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Alfa Romeo richiama Giulia e Stelvio: problemi al Cruise Control

di Donato D'Ambrosi

Il potenziale malfunzionamento all’Adaptive Cruise Control sarebbe stato scoperto durante un test drive da un dipendente Alfa Romeo che ha permesso di richiamare circa 60 mila auto nel mondo. Le Alfa Giulia e Stelvio da controllare non avrebbero provocato alcun incidente noto e riconducibile all’anomalia, mentre si sa già quante auto andranno richiamate in Italia, Asia e America.

I MODELLI DA CONTROLLARE

Le auto coinvolte nel richiamo globale sono Alfa Romeo Giulia prodotte tra il 2017 e il 2019 e le Alfa Romeo Stelvio prodotte dal 2018 al 2019. In entrambi i casi il malfunzionamento potrebbe impedire all’Adaptive Cruise Control di disattivarsi in particolari situazioni di guida, come riporta Quattroruote. IN altri casi potrebbero avvenire anche accelerazioni spontanee non richieste dal guidatore.

11 MILA ALFA SOLO IN ITALIA

Le auto interessate al richiamo globalmente sono circa 60 mila, di cui 11 mila vetture solo in Italia. Altre sono così distribuite: 29 mila Alfa Romeo complessivamente da richiamare in America Latina, Europa e Asia e altre 19 mila negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato, parte di queste auto si troverebbero già nelle disponibilità di Fiat-Chrysler Automobiles poiché non ancora immatricolate.

L’AGGIORNAMENTO GRATUITO

L’intervento di ripristino del corretto funzionamento dell’Adaptive Cruise Control, consisterà nell’aggiornamento gratuito del software. Tutti i proprietari di Alfa Romeo Giulia e Stelvio interessate al richiamo saranno avvisati da una lettera raccomandata di FCA.

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Nissan: in arrivo gli assistenti virtuali a bordo. I test I2V in Giappone

di Redazione

Nissan, in collaborazione con il principale operatore telefonico giapponese NTT Docomo, sta testando la nuova tecnologia Invisible to Visible (I2V). Si tratta di un nuovo sistema di assistenza virtuale a bordo che è stato presentato al Ces 2019 di Las Vegas e che ora trova la sua prima applicazione concreta in Giappone, in una serie di test su strada su una Nissan NV350 Caravan. L’obiettivo della Casa nipponica è quello di offrire in futuro ai propri clienti un’esperienza di guida tra auto interconnesse.

CONNESSIONE 5G PER COMUNICAZIONI WIRELESS

Nissan sta usando il sistema di connettività mobile di ultima generazione che sfrutta una connessione in 5G (tecnologia che Tim ha introdotto recentemente a Torino) sviluppato da Docomo per integrare i dati provenienti dai sensori esterni e interni del veicolo con i dati dell’Omni Sensing, una piattaforma cloud che raccoglierà informazioni riguardanti il veicolo e il tragitto. Grazie all’Omni Sensing e alla connessione I2V, gli automobilisti potranno essere costantemente aggiornati anche su ciò che non possono vedere o prevedere. Potranno ad esempio essere avvisati dell’arrivo di altre vetture durante la percorrenza di una curva cieca o mentre stanno svoltando dietro un edificio.

AVATAR IN REALTÀ AUMENTATA

Il nuovo sistema comunicherà con i viaggiatori non come un semplice assistente di guida ma tramite dei veri e propri Avatar digitali. Il dispositivo I2V, infatti, connetterà il veicolo e chi lo guida con quello che Nissan ha definito Metaverso, un mondo virtuale in cui le persone potranno interagire proprio grazie agli Avatar.

IN CONTATTO CON LA REALTÀ

Gli Avatar del Metaverso, oltre a fornire le informazioni relative al viaggio in tempo reale, potranno anche rappresentare persone vere e proprie con cui comunicare durante gli spostamenti. Se per esempio si volesse parlare con un membro della propria famiglia, esso comparirebbe in forma di proiezione 3D nella realtà virtuale: così facendo, chi viaggia da solo potrà godere della compagnia di un proprio parente per tutta la durata del percorso.

UN’ESPERIENZA OLTRE IL SEMPLICE VIAGGIO

Nissan e Docomo, inoltre, stanno studiando gli effetti e le sensazioni dei passeggeri durante l’interazione con gli Avatar, per rendere l’esperienza ancor più reale e coinvolgente. Sebbene sia ancora in fase sperimentale, la tecnologia I2V si appresta a cambiare radicalmente il nostro modo di muoverci, rendendo il viaggio, più che un semplice spostamento, una vera e propria immersione nel futuro.

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Guida autonoma: il test del Connected Pilot su DS 7 Crossback

di Donato D'Ambrosi

La Guida assistita (o semi autonoma) delle auto più recenti può indurre i conducenti a pensare di potersi distrarre durante la guida. Un rischio che Euro NCAP ha messo alla prova testando i sistemi di assistenza alla guida della DS 7 Crossback. Il sistema Connected Pilot della DS è molto differente dai sistemi di assistenza alla guida che Euro NCAP ha messo alla prova su Audi A6 e BMW Serie 5. Infatti si comporta meglio in molte situazioni di emergenza, pur non sostituendosi al guidatore che deve intervenire per evitare l’ostacolo improvviso. Vediamo cosa ne pensa Euro NCAP in dettaglio del Connected Pilot su DS 7 Crossback, nel video qui sotto.

CONNECTED PILOT ALLA PROVA

Secondo Euro NCAP il Connected Pilot su DS 7 Crossback offre al guidatore un basso livello di supporto, mantenendo quindi l’impressione che il conducente svolge una funzione principale di controllo. Il che è positivo, anche se dalle indicazioni del manuale – secondo i tecnici – il nome Connected Pilot non indica chiaramente che il sistema è un sistema di assistenza alla guida e potrebbe essere facilmente frainteso. Ma tornando alle prove del sistema di assistenza alla guida  nel concreto, la DS 7 Crossback mostra un moderato supporto negli scenari di guida lenti e in frenata. Tra le prove di Euro NCAP infatti viene testato l’intervento dei sistemi di ausili con Adaptive Cruise Control attivo senza che il conducente faccia nulla, quando si ritrova un’auto davanti.  Per rendere il tutto più realistico, l’auto ostacolo “target” è ferma o in movimento nelle varie prove di frenata automatica che si vedono nel video qui sotto.

DS 7 CROSSBACK VERSO L’OSTACOLO FERMO

Con l’auto-ostacolo ferma e il Connected Pilot impostato su una velocità di 50 km/h, l’intervento della frenata di emergenza è immediato. La DS 7 Crossback frena autonomamente senza richiedere alcun intervento al guidatore. Bisogna ricordare che , come prevede la legge, il conducente deve mantenere entrambe le mani sul volante. Ma se non lo fa, basta sfiorare il volante della DS7 per zittire l’allarme sonoro. Nel video Euro NCAP qui sopra, infatti, se la velocità della DS 7 è impostata a 80 km/h, l’auto lancia il warning ma è l’intervento del guidatore ad evitare la collisione.

