bud Spencer.

Parole emergenti
  1. Pokémon Go 
  2. Olimpiadi Rio 2016 
  3. Europei 2016 
  4. Elezioni USA 
  5. Terremoto 
  6. Sanremo 2016 
  7. David Bowie 
  8. Donald Trump 
  9. Bud Spencer 
  10. Brexit 

Uno sguardo ai personaggi che hanno fatto tendenza? A David Bowie, Donald Trump e Bud Spencer fanno seguito il calciatore argentino Gonzalo Higuain, Ezio Bosso e il compianto Prince - scomparso a fine marzo -, ma anche nomi dello spettacolo come Gabriel Garko e Virginia Raffaele, entrambi protagonisti dell’ultima edizione del Festival di Sanremo. Chiudono la classifica, la poetessa Alda Merini e la cantante Patty Pravo, grande presenza canora a Sanremo.

Personaggi emergenti
  1. David Bowie 
  2. Donald Trump 
  3. Bud Spencer 
  4. Gonzalo Higuain 
  5. Ezio Bosso 
  6. Prince 
  7. Gabriel Garko 
  8. Virginia Raffaele 
  9. Alda Merini 
  10. Patty Pravo 

Analizzando le ricerche di tendenza, si vede come Google sia spesso utilizzato per rispondere alle curiosità e agli interrogativi di tutti i giorni: tra i “come fare...” primeggia “come fare il gelato al caffè in casa” mentre tra i “perché...” ha fatto tendenza “perché si intasa il braciere”.

Tra gli innumerevoli quesiti, la ricerca del significato delle parole: e se in cima alla lista emergono idolatria, ad maiora e Brexit, non possiamo trascurare l’ingresso in classifica dell’originale termine “petaloso”.

Sono solo alcune delle ricerche che hanno reso memorabile il 2016 degli italiani su Google. Potete curiosare fra le altre liste italiane - tra cui gli eventi, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti - su google.it/trends/yis/2016, dove è possibile scoprire anche i trend mondiali.

Scritto da: Google Italy blog Team

* I termini emergenti sono quelli che hanno fatto registrare il maggiore incremento nelle ricerche nel corso dell’anno in questione (e non il maggior numero di ricerche in assoluto).
  • 14 Dicembre 2016 ore 09:00

Torna YouTube Rewind: ecco i video più popolari in Italia nel 2016

di Emanuela Locci
Manca poco alla fine del 2016 ed è difficile resistere ai bilanci. Vi siete chiesti quali sono stati i video più popolari 🔝 , emozionanti 💓, condivisi dell’anno 🔥? Noi lo abbiamo fatto e siamo pronti a celebrare i video che hanno avuto più successo su YouTube in Italia quest’anno.
Scopriamo insieme le classifiche YouTube Rewind 2016!

I video musicali più popolari in Italia
Al primo posto della classifica si posiziona Alvaro Soler con il tormentone estivo Sofia. Ma è la canzone italiana a farla da padrona con ben sette artisti italiani in classifica: tengono alta la bandiera della musica italiana in classifica J-AX e Fedez con Vorrei ma non posto (2°) e Fabio Rovazzi con Andiamo a comandare (3°), seguiti da Alessandra Amoroso con Comunque Andare (4°) e - dopo i Coldplay e Enrique Iglesias in quinta e sesta posizione, dai brani di Gabry Ponte (7°), Rocco Hunt (8°), Francesca Michielin (9°) ed Elisa (10°).
  1. Alvaro Soler - Sofia 
  2. J-AX & Fedez - Vorrei ma non posto (Official video) 
  3. FABIO ROVAZZI - ANDIAMO A COMANDARE (Official video) 
  4. Alessandra Amoroso - Comunque andare 
  5. Coldplay - Hymn For The Weekend (Official video) 
  6. Enrique Iglesias - DUELE EL CORAZON ft. Wisin 
  7. Gabry Ponte - Che ne sanno i 2000 feat. Danti (Official Video) - Warner Music Italy 
  8. Rocco Hunt - Wake Up - Sanremo 2016 
  9. Francesca Michielin - Nessun grado di separazione - Sanremo 2016 
  10. Elisa - No Hero - (official video 2016)