DS 7 CROSSBACK VERSO L’OSTACOLO MOBILE

Con l’ostacolo in movimento la DS7 si comporta meglio in condizioni di guida autostradale, sia in caso di velocità costante sia in caso di frenata improvvisa dell’auto che precede. La DS 7 Crossback riesce a fermarsi da sola nei casi in cui l’auto davanti procede a 20 km/h e l’ACC è impostato a 100 km/h e quando tra l’auto davanti e la DS7 c’è una differenza di velocità di 70 km/h (60 contro 130). Non accade sempre questo quando invece l’auto davanti frena all’improvviso. Con una differenza di 5 km/h in più per la DS 7 (50 contro 55 km/h), il Connected Pilot frena da solo, mentre con succede se la differenza di velocità sale a 40 km/h (10 contro 50 km/h). Non supera in maniera autonoma neppure i test Cut-in e Cut-out, dove la DS 7 Crossback si lascia illudere da un’auto che la precede davanti e quando questa si sposta il Connected Pilot riesce solo ad allertare il conducente di un ostacolo fermo davanti, travolgendolo. In definitiva il sistema di assistenza alla guida della DS 7 Crossback si rivela un buon ausilio senza particolari ambizioni di guida autonoma.

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Peugeot e-208: tutti i segreti della nuova elettrica francese

di Redazione

Annunciata prima del Salone di Ginevra, la seconda generazione della Peugeot 208, completamente rinnovata sotto ogni punto di vista rispetto al modello precedente, è stata declinata da subito in una versione a zero emissioni, battezzata e-208. Oggi la Casa del Leone svela le caratteristiche tecniche della propria utilitaria elettrica, che si distingue dal resto della gamma solo per alcuni dettagli estetici: la calandra con dettagli nello stesso colore della carrozzeria, i cerchi da 17” con finitura diamantata e, dentro, rivestimenti in Alcantara e tessuto.

BATTERIE GARANTITE 8 ANNI La Peugeot e-208 nasce su una nuova piattaforma modulare definita e-CMP che PSA ha messo a punto proprio per la realizzazione di modelli dotati di batterie. L’auto, in particolare, monta un pacco batterie agli ioni di litio ad alta tensione, con capacità di 50 kWh che, essendo piazzato in basso, non ruba spazio all’abitacolo. Le batterie della Peugeot e-208 sono garantite 8 anni o 160.000 km e alimentano un motore elettrico in grado di sviluppare una potenza di 100 kW (136 CV) e una coppia di 260 Nm.

SI RICARICA ALL’80% IN 30 MINUTI Le batterie della Peugeot e-208, che garantiscono un’autonomia di circa 340 km, possono essere ricaricate attraverso una normale presa di corrente domestica. In questa situazione impiegano circa 16 ore per raggiungere il 100%. Tra le altre modalità di ricarica, però, la Casa offre sia wallbox casalinghi da 11 kW, che riducono i tempi di “un pieno” di energia a 5 ore e anche la possibilità di utilizzare colonnine rapide da 100 kW che in soli 30 minuti permettono di raggiungere l’80% della carica.

TRE MODALITÀ DI GUIDA Dal posto guida della Peugeot e-208, che è dotata di serie di strumentazione digitale in grado di visualizzare schermate sullo stato delle batterie e sulle logiche di funzionamento del powertrain, si possono scegliere tre modalità di guida: Eco, Normal o Sport. La prima, come si intuisce, predilige l’efficienza, mentre la terza punta a massimizzare le prestazioni. Tutte le informazioni sullo stato di carica e sullo stato delle batterie sarà visibile anche attraverso un’app dedicata che può essere scaricata sul proprio smartphone.

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Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 10.000 euro

di Gabriele Amodeo

Con questa prima guida con i consigli all’acquisto delle utilitarie iniziamo un nuovo servizio che SicurAUTO.it vuole offrire a voi lettori,aiutandovi a scegliere l’auto che meglio si adatta alle vostre esigenze e il vostro budget, ovviamente senza mai dimenticare la sicurezza. Le guide saranno strutturate per fascia di prezzo e si baseranno su un tetto massimo da non superare, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Per ogni segmento abbiamo preso in considerazione i dieci modelli più venduti del mercato. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Questa prima guida la dedichiamo ai consigli per l’acquisto di una utilitaria con un budget intorno ai 10.000 euro e una lunghezza entro i 4 metriGuida aggiornata il 13/3/2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione, magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche. Se tergiversano, cambiate concessionario. Vuol dire che il venditore non ha nemmeno la minima idea di come si vende un’auto, se già si dimostra poco disponibile prima dell’acquisto figuriamoci quando tornerete per reclamare qualche problema. Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco il nostro giudizio su ogni utilitaria con un budget intorno ai 10.000 euro disponibile sul mercato, in rigoroso ordine alfabetico.

CITROEN C1

È lunga 3,44 metri, ha 4 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 139 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto 3 stelle (68%,73%,53%,71%) (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; ha 6 airbag di serie e l’ESC. Disponibile con un solo motore da un litro di cilindrata, 3 cilindri con 72 CV, ha un consumo dichiarato nel ciclo misto di 4,1 L/100 km con 93 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 10.650 euro. Nata del 2005 da una joint venture tra il Gruppo PSA e Toyota, da allora non ha subito aggiornamenti strutturali. Venduta come 107 da Peugeot e come Aygo dalla casa giapponese, è un’auto prettamente cittadina, con alcune soluzioni tecniche molto economiche. Al Salone di Ginevra 2014 è stata presentata la versione totalmente rinnovata e attualmente in vendita della citycar parigina.

DR ZERO

È lunga 3,56 metri, ha 4 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 180 dm3. Non è stata sottoposta ai crash test da parte di Euro NCAP, è dotata di serie del controllo della stabilità e del controllo di trazione. Nella versione base è spinta da un 998cc. 3 cilindri con 69 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 6,1 L/100 km con 142 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 8.500 euro. Al momento non risultano promozioni in corso, ma non sarà difficile spuntare uno sconto dal concessionario. Assemblata in Italia la dr Zero è diretta discendente della cinese Chery QQ e si propone come alternativa low cost a molte citycar più blasonate. Dalla sua la dotazione di serie piuttosto completa, ma materiali e finiture non sono di particolare pregio. A listino è proposta l’interessante versione bi-fuel benzina/gpl, proposta a listino da 8.500 euro.

FIAT Panda

È lunga 3,65 metri, ha 4 o 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliao di 225 dm3. Testata nel 2009 da Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle (82%,63%,49%,43%) (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; con l’ultimo restyling ha beneficiato di un arricchimento della dotazione di serie, adesso l’ESC è presente su tutti gli allestimenti. Nella versione base 1.2 Pop è spinta da un 4 cilindri con 69 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,4 L/100 km con 125 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 11,390 euro (escluse le promozioni che portano il prezzo ben sotto  10 mila euro). La Fiat Panda è da anni, in tutte e tre le generazioni, l’auto più venduta in Italia. Ha l’offerta di versioni più ampia del segmento, con modelli a trazione integrale, benzina, diesel, GPL e anche metano.

FORD KA+

È lunga 3,93 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 270 dm3. Euro NCAP ha testato nel 2008 il precedente modello 3 porte il quale ha ottenuto 4 stelle (28,29,11), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video)  ma con il vecchio protocollo, quindi i risultati non sono confrontabili con gli attuali; ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.2 è spinta da un 4 cilindri con 70 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 11.500 euro, limabile con le promozioni. La Ford Ka+ ha di fatto soppiantato la precedente generazione nata in collaborazione con FCA; la nuova versione è probabilmente meno ricercata ma offre l’abitabilità e la versatilità richiesti ad un’utilitaria contemporanea, la scelta di dotarla delle portiere posteriori premia ulteriormente la praticità d’uso della nuova generazione.

KIA PICANTO

È lunga 3,60 metri, ha 5 posti ed è disponibile a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 255 dm3. Testata nel 2017 dall’Euro NCAP ha ottenuto 3 stelle (79%, 64%, 54%, 25%) e 4 con il Safety Pack (87%, 64%, 54%, 47%) che aggiunge Airbag per le ginocchia, AEB urbano, AEB extraurbano e limitazione della velocità. Disponibile un solo motore 1.000 cc, 3 cilindri con potenza da 66 cv  con consumi dichiarati nel misto di 4,9 l/100 km con 113 g/km di CO2. Insieme al benzina è disponibile l’alimentazione GPLIl prezzo di listino parte da 11.150 euro. Linea più grintosa e ricca dotazione tecnologica sono il biglietto da visita della nuova generazione della city car coreana, caratterizzata da un nuovo design più accattivante. Rivisti anche gli interni, sia per quanto concerne il design che la scelta dei materiali. Nuovo l’infotainment che supporta i protocolli di connessione Apple Car Play e Android Auto.

HYUNDAI i10

È lunga 3,67 metri, ha 5 posti di serie e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 252 dm3. Nei crash test Euro NCAP si è comportata discretamente con 4 Stelle per protezione adulti e bambini (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video). Nella versione base 1.0 MPI è spinta da un 3 cilindri con 67 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,7 L/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 10.850 euro. La Hyundai i10 è stata apena sottoposta a restyling e batte la Fiat Panda di 2 cm in quanto a lunghezza, diventando la seconda auto più grande del segmento. Le finiture interne e gli allestimenti rappresentano un grande salto di qualità rispetto al modello precedente grazie anche all’introduzione di nuovi contenuti multimediali. È già disponibile anche in versione GPL, mentre non è previsto il diesel.

PEUGEOT 108

È lunga 3,48 metri, ha 4 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 180 dm3. Nel 2014 Euro NCAP ha testato la gemella Toyota Aygo assegnandole 4 stelle (80%,80%,62%,56%) (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; ha 6 airbag di serie e l’ESP. La versione base è equipaggiata con un motore da un litro di cilindrata, 3 cilindri con 72 CV, ha un consumo dichiarato nel ciclo misto di 4,1 L/100 km con 93 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.430 euro.

SEAT Mii

Ha accolto l’eredità della Arosa e rappresenta il gradino d’accesso alla gamma SEAT. Sviluppata sulla medesima piattaforma della Volkswagen UP è lunga appena 3.56 metri, ingombro che le permette di districarsi nel traffico cittadino e la rende facile da parcheggiare (qui la scheda completa dei crash test con i risultati e i video). Nonostante gli ingombri contenuti la MII offre 4 posti “veri” grazie alle dimensioni del passo e alla peculiare posizione degli assali. La compatta spagnola è offerta con due distinte motorizzazioni 3 cilindri, entrambe da 1.0 litro, un benzina da 60 cavalli e un Ecofuel benzina-metano da 68 cavalli (la SEAT Mii è una delle prime citycar a metano). I consumi sono adeguati alla categoria, per la versione benzina sono dichiarati 4.4 litri x 100 km nel ciclo urbano, che scendono a 3.6 nella versione bifuel. Di serie su tutte le versioni è presente il controllo elettronico di stabilita con Hill Assistant per le partenze in salita. Fortemente personalizzabile è proposta negli allestimenti Style, Chic e il quasi lussuoso Cosmopolitan che si pone come top di gamma. Il prezzo di listino parte da 12.480 euro. Il modello attualmente in vendita è stato sottoposto ad un restyling che ha riguardato principalmente i contenuti tecnologici  a bordo.

SKODA Citigo

È lunga 3,60 metri, ha 4 posti ed è disponibile a 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 251 dm3. Testata nel 2011 dall’Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (89%, 80%, 46%, 86%). Disponibile con due motorizzazioni, una benzina e una a bi-fuel a metano. Per il benzina il motore 1.000 cc 3 cilindri sono disponibili due potenze, da 60 e 75 cavalli con consumi dichiarati che sono di 4,4 l/100 km per entrambe le declinazioni di potenza, con rispettivamente 101 g/km e 103 g/km di emissioni di CO2. Per la versione bi-fuel, benzina e metano, sono 68 i cavalli disponibili con consumi di 4,5 l/100 km nel misto e 106 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 10.800 euro. Frutto del progetto New Small Family che ha portato alla nascita la Seat Mii e la Volkswagen up!, con le quali condivide gran parte dei componenti. Dopo l’ingresso nel mercato del 2011, la nuova Citigo si caratterizza per una linea aggiornata soprattutto sul frontale, dove fa il suo esordio una nuova mascherina e nuovi gruppi ottici. Novità anche dentro l’abitacolo, con il nuovo sistema di infotainment Swing, con il proprio smartphone che prende tutte le funzioni di un normale infotainment.

SUZUKI CELERIO

È lunga 3,60 metri, ha 5 posti (4 per la versione base) ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 254 dm3. Nel 2014 Euro NCAP ha testato l’auto assegnandole 3 stelle (61%,74%,68%,38%) (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; ha 4 airbag di serie,l’ESP e il controllo della trazione. La versione base è equipaggiata con un motore da un litro di cilindrata, 3 cilindri con 68 CV, ha un consumo dichiarato nel ciclo misto di 4,3 L/100 km con 99 g/km di emissioni di CO2Il prezzo di listino parte da 10.490 EURO. La Celerio si propone come alternativa alle “solite” citycar e dalla sua offre un design gradevole e interessanti contenuti di serie, come la frenata assistita, interni curati e un bagagliaio ai vertici della categoria. E’ disponibile anche con il cambio robotizzato.

TOYOTA AYGO

È lunga 3,43 metri, ha 4 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 139 dm3. Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; ha 6 airbag di serie, l’ESC. Disponibile con un solo motore da un litro di cilindrata, 3 cilindri con 72 CV, ha un consumo dichiarato nel ciclo misto di 4,1 L/100 km con 93 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 13.800 €. Nata del 2005 da una joint venture tra il Gruppo PSA e Toyota, da allora non ha subito aggiornamenti strutturali. Venduta come 108 da Peugeot e come C1 da Citroen, è un’auto prettamente cittadina, con alcune soluzioni tecniche molto economiche. Dal 2014 è in vendita la versione rinnovata dell’utilitaria franco-nipponica.

VOLKSWAGEN UP!

È lunga 3,54 metri, ha 4 posti e 3 o 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 251 dm3. Testata nel 2011 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (89%,80%,46%,86%) (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ; ha 6 airbag di serie, l’ESC e può essere equipaggiata con la frenata automatica d’emergenza. Nella versione base 1.0 take up! è spinta da un 3 cilindri con 60 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,4 L/100 km con 101 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.500 euro. La Volkswagen Up! è stata recentemente posta a un restyling che ha riguardato sia l’immagine che i contenuti della vettura. Sulla citycar adesso è disponibile un moderno sistema di infotainment.