I video (non musicali) più popolari in Italia 
La Top 10 dei video non musicali più popolari in Italia vede in testa Scottecs - recentemente premiato con il Gold Play Button - con Pen Pineapple Apple Pen (PPAP), adattamento italiano della celebre canzoncina del giapponese Piko Taro. Sul secondo gradino del podio il video di Leonardo Cecchi e Beatrice Vendramin di “Alex & Co.” di Disney Channel Italia e terza una immancabile performance di Favij sull’onda del famoso ”Prova a non ridere challenge”. Altri Youtube creator popolano la classifica: i The Jackal (4°), Clio Makeup (8°) e Sofia Viscardi (9°). E non mancano le risate con Virginia Raffaele nei panni di Donatella Versace al Festival di Sanremo (6°), Checco Zalone con lo spot a favore della ricerca sulla Sma (7°) e il simpatico siparietto dei calciatori della nazionale italiana Florenzi e Immobile (10°).
  1. PPAP Pen Pineapple Apple Pen - Scottecs 
  2. Alex & Co. - "Incredibile" Leonardo Cecchi e Beatrice Vendramin (Disney Channel IT) 
  3. PROVA A NON RIDERE CHALLENGE! -Favij 
  4. 30 ANNI - il sabato sera - The Jackal 
  5. Adele Carpool Karaoke - the Late Show with James Corden 
  6. Sanremo 2016 - Virginia Raffaele nei panni della famosa stilista Donatella Versace - RAI 
  7. Lo spot di Checco Zalone a favore della ricerca sulla Sma - BariOggi 
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  9. Ricominciamo da qui - Sofia Viscardi 
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Scritto da: Google Italy Blog Team
  • 7 Dicembre 2016 ore 09:00

Huawei Mate 9: il phablet alla ricerca della perfezione

di Andrea Ricci

Il mondo dei phablet ha sempre avuto vari contendenti al trono, a cominciare da Samsung e la sua favolosa gamma Note. Essa ha aperto questo settore, introducendo un telefono di dimensioni esagerate (ai tempi) e ridefinendo cosa si potesse fare con uno smartphone. Oggi sappiamo bene che fine ha fatto l’ultimo capostipite della serie Note, ed è ovvio che altre aziende stanno giocando al meglio le loro carte per sfruttare il vuoto lasciato dalla casa coreana.

Ecco che Huawei ci riprova proponendo in questo fine 2016 un nuovo membro della gamma Mate: Huawei Mate 9 è infatti l’ultimo esageratissimo phablet cinese, dalle caratteristiche hardware spinte un’esperienza software e di funzionalità che strizza l’occhio a i big player sul mercato. Come sempre i dispositivi cinesi offrono tanto ma chiedono anche qualcosa indietro: sarà anche questo il caso con Mate 9? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Huawei Mate 9 in 60 secondi

Scheda tecnica

Sistema operativo
Versione Android 7.0 Nougat
Display
Diagonale 5.9 pollici
Tecnologia LCD IPS
Risoluzione 1920 x 1080 pixel
Densità 373 PPI
Processore
Nome Hisilikon Kirin 960
Frequenza di clock 2.6 GHz
Numero core 8 core
Architettura ARM a 64 bit
GPU Mali-G71 MP8
RAM
Quantità 4, 6 GB
Fotocamere
Posteriore da 20 megapixel, video a 2160p - flash LED - stabilizzatore ottico
Anteriore da 8 megapixel, video a 1080p
Memoria di archiviazione
Memoria interna 64, 128 GB - memoria espandibile
Connettività
Modem 4G+
Wi-Fi Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual-band
SIM nanoSIM
SIM secondaria nanoSIM
Geolocalizzazione A-GPS
Bluetooth Bluetooth 4.2
NFC
Porte
Connettività USB No
Batteria
Capienza 4000 mAh - non removibile
Stylus
Stylus attivo No
Dimensioni
Millimetri 156.9 x 78.9 x 7.9 mm
Peso
Grammi 190

Design: bello, grosso, un po’ scomodo

Se si vuole fare il phablet, facciamolo per bene. Dev’essere questa la filosofia all’interno dell’azienda cinese, che con Huawei Mate 9 ha ancora una volta puntato su un gigantesco display da 5,9 pollici che praticamente domina tutta la parte frontale del device. Come sempre la casa ha fatto un buon lavoro di ottimizzazione delle cornici, sfruttando lo spazio a disposizione e permettendo allo schermo di rubare completamente la scena, anche se ancora una volta troviamo quel fastidioso bordo nero intorno al display che ne rovina un po’ l’estetica.