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Incidente Defrel: 10 incidenti costosi di calciatori a bordo di supercar

di Donato D'Ambrosi

I calciatori sono idoli dentro e fuori dal campo, ma non sempre esempi da seguire quando si mettono al volante. L’incidente di André Grégoire Defrel è solo l’ultimo esempio di come spesso velocità, imprudenza e non di rado l’alcol delle notti brave abbia come epilogo un incidente stradale a bordo di auto supersportive e per pochi. L’attaccante della Sampdoria, in particolare, si sarebbe schiantato in Corso Europa a Genova nelle scorse notti a bordo della sua Mercedes C63S AMG. Prima di finire la sua carambola, l’auto del calciatore avrebbe fatto parecchi danni ad auto e opere pubbliche. E quando è stato raggiunto dagli agenti la situazione è peggiorata ulteriormente: la Polizia ha infatti accertato che il conducente aveva assunto alcol e che l’auto era priva di revisione. Nessuna conseguenza fisica per il calciatore francese e la sua passeggera, ma Dfrel andrà sicuramente incontro a un iter amministrativo e a un provvedimento sportivo dopo questa vicenda. Dalla classifica di un’indagine di SOSTariffe, non sono pochi i calciatori protagonisti di incidenti a cnhe in stato di ebbrezza. Ecco i 10 incidenti stradali più recenti di calciatori a bordo di auto costose.

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Peugeot al Salone di Ginevra 2019: le novità elettriche e ibride plug-in

di Antonio Elia Migliozzi

In occasione del Salone dell’auto di Ginevra 2019 Peugeot punta sull’elettrificazione. Il marchio francese presenta una serie di novità che disegnano la traiettoria che sarà seguita dalla gamma. Sotto ai riflettori finisce la nuova generazione della compatta 208 che sarà disponibile anche nella variante full electric. Sotto il cofano una potenza di 100kW e ben 136 cavalli a disposizione. Nel presente del brand anche la variante ibrida della 508 che, grazie al sistema plug-in, promette di aprire a nuovi orizzonti di mobilità. Quanto al futuro Peugeot mostra i muscoli con il concept ibrido 508. Sviluppato dalla divisione Sport del brand promette prestazioni paragonabili a quelle di un veicolo dotato di motore termico da 400 CV. Tutti i dettagli.

LA NUOVA 208 In anteprima mondiale a Ginevra ecco la nuova generazione della compatta Peugeot 208. Esordio anche per la nuova gamma motori; la vettura viene proposta, sin dal lancio, con tre tipologie di alimentazione che vanno dalla 100% elettrica alla benzina senza rinunciare al Diesel Leggi tutti i dettagli sulla nuova Peugeot 208). Ispirata alla concept car Peugeot Fractal troviamo sulla 208 un i-Cockpit aggiornato con visulae 3D ed head-up display. Ampliata la gamma di aiuti alla guida ADAS e la tecnologia di bordo. Radicale cambio di rotta per il sistema di infotainment che ora è dotato della 3D Connected Navigation ed integra TomTom. La variante elettrica, e-208, si caratterizza per la nuova motorizzazione che eroga una potenza di 100 kW (136 CV) ed è capace di generare una coppia di 260 Nm.

508 OGGI E DOMANI Fanno il loro ingresso in gamma anche le nuove motorizzazioni Plug-in Hybrid. Il SUV 3008 sarà disponibile anche in versione HYBRID4 e lo stesso accadrà anche per 508 sia berlina che wagon. Disponibili a partire dal prossimo autunno, si caratterizzano per le 4 modalità di guida ma gli ordini saranno aperti già dal mese di giugno. Insomma l’idea è aprire la gamma al cambio di passo chiesto dal mercato senza stravolgimenti repentini. In questo contesto si inseriscono anche le azioni nel settore della mobilità su 2 ruote. La divisione Cycles ha presentaro la bicicletta da turismo elettrica eT01 Belt Powertube, dotata di trasmissione a cinghia con una motorizzazione al 100% elettrica e batteria integrata nel telaio. Peugeot Motocycles ha dato battesimo al concept E-Metropolis, scooter a 3 ruote alimentato da un motore elettrico posizionato sul telaio che eroga una potenza massima di 36 kW. La velocità massima dichiarata è di 135km/h, con un’autonomia che arriva fino a 200 km.

IL FUTURO Interessante anche il concept 508 sviluppato dalla divisone Peugeot Sport che prefigura una linea di modelli “elettrificati” ad alte prestazioni destinati alla produzione in serie. Derivata dalla variante stradale la 508 ibrida “sportiva” promette le stesse prestazioni di un’auto alimentata da un motore termico da 400 CV. Il prototipo dispone di quattro ruote motrici ed è in grado di garantire accelerazioni e riprese mozzafiato, grazie al lavoro sinergico di tre motori. Da un lato il un motore benzina PureTech da 200 CV e, dall’altro, due motori elettrici, uno da 110 CV sull’asse anteriore e uno da 200 CV su quello posteriore (Leggi PSA e FCA confermano gli investimenti in Italia).

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42 mila patenti ritirate nel 2018 dalla Polizia

di Antonio Elia Migliozzi

Tempo di resoconti sullo stato di sicurezza delle strade italiane. Le forze dell’ordine tracciano il bilancio delle azioni condotte nel 2018 ed emergono luci ed ombre. A colpire è certamente il numero delle patenti ritirate; lo scorso anno sono state oltre 42mila. Nei fatti il 2018 ha visto crescere il numero degli incidenti stradali che hanno registrato un preoccupante +1,2%. Se le strade italiane sono meno sicure è sicuramente colpa di cellulari, alcol e droga. Nonostante lo scorso anno siano stati scomputati dalle patenti dei driver italiani oltre 2 milioni di punti per le varie infrazioni, alcuni vizi sono duri a morire. Se la Puglia è maglia rosa alla Lombardia spetta quella nera. Vediamo i dettagli.

NUMERI ALLA MANO Lo scorso anno sono oltre 42.000 le patenti ritirate dalle Autorità di polizia in Italia. I controlli congiunti di Polizia, Carabinieri e Polizia locale non sono comunque riusciti a debellare alcuni annosi vizi degli automobilisti italiani. Utilizzo del cellulare al volante, uso di sostanze stupefacenti o abuso di alcol continuano a rappresentare una seria minaccia al volante, rendendo particolarmente insicure le strade italiane. Ecco allora che l’altrui irresponsabilità mette in serio pericolo la vita di tanti automobilisti onesti e corretti anche per gli automobilisti modello, spesso vittime innocenti dell’incoscienza altrui. All’elevato numero di patenti ritirate si aggiungono i ben 2 milioni di punti sottratti. I numeri, quindi, sono tutt’altro che positivi ma qualche speranza arriva sul fronte sicurezza nel settore automotive (Leggi guida con il cellulare arriva la sospensione immediata della patente).

TREND NEGATIVO Il 2018 ha, purtroppo, fatto registrare un aumento di incidenti rispetto all’anno precedente (+1,2 %) ma a calare è stato il numero delle vittime. Sebbene la riduzione non sia stata significativa ne deve essere attribuito merito anche alle accresciute dotazioni di sicurezza, attiva e passiva, presenti sulle moderne vetture in commercio. A questo seppur timido spiraglio rispetto al passato si aggiungono annosi problemi. Le principali violazioni del codice stradale si confermano le più pericolose alla guida. Uso del cellulare alla guida, assunzione di sostanze stupefacenti e abuso di alcol si confermano difficili da debellare nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione intraprese anche in età scolare (Leggi il 40% degli automobilisti italiani non supererebbe l’esame teorico).

LA CLASSIFICA I dati relativi alle infrazioni del 2018 ci permettono di tracciare anche una cartina dell’Italia al volante. Dal canto loro gli automobilisti pugliesi conquistano il primo posto essendo i più prudenti su strada. Cartina geografica alla mano i meno attenti alla guida sono i driver lombardi. Eppure l’inglorioso primato per la scarsa attenzione al volante è condiviso anche con Lazio e l’Umbria. Purtroppo le cose non vanno molto meglio in Piemonte e Val d’Aosta. Come detto rispetto delle regole e scarsa incidentalità sono valsi agli automobilisti pugliesi il primato nazionale, ma nella categoria dei migliori troviamo, rispettivamente in seconda ed in terza posizione, siciliani ed abruzzesi. Giù dal podio i, e precisamente al quarto posto, i molisani.

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Fisker punta alle masse: in arrivo l’elettrica da 40.000 dollari

di Redazione

Fisker, nata nel 2007 per volontà dell’omonimo fondatore, un ingegnere con un passato in Aston Martin e BMW, rinasce con un nome leggermente diverso (da Fisker Automobiles a Fisker Inc.) dopo la bancarotta del 2012 e annuncia un nuovo progetto, sempre a zero emissioni.

UNA ELETTRICA PER TUTTI L’arrivo di una nuova vettura è stato anticipato dallo stesso Henrik Fisker, che attraverso il proprio canale Twitter ha svelato con un teaser il prossimo modello della Casa, previsto per il 2020 o, al più tardi, per il 2021. A detta di Fikser, l’auto, di cui non si conosce ancora il nome, avrà come da tradizione propulsione elettrica e costerà circa 40.000 dollari.

LA SI VEDRÀ IL 18 MARZO L’auto sarà mostrata meglio il prossimo 18 marzo. In quella data se ne vedrà l’aspetto definitivo e si conoscerà anche il nome. Per posizionamento e forme l’auto andrà a battagliare in una categoria in forte espansione, che già vede la presenza della Tesla Model 3 e della Polestar 2 appena mostrata al Salone di Ginevra 2019.

BATTERIE DI ULTIMA GENERAZIONE La nuova auto prodotta dalla Fisker dovrebbe riprendere alcuni stilemi stilistici della EMotion, vettura mostrata in versione definitiva al Ces del 2018 che grazie all’adozione di batterie allo stato solido ha una potenza di 782 CV ed è in grado di ricaricarsi in soli 9 minuti per un’autonomia fino a 640 km. Ancora da capire, però, se anche la nuova auto adotterà questo tipo di batterie, tanto efficienti quanto costose. La EMotion, infatti, sarà venduta con prezzi a partire da 129.000 dollari.

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Ecobonus ed Ecotassa 2019: quanto costa l’assicurazione?

di Antonio Elia Migliozzi

L’arrivo di Ecotassa ed Ecobonus ha non poco movimentato il mercato dell’auto in Italia. In una congiuntura non certo favorevole per il mondo automotive le novità normative rappresentano un’incognita per i consumatori. Ecco allora che un portale online stila la classifica per modello che mette in luce quali sono le motorizzazioni maggiormente favorite, o gravate, dai recenti provvedimenti. Nel dettaglio emergono anche dati geograficamente interessanti. Nelle grandi città come Roma e Milano le polizze assicurative si alleggeriscono se si sceglie una vettura ibrida. Dal prospetto elaborato emerge che la Kia Niro PHEV rappresenta il giusto compromesso tra vantaggio Ecobonus e sconto assicurativo. Vediamo i dettagli della ricerca.

CONTI ALLA MANO Una recente ricerca redatta dal portale SosTariffe ha voluto far luce sulla differenza tra i costi RC Auto relativi ai veicoli soggetti all’Ecobonus e quelli riguardanti le auto già colpite dall’Ecotassa. La dettagliata comparazione dei preventivi RC auto ha messo in luce i vantaggi delle auto ibride ed elettriche. Oltre al nuovo ecobonus emergono costi RC auto contenuti soprattutto se si scelgono polizze online. Optare per un’auto elettrificata è quindi vantaggioso, non solo per i ridotti costi di gestione; i risparmi per assicurare online le auto che beneficiano dell’ecobonus possono arrivare fino a 1.400 euro (Leggi la lista completa delle auto che hanno diritto all’Ecobonus). Come sappiamo la nuova normativa che introduce il sistema di premialità per elettriche e ibride tassando, al contempo, i modelli con emissioni di CO2 superiori a 160 grammi al km. Vediamo come la normativa influenza il mercato.

MODELLI A CONFRONTO La prima coppia di veicoli a confronto è composta dai crossover Fiat 500X, 2.0 MultiJet da 150CV, e dalla Mini Countryman Cooper SE, variante ibrida del popolare crossover. I due crossover, pur occupando lo stesso segmento di mercato, presentano un prezzo di listino decisamente differente, 29.000 euro per la 500X e 39.300 per la Mini. Mentre la 500X è soggetta all’ecotassa da 1.100 euro, la Mini beneficia dell’ecobonus per 2.500 euro se si rottama un usato Euro 4 o precedenti. Eppure il costo medio di una polizza RC Auto per i due modelli è simile; in media si spendono 1.099 euro per la Mini mentre per 500X 1.013. A Milano RC Auto più leggera per l’ibrida di Mini (729 Euro contro 746 Euro di 500X) ma a Roma che a Napoli scegliere il diesel è ancora la soluzione più conveniente. La seconda coppia vede testa a testa due SUV; da un lato la Jeep Compass in allestimento Business 2.0 MutiJet II e dall’altra la Kia Niro ibrida (Leggi le 10 auto green più vendute a gennaio 2019).

I VANTAGGI DELL’IBRIDO Dal canto loro Kia Niro e Jeep Compass presentano un prezzo di listino praticamente identico; 36.700 euro contro 36.900 euro. Eppure l’ecobonus premia la Niro sino a 2.500 euro la Compass centra l’ecotassa da 1.100 euro. La Kia Niro, infatti risulta anche, in media, più economica della Jeep Compass quanto all’assicurazione, 1.034 euro contro 1.059 euro. Sia a Milano che a Roma l’ibrido conviene ma la sopresa arriva a Napoli dove la situazione si ribalta completamente, favorendo la Compass per la quale si registra un’assicurazione RC Auto in media più economica di quasi 400 euro. Terza coppia e ultima coppia allo studio è formata da Tesla Model 3 in versione Dual Motor Long Range e Mercedes-AMG A35 4MATIC con motore turbo benzina da 306 CV. Model 3 può essere acquistata con l’ecobonus fino a 6 mila euro in caso di rottamazione di un usato mentre la Mercedes A35 deve fare i conti con l’ecotassa da 1.100 euro. Insomma ecotassa ed ecobonus assotigliano non poco la differenza di listino tra le due. A Milano e Roma, come anche a Napoli, assicurare un modello elettrico conviene. La Tesla Model 3 presenta un costo medio inferiore di circa 230 euro rispetto a quello della sportiva di casa Mercedes.

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Hyundai svela la nuova Sonata: l’ammiraglia coreana in anteprima

di Redazione

Hyundai ha diffuso le prime immagini della nuova Sonata, ammiraglia per il momento anticipata con una serie di immagini e attesa “live” al prossimo Salone di New York, in programma a partire dal 19 aprile. La Hyundai Sonata (di cui pubblicammo i risultati EuroNCAP del modello precedente), giunta all’ottava generazione, si presenta profondamente rinnovata: con uno stile più sinuoso e moderno che avvicina un modello che ha sempre avuto forme da berlina tre volumi a una coupé, ispirandosi al design introdotto dalla concept “Fil Rouge”, presentata dalla Casa coreana nel 2018. Con quest’auto, Hyundai, che investe molto anche nella realizzazione di modelli ad alimentazioni innovative, conferma di puntare anche al Premium.