Huawei Mate 9

Però Huawei Mate 9 è bello: si può avere in tante colorazioni, ma quella che ho avuto in prova (Mocha Brown) è una delle migliori. L’alluminio è usato sapientemente ed il telefono è semplicemente costruito con enorme cura, con un peso importante ma bilanciato. Dietro spicca il doppio modulo fotografico posto in verticale (un po’ sporgente ma non troppo) e il lettore di impronte digitali, ben rifinito ma forse un po’ piccolo. I tasti sono sul lato destro mentre l’ingresso USB Type-C è sotto, e il jack con accanto il sensore infrarossi (a volte ritornano) è sopra.

Huawei Mate 9 si fa usare, ma di certo non comodamente: anche tornando ad un device poco più piccolo vi sembrerà di stare facendo un salto enorme. L’uso con una mano sola è talvolta complicato e le varie ottimizzazioni software (compresi i riconoscimenti dei tocchi non intenzionali e la modalità schermo ridotto) non sempre aiutano. Lo spessore contenuto però permette di abbracciare bene con la mano il device quindi la presa è salda, e in confezione troviamo anche una pratica cover per proteggere la sua bella estetica.

Display: un mix da interpretare

Ancora una volta, Huawei decide di impiegare uno schermo Full HD (1920 x 1080), risoluzione non troppo densa ma che non crea particolari problemi sull’unità LCD IPS da 5,9 pollici. È vero, non c’è la stessa precisione e pulizia di un display QHD, ma è una esperienza comunque completamente godibile e non si nota la griglia dei pixel al colpo d’occhio. Molto spesso ho criticato l’implementazione di risoluzioni elevate quando non servivano: qui Huawei fa decisamente il contrario.

Huawei Mate 9

Il pannello in sé però non è straordinario: è decisamente tradizionale, senza contrasti esagerati come quello di P9 o colori vividi come un qualsiasi Super AMOLED di Samsung. I livelli di luminosità sono validi (ma quello minimo come sempre è troppo acceso per i miei gusti) ma talvolta manca profondità nei neri specialmente con la luminosità al massimo. Manca poi una specifica attitudine ad un supporto totale di profili colore molto diffusi: non si conosce bene quindi la calibrazione effettiva del display.

Lato software abbiamo accesso ad una serie di opzioni interessanti: potremo attivare il filtro luce blu (programmandolo anche per orario e per intensità), potremo cambiare la temperatura dei colori (scegliendo profili caldi o freddi) e attivare il riconoscimento dei guanti e addirittura delle nocche, per usare gesture specifiche ma francamente poco utili. L’esperienza generale è quindi buona, anche se il display non fa gridare al miracolo.

Hardware e software: potenza da vendere

Huawei Mate 9Per la dotazione di Huawei Mate 9 non sono stati fatti particolari compromessi. Troviamo infatti un nuovo Kirin 960 come processore, accompagnato da 4 GB di memoria RAM e 64 GB di storage addirittura espandibili tramite micro SD. C’è il supporto dual SIM (sempre gradito) e tutta una serie di moduli connettività che lo rendono completo, dal Wi-Fi ac al sensore infrarossi per comandare i device di casa. Huawei ha letteralmente inserito tutto ciò che poteva nel suo nuovo flagship, per non farsi mancare nulla.

L’hardware è di alto livello: la CPU permette di gestire ogni tipo di app senza problemi, e il chip grafico invece macina anche i giochi più pesanti senza fatica. La RAM è abbondante e permette di tenere in memoria un numero discreto di applicazioni, mentre lo storage è estremamente veloce e aiuta ad abbattere i tempi di caricamento delle app, ridotti a pochi istanti. Da un punto di vista puramente prestazionale, è uno dei telefoni sicuramente più veloci sul mercato. Il device poi difficilmente scalda e componenti come il lettore di impronte rimangono sempre letteralmente istantanei, cosa molto apprezzabile.

Come sempre, serve anche un software capace di tenere testa al silicio. Ecco che a bordo di Huawei Mate 9 troviamo Android 7.0 Nougat in salsa EMUI 5.0, cioè l’interfaccia della casa che abbiamo visto ormai svariate volte. Di Nougat sappiamo quali vantaggi porta: le notifiche sono state ridisegnate, c’è il supporto nativo alle app in multifinestra e in generale il sistema è più ricco e completo di funzionalità. Huawei ha saputo prendere il meglio dell’offerta di Google, mischiando il tutto con il suo gusto grafico e le implementazioni software già sperimentate in passato.