TUTTO È PARTITO DAI FARI L’elemento più distintivo della nuova generazione della Hyundai Sonata è rappresentato dai gruppi ottici, che si inseriscono in un profilo cromato che si snoda dal paraurti anteriore fino ai cristalli, passando per i Led diurni e costeggiando la griglia del radiatore e le prese d’aria. Anche posteriormente si trovano dei cambiamenti consistenti, con una banda catarifrangente che attraversa orizzontalmente il portellone per chiudersi ai lati con una fila di Led che curva verso l’alto. Nei volumi si trovano ulteriori novità: il nuovo modello si abbassa di 30 mm mentre si allunga di 45 mm; la larghezza aumenta di 25 mm e il passo di 35 mm.

INTERNI CON ELEMENTI INEDITI L’abitacolo si presenta fortemente rimodernato rispetto alla generazione precedente, con plancia e sedili rivestiti in pelle e un inedito volante multifunzione a quattro razze disposte orizzontalmente. Nella parte centrale della plancia si trova il display dell’infotainment, che è inserito in perfetta continuità con lo sviluppo orizzontale dell’abitacolo. I comandi del climatizzatore rimangono invece separati dal touchscreen: posti al di sotto di quest’ultimo.

NUOVO COMANDO DIGITALE DELLA TRASMISSIONE Guardando le immagini degli interni rilasciate da Hyundai si nota l’assenza della tradizionale leva del cambio, sostituita con un moderno sistema di gestione trasmissione automatica dotato di comandi analogici. Inoltre, la nuova Hyundai Sonata disporrà di un sistema a chiave digitale per aprire, chiudere o avviare l’auto: funzionerà installando una semplice applicazione sul proprio telefono.

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Tesla Model Y: tutto pronto per il debutto

di Redazione

L’attesa sta per finire. Mancano solo due giorni alla presentazione della nuova Tesla Model Y, che è attesa sul mercato per il 2020. Giovedì 14 marzo al Tesla Design Studio in California verrà presentato il nuovo modello della Casa americana, basato sullo stesso telaio della Model 3. Così, in risposta al lancio di tantissimi modelli elettrici nel corso del Salone di Ginevra, Elon Musk risponde con un teaser annunciando la nascita del primo SUV compatto a batteria firmato Tesla.

POCO SI SA E POCO SI VEDE Il teaser pubblicato dalla Casa americana in questi giorni per preparare il terreno all’uscita della nuova Model Y lascia tutti con il fiato sospeso. La foto pubblicata sul profilo ufficiale Twitter di Tesla nasconde quasi tutte le linee della nuova auto, lasciando visibile il disegno dei fari, la parte superiore, gli specchietti retrovisori e la parte superiore del cofano. Dalle poche indiscrezioni uscite, la Model Y dovrebbe essere leggermente più grande della sorella Model 3, ma con un’autonomia inferiore. Un SUV compatto che si pone al di sotto della Model X in termini di dimensioni e prezzo.

DALLA MODEL 3 ALLA MODEL Y Anche se non ci sono molte notizie riguardanti il nuovo modello, le parole del patron di Tesla fanno presupporre che la Model Y si avvicini molto alla meno recente Model 3. Partendo dallo stesso telaio, infatti, il nuovo modello riceverà alcuni dei sistemi presenti in quasi tutte le auto Tesla. Al centro della plancia prenderà posto il classico schermo da 15” con cui l’automobilista potrà controllare diverse funzioni dell’auto come il monitoraggio della velocità ma anche l’impianto multimediale e di navigazione. Di serie, inoltre, sarà inclusa per il primo anno, la Premium Connectivity, con la possibilità di avere mappe satellitari aggiornate in tempo reale e applicazioni come Spotify, da sempre molto attiva nel mondo automotive.

LA SICUREZZA TRA SISTEMI ADAS E GUIDA AUTONOMA Per quanto riguarda la sicurezza, come optional sulla Model 3 è disponibile l’Enhanced Autopilot che, nel traffico, era in grado di far mantenere all’auto la corsia di marcia e la distanza di sicurezza in coda. Questo pacchetto include anche l’aiuto per il parcheggio automatico e il sistema per manovrare la vettura dall’esterno per brevi spostamenti in posteggi più stretti. All’Enhanced Autopilot si aggiungono, in tutti i modelli della Casa americana, diversi altri sistemi come l’Automatic Emergency Braking, il Forward Collision Warning e il Side Collision Warning. Tutti questi dispositivi dovrebbero essere presenti anche sulla Model Y, che non si esclude possa presentare anche qualche tecnologia inedita.

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Test pneumatici estivi 2019 AutoBild: 20 gomme sportive a confronto

di Donato D'Ambrosi

Quando aumentano le dimensioni delle gomme salgono anche le aspettative attese, così AutoBild ha voluto fare luce sulle migliori gomme stive con un Test pneumatici estivi più sportivi. Partendo da una rosa di 53 modelli di pneumatici di dimensione 225/45 R17, AutoBild ne ha promossi 20 con un voto positivo, di cui 6 con la massima valutazione “Esemplare”. In testa alla classifica Test pneumatici estivi 2019 AutoBild colloca le Michelin Pilot Sport 4 che abbiamo testato alla presentazione, ecco invece le altre 19 gomme elette dalla comparativa tedesca.

LE GOMME SPORTIVE “MIGLIORI” Tra le prime 6 gomme che hanno ottenuto la menzione “Esemplare” ci sono Michelin, Goodyear, Falken, Hankook, Continental e Fulda. Sono le gomme che hanno ottenuto il punteggio migliore nei test condotti su una BMW Serie 1 su asciutto, bagnato e nella valutazione del costo di acquisto. Con un punteggio da 1 a 6 (1 ottimo, 6 insufficiente) le Michelin Pilot Sport 4 ottengono la media migliore, sebbene il costo sia ritenuto leggermente più alto rispetto ad altri competitor. Indubbiamente però tra le performance su asfalto bagnato e asciutto le Pilot Sport 4 dimostrano un migliore equilibrio rispetto alle Goodyear Eagle F1 Asymmetri 5, Falken Azenis FK510 e Hankook Ventus S1 Evo che brillano meglio in una sola delle due discipline di prova.

LE GOMME SPORTIVE “BUONE” Nella seconda parte della classifica, quella delle gomme valutate con “Buono” ritroviamo altri 7 modelli di pneumatici di Costruttori più noti. Tra questi le gomme Sava Intensa UHP2 sono valutate meglio delle altre per il costo. Le Bridgestone Turanza T005, di cui parliamo in questo test, ottengono una valutazione migliore da AutoBild nell’aderenza su asciutto. Le Pirelli P Zero, a differenza delle Nokian Wetproof, Apollo Aspire XP, Vredestein Ultrac Vorti, Dunlop SportMaxx RT2 e delle altre già citate, risultano migliori sul bagnato.

LE GOMME SPORTIVE “SODDISFACENTI” Chiudono l’ultima parte della classifica AutoBild altre 7 modelli di pneumatici estivi, sempre 225/45 R17 ma che soddisfano i requisiti di qualità del test abbastanza da poter essere definiti “Soddisfacenti”. Tra questi, Kleber Dynaxer UHP, Maxxis Premitra 5 e Firestone Roadhawk sono valutati meglio per la loro economicità, sebbene con un punteggio minore rispetto alla classifica alta. Kenda Emera A1 KR 41 e Kleber, spuntano un risultato migliore sull’asciutto. Mentre le Kumho Ecsta PS 71, fanalino di coda tre i 20 milgiori pneumatici sportivi estivi, ottiene la valutazione migliore per l’aderenza sull’asciutto. Puoi vedere qui i dettagli del Test pneumatici estivi 2019 AutoBild, mentre se sei interessato a pneumatici meno performanti qui parliamo del test pneumatici estivi 185/65 R15 del TCS.

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Nuova etichetta pneumatici UE: includerà anche le prestazioni invernali

di Donato D'Ambrosi

L’Europa sta per introdurre interessanti novità con la nuova etichetta sugli pneumatici che, tra le altre disposizioni, diventa a misura di pneumatici invernali e da ghiaccio. Si rinnova così l’etichetta energetica che ora colma l’ultimo spazio bianco in basso con nuove icone che danno indicazioni sulle performance invernali delle gomme. Tra le proposte avanzate dal Consiglio europeo delle Nazioni Unite ci sono anche novità sugli pneumatici ricostruiti e indicazioni sull’esposizione dell’etichetta anche per le vendite online. Ma vediamo come è fatta la nuova etichetta per pneumatici estivi e invernali.

LE PROPOSTE AL VAGLIO DEL PARLAMENTO EU Le novità sull’etichetta degli pneumatici per gomme invernali, ricostruite e vendute online sono contenute nelle proposte che il Consiglio europeo sottopone al Parlamento con il fascicolo 6695/19. In altre parole, la delegazione ha chiesto l’introduzione di una serie di variazioni tecniche che spingere i costruttori di pneumatici a sviluppare gomme sempre più efficienti. D’altro canto la nuova etichetta energetica punta anche a informare in modo più completo i consumatori che fino ad oggi trovano solo le caratteristiche “standard” di gomme estive e invernali, scopri in questo video le differenze. La proposta punta ad estendere anche alle gomme ricostruite il regolamento in vigore, ma solo quando sarà sviluppato un metodo di prova adeguato.

I SIMBOLI DA NEVE E GHIACCIO Quanto invece alla nuova etichetta, dovrà indicare chiaramente in basso, in aggiunta alle altre caratteristiche, anche se lo pneumatico è adatto alla guida su neve e ghiaccio. Attenzione, poiché mentre per “frenata sul bagnato”, “consumo carburante” e “rumorosità” troveremo un valore in lettere o decibel, l’attitudine della gomma alla guida su neve e ghiaccio sarà indicata solo da uno dei due simboli o entrambi come mostra la figura in basso. I Costruttori di pneumatici autocertificheranno le prestazioni su neve se nei test la gomma rispetta il valore minimo dell’indice di aderenza in conformità all’allegato 7 del regolamento UNECE n.117. In tal caso lo pneumatico riporterà sull’etichetta la montagnetta a 3 punte 3PMSF (simbolo n.11) indicante che può essere usato in “condizioni di neve estreme”. Per quanto riguarda le prestazioni su ghiaccio, invece, i Costruttori dovranno attenersi per i test a quanto dispone la norma ISO 19447. Se lo pneumatico rispetterà il valore minimo di aderenza stabilito dalla suddetta norma riporterà in etichetta il simbolo n.10 del triangolo ghiacciato con vertice in basso, che classifica la gomma appunto come “pneumatico da ghiaccio”.

LE PRESTAZIONI DA USATE MANCANO La nuova etichetta energetica degli pneumatici estivi e invernali potrà essere adottata da fornitori e rivenditori online nella pubblicità come informazione annidata. In particolare si stabilisce anche la facoltà (ma non l’obbligo) per le autorità nazionali di effettuare ulteriori verifiche comparando le informazioni riportate in etichetta e quelle trasmesse dai fornitori. Ma questa eventualità si manifesterebbe solo qualora vi fossero motivi di ritenere che un fornitore non abbia garantito la precisione dell’etichetta (es. segnalazioni all’Antitrust o test indipendenti). Insomma, un’etichetta che  – per quanto sarà sempre indicativa e autocertificata dai produttori, si arricchisce di altre utili informazioni. Resta invece una proposta inevasa l’indicazione sulle prestazioni degli pneumatici da usati. Un punto su cui Michelin ha fondato la sua compagna per dimostrare che cambiare le gomme a 3 millimetri è uno spreco inutile, come spiega in questo video.

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Cina: finisce in un fiume con la Model S e accusa Tesla

di Redazione

Brutta disavventura per il proprietario di una Tesla Model S. Mentre si trovava in prossimità di una stazione di ricarica Supercharger lo sfortunato driver si è ritrovato in un fiume. Sebbene la dinamica dei fatti sia tutta da chiarire, il driver – dal canto suo – non ha dubbi e punta il dito contro Tesla. Secondo il proprietario la vettura lo avrebbe sorpreso con una accellerazione imprevistae non desiderata che lo ha catapultato in acqua. Fortunatamente l’incidente ha avuto conseguenze soltanto materiali data la scarsa profondità delle acque ma sarebbe potuta andare decisamente peggio. Cerchiamo di capire cosa potrebbe essere accaduto.

DINAMICA DA CHIARIRE Il proprietario di una Tesla Model S si è schiantato con il suo veicolo in un fiume vicino ad una stazione di ricarica Supercharger in Cina. Secondo il conducente la sua vettura avrebbe accelerato da sola facendolo finire a tutta velocità nelle acque. L’incidente, verificatosi mercoledì scorso, nel distretto di Qingpu vicino Shanghai riapre il dibattito sulla sicurezza delle auto elettriche del brand californiano. Xiao Chen ha riferito ai media che stava entrando nella stazione di Supercharger per effettuare la carica della vettura quando il mezzo avrebbe accelerato senza controllo. Per fortuna le acque del fiume non erano profonde e sia l’uomo che sua moglie se la sono cavata senza ferite. Insomma nonostante l’uomo affermi di aver ripetutamente frenato, la sua Model S ha divelto una recinzione e si è immersa nel vicino fiume.

SOLO DANNI MATERIALI Come detto data la scarsa profondità delle acque sia il guidatore che il passeggero sono stati in grado di lasciare il mezzo da soli. Negli ultimi anni numerosi veicoli Tesla sono stati coinvolti in presunti eventi di accelerazione non intenzionale, che avrebbero visto i veicoli aumentare la velocità senza che vi fosse stato alcun input da parte del conducente. In tutti i casi sono stati aperte indagini per capire se si sia trattato di malfunzionamenti o, più semplicemente, di un errore del conducente (Leggi Tesla lo sconto beffa online scatena l’ira dei clienti). Eppure sono molte circostanze simili hanno visto il brand automotive scagionato dalle accuse essendo sempre stata accertata la responsabilità dei conducenti. Insomma i supposti problemi tecnici non hanno trovato conferme nelle indagini svolte successivamente al fine di accertare le cause degli incidenti imputati a Tesla.