Huawei Mate 9Ispirata alla grazia della Grecia (non scherziamo, ci è stata presentata così), la EMUI 5.0 è in realtà un leggero redesign della precedente versione. Gli approcci nativi ad alcune funzioni (come appunto il multiwindow) sono state sostituite con quelle realizzate da Google, e l’interfaccia è un timido passo verso quella stock di Android, almeno nelle funzionalità (ad esempio la tendina notifiche non è più divisa in due pannelli e ha i toggle rapidi nella parte superiore). Temi ed icone vengono più da iOS che dal Material Design, e palette e colori riprendono pari pari quelle dell’offerta Apple lato software. Inutile negare l’ispirazione: Android di suo non è così.

Sebbene la versione attualmente distribuita abbia qualche bug e crash, in generale l’esperienza è soddisfacente. Il redesign ha permesso di semplificare l’uso e di aggiungere ancora più funzionalità, e la EMUI è una delle skin di Android più ricche: c’è davvero di tutto dentro. Le app di sistema sono state completamente sostituite con le proposte Huawei e troviamo anche del bloatware sempre fastidioso, ma in generale la combinazione hardware e software funziona. Se volete per altro scoprire tutto della EMUI 5.0, vi invito a guardare questo video che abbiamo realizzato e che ne spiega tutte le novità.

Batteria: numeri e fatti

All’interno di Huawei Mate 9 c’è un capiente modulo batteria da ben 4000 mAh, cifra esageratissima che promette una autonomia importante. Alla presentazione del telefono la casa ha parlato di due giorni di uso reali e mediamente intensi, che ci avrebbero permesso di dimenticarci il caricatore anche per una notte. Quei dati come sempre vanno presi con le pinze: in realtà, sono riuscito a fare solitamente un giorno pieno ed intenso (con svariate ore di schermo e numerosi account in sync) ma ho sempre preferito caricare lo smartphone di notte perché sarei entrato nel secondo giorno con poca batteria residua.

Huawei Mate 9

Vanno però spezzate delle lance a favore di Huawei: la EMUI 5.0 permette un controllo estremamente granulare del comportamento della batteria, permettendoci addirittura di ridurre la risoluzione dello schermo o la potenza del processore per tirare fuori più ore. Certo è che questo software è anche molto aggressivo: ogni tre per due ci avviserà di “app con consumi anomali”, notificandoci che magari è il caso di chiuderle – rischiando poi però di non ricevere notifiche, un vecchio problema dei device Huawei che a tratti sembra risolto e a volte no.

Il caricatore incluso in dotazione include poi la tecnologia SuperCharge: pochi minuti bastano per avere una percentuale sufficiente per far vivere il telefono qualche ora, ma in generale basta poco più di un’ora per completare una ricarica completa. Manca, però, la ricarica wireless, ma la casa non l’ha mai implementata sui suoi top di gamma in passato e il corpo in alluminio non ne consentirebbe l’integrazione. Huawei Mate 9 non è quindi un campione dell’autonomia, ma sono curioso di capire se un software definitivo sarà capace di tirare fuori ancora più ore di utilizzo dal capiente modulo installato.

Fotocamera: il ritorno di Leica

Huawei Mate 9Huawei ha fatto molto parlare di sé al lancio del P9 per la collaborazione fotografica con Leica, storico brand di prodotti dedicati alla fotografia professionale. Molti hanno detto che era solo una mossa pubblicitaria, ma una cosa va detta: P9 ha una delle migliori fotocamere del 2016, come dimostrato dalla nostra recensione. Per Huawei Mate 9 l’azienda ci riprova cambiando un po’ le carte in tavola: uno dei due moduli (quello monocromatico) passa da 12 a 20 MP, nel tentativo di tirare fuori più dettaglio e foto quindi di migliore qualità. Usare due moduli permette anche di giocare con effetti di sfocatura e di zoomare nelle immagini senza perdere qualità, come abbiamo visto di recente su iPhone 7 Plus.

In generale il modulo si comporta bene: se la luce è buona riuscirete a tirare fuori degli scatti incredibili, complice anche un software ricco di modalità e che permette di scattare in RAW (formato negativo digitale adatto poi ad operazioni di fotoritocco). Lo zoom è realmente valido: le foto sono molto dettagliate anche ad un fattore di ingrandimento vicino al 2X, e diventa estremamente versatile da usare. La sfocatura è poi veloce e di qualità, e si fa apprezzare quando si fotografano persone dato che permette di tirare fuori profondità di campo (effetto bokeh) da lenti che di per sé non lo permetterebbero.

Allo stesso tempo però il comportamento del sensore è un po’ imprevedibile: passa una nuvola o si abbassa la luce, ed ecco che le foto hanno colori completamente spenti e un contrasto pari a zero. La mancanza di una modalità automatica di HDR si fa sentire, dato che toccherà all’utente abilitarlo manualmente ogni volta, perdendo tempo e magari lo scatto quando serve. P9 tendeva a mostrare una qualità più costante, qui invece (ancora un volta: è forse colpa del software incompleto?) non sempre la foto sarà bellissima.

Novità nella registrazione video: arriva finalmente il 4K (grande assente su P9), con tanto di stabilizzazione ottica e registrazione in H265. I video sono di ottima qualità e anche l’audio è valido, potendo anche abilitare un filtro antivento nel software. In generale, come abbiamo detto, la fotocamera se la cava sempre molto bene ed è talvolta capace di tirare fuori ottimi risultati, ma ci saranno delle situazioni dove non rimarrete soddisfatti.

Multimedia: lasciate il tablet a casa

Quando avete uno smartphone con display da 5,9 pollici, vi serve un tablet? Probabilmente no: lo schermo è sufficientemente grande per fruire di qualsiasi contenuto multimediale in mobilità. Che vogliate guardare un film in aereo o una puntata di Netflix stesi a letto, riuscirete tranquillamente a godere del contenuto grazie all’ampia diagonale. Foto, giochi e video di ogni natura diventano perfetti per la combinazione di hardware e schermo, e Huawei Mate 9 sotto questo aspetto vince alla grande (e la autonomia ci viene abbastanza incontro permettendoci di fruire di contenuti multimediali per qualche ora in più).

Huawei Mate 9

L’audio è un comparto sempre molto delicato di uno smartphone: in questo caso è stato fatto un buon lavoro con la riproduzione dalle casse, che sfrutta quella inferiore più potente e la capsula auricolare per simulare un effetto stereo piuttosto convincente. Il suono è ricco e il volume elevato, cosa che lo rende anche adatto al vivavoce. Meno convincente è l’esperienza in cuffia, come sempre piagata da un volume piuttosto basso: diventa difficile godere di un brano alla sua massima potenza. L’ottimizzazione dell’equalizzatore DTS non fa miracoli, e purtroppo Huawei mi delude ancora una volta sotto questo aspetto.

Huawei Mate 9: le nostre conclusioni

Può Huawei Mate 9 colmare il vuoto lasciato da Note 7, battendo altri phablet e conquistandosi una posizione sul trono? Secondo me sì. Huawei ha messo molta cura in tanti aspetti di questo dispositivo, che ad oggi ha nei suoi difetti un filo comune: un software acerbo come la stessa casa ci ha avvisato quando ci è stato consegnato, solo che oggi il telefono sta toccando i negozi e non si è vista ombra di un update sostanzioso. La EMUI ha poi dei difetti di forma: è ricca ma talvolta poco coesa, ed è una interfaccia impegnativa per gli utenti.

Pro
  • Ottima costruzione
  • Autonomia valida
  • Estremamente veloce
  • Fotocamera ottima...
Contro
  • ... ma non sempre
  • EMUI 5.0 non così diversa dal passato
  • Software ancora incompleto
8
Andrea Ricci


L’hardware però c’è e si sente, e la fotocamera – se saputa maneggiare evitando i suoi limiti – riesce a tirare fuori delle foto che rivaleggiano tranquillamente una compatta qualsiasi. Ad oggi molti dei difetti sono appunto dentro un margine “di errore”, cioè sono risolvibili con aggiornamenti puntuali della casa che speriamo possano arrivare. Certo, Huawei Mate 9 ha poi un importante punto esclamativo da non sottovalutare: è davvero grosso e può diventare, alla lunga, impegnativo e un po’ faticoso. Gli amanti veri dei phablet però apprezzeranno molto questo aspetto, e alla fine dei conti ricordiamoci sempre che è un dispositivo pensato proprio per loro.

Huawei Mate 9 può essere acquistato a circa 750€ a questa pagina di Amazon.it

Video recensione

L'articolo Huawei Mate 9: il phablet alla ricerca della perfezione è stato pubblicato per la prima volta su Ridble.

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