Meanwhile in China, Tesla owner accidentally drives Model S into the river at the Supercharger Station. local media coverage? (Part 3)#Tesla #TeslaChina #TeslaCrash #China $TSLA #特斯拉 pic.twitter.com/6nA2ASxKJa

— JayinShanghai (@ShanghaiJayin) March 6, 2019

ERRORE UMANO? Per ragioni che possiamo facilmente immaginare è sempre difficile ammettere un proprio errore in una situazione tanto incresciosa (Leggi Tesla come Amazon venderà solo online). Eppure un recente rapporto redatto dall’Amministrazione americana per la sicurezza del traffico stradale (NHTSA), ha rilevato che l’Autopilot di Tesla non solo è pericoloso, ma potrebbe effettivamente aver aumentato il numero di incidenti stradali. Il rapporto è nato a seguito di un incidente del 2016 che aveva visto una Tesla Model S tamponare un rimorchioprovocando la morte del conducente. La crescente sensibilità dell’opinione pubblica sul tema sicurezzaha spinto Tesla a replicare in modo perentorio alle accuse dell’NHTSA affermando che la ricerca non sarebbe stata condotta in modo accurato. Nei fatti lo stesso Musk, fondatore di Tesla, ha voluto chiarire che negli ultimi annile vendite del brand non hanno fatto che salire mentre, al contrario, il numero di incidenti è crollato.

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Michelin presenta il Pilot Sport 4 Suv: il nuovo pneumatico sportivo al Salone di Ginevra

di Redazione

Il segmento dei SUV, negli ultimi anni, ha subito un’espansione enorme, con il lancio di numerosissimi nuovi modelli e Michelin (tra i principali produttori al mondo) ha risposto con il nuovo Pilot Sport 4 SUV a questa tendenza. Molti di questi si sono caratterizzati fin da subito per le prestazioni elevate. Le Case automobilistiche hanno presentato SUV che, per comportamento stradale e temperamento sportivo si sono avvicinati molto alle berline. Ma i SUV, per loro stessa definizione, hanno baricentro più alto e, nella stragrande maggioranza dei casi, masse più imponenti. Per ovviare a forze centrifughe e laterali più intense, dovute alle diverse proporzioni e alle maggiori dimensioni le aziende produttrici di pneumatici hanno dovuto aumentare la loro gamma di modelli, proponendo pneumatici specifici proprio per i SUV.

PER I SUV CHE VANNO DI CORSA Al Salone di Ginevra, Michelin ha presentato il nuovo pneumatico Pilot Sport 4 SUV, che andrà a sostituire il vecchio Latitude Sport 3. Si tratta di un vero pneumatico sportivo, adattato però per il segmento SUV. Potrà equipaggiare tutti i modelli di Sport Utility Vehicle, da quelli di dimensioni compatte a quelli medi, che si caratterizzano per il piglio sportivo. Progettato attingendo a piene mani dalle più recenti tecnologie sviluppate da Michelin, il nuovo pneumatico promette ottime doti di tenuta e di durata chilometrica senza rinunciare al comfort. In più, garantisce ottima stabilità anche ad alte velocità.

BATTISTRADA ASIMMETRICO E RIGIDO La nuova gamma Michelin Pilot Sport 4 SUV ha battistrada asimmetrico, che fornisce un’aderenza maggiore(qui una serie di informazioni sui tanti tipi di gomme presenti sul mercato). La parte esterna studiata per l’asciutto si fonde ad una parte interna studiata per condizioni di bagnato, con l’utilizzo di una nuova mescola dotata di elastomeri funzionali. In più, proprio per adattarsi meglio alle caratteristiche intrinseche dei SUV, ha intagli concepiti per dare maggiore rigidità strutturale e, allo stesso tempo, per garantire migliore aderenza laterale. Il nuovo pneumatico dell’azienda francese, inoltre, è dotato di tecnologia Dynamic Response per la cintura, che si presenta con una struttura ibrida realizzata in aramide e nylon. Il Pilot Sport 4 SUV è offerto in 53 dimensioni, con diametri compresi tra 17” e 23”.


A GINEVRA ANCHE DUE PNEUMATICI SPORTIVI Michelin non ha presentato soltanto un nuovo prodotto per il segmento dei SUV. Al Salone di Ginevra ha lanciato anche i nuovi pneumatici Pilot Sport Cup2 R e Track Connect. Il primo è omologato per l’uso stradale e ottimizzato con la partecipazione di Case sportive come Ferrari e Porsche, soddisfa i bisogni dei piloti più esperti aumentando il grip e l’aderenza sull’asciutto. Il Pilot Sport Cup2 R ha equipaggiato le Porsche GT2 RS e GT3 RS durante gli ultimi record al Nurburgring, con un guadagno stimato secondo gli esperti di 0,5 sec/km. Per quanto riguarda il nuovo Track Connect, già commercializzato nel 2018, Michelin propone un aggiornamento dotando il pneumatico iper-connesso di 4 nuove funzionalità: “Warm-up”, “Manometro”, “Team” e “Condividi” per aumentare l’esperienza su pista dei piloti.

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Audi: la seconda vita delle batterie recuperate nelle fabbriche

di Redazione

Una seconda vita per le batterie delle auto elettriche e ibride. Nasce con questo ambizioso obiettivo un progetto pilota Audi per evitare che, da soluzione al problema ambientale, la mobilità elettrificata si trasformi in concausa del disastro. Ecco allora che presso lo stabilimento di Ingolstadt, in Germania, le batterie al litio non più utilizzabili per la circolazione su strada andranno ad alimentare i veicoli per il movimento dei materiali. Una soluzione green che permetterà al brand di sfruttare la maggiore capacità operativa delle batterie al litio rispetto a quelle a piombo acido. Vediamo allora come Audi taglia costi e tempi di ricarica con una soluzione green che fa bene all’ambiente.

SECONDA VITA Il progetto Audi mira a dare una seconda vita alle batterie agli ioni di litio, precedentemente montante sulle auto del brand. Ecco allora che i pacchi batterie delle ibride Q3 e Q7 e-tron andranno a sostituire quelli a piombo acido presenti sui veicoli EV in uso nella logistica aziendale. Carrelli elevatori e trattori verranno aggiornati con i nuovi accumulatori ricavati da pezzi, non più utilizzabili, sulle vetture stradali. Il progetto è stato lanciato, in via sperimentale, presso lo stabilimento principale del marchio ad Ingolstadt, in Germania. Audi pensa che potrebbe risparmiare milioni di euro utilizzando questa stessa strategia in tutti gli stabilimenti di tutto il mondo. Del resto le batterie agli ioni di litio possono fornire più potenza e autonomia rispetto alle sorelle a piombo acido. Nonostante non siano più nuove le batterie al litio continuano ad offrire performance interessanti e possono essere ricaricate più rapidamente (Leggi il tst dell’Adaptive cruise control su Audi A6).

VISIONE GREEN Come tutti i produttori di automobili anche Audi è obbligata ad interessarsi del futuro delle batterie provenienti dalla mobilità elettrificata. Sebbene usate le batterie conservano ancora una grande percentuale della loro capacità di ricarica originaria e da qui ne è derivata l’idea di una seconda vita all’interno dei mezzi in servizio presso la catena di montaggio. Di norma quando le batterie sono scariche, i dipendenti rimuovono i pacchi batteria a piombo acido dai veicoli e li collegano a una stazione di ricarica per diverse ore. Oggi grazie alle batterie agli ioni di litio “riciclate” non sarà necessario rimuoverle dai veicoli e si potranno ricaricare durante i normali tempi morti della produzione. Ciò consente di risparmiare spazio ed elimina anche l’elevato sforzo fisico necessario alla sostituzione. Visto il successo dei primi test Audi pensa di replicare la metodologia nei suoi 16 siti di produzione in tutto il mondo (Leggi come Volkswagen smaltirà le batterie delle sue auto elettriche).

CAPACITA’ RESIDUA La batteria agli ioni di litio influisce positivamente anche sulle caratteristiche di guida dei mezzi da lavoro. I veicoli, infatti, possono mantenere una velocità costante anche sulle rampe. Di norma una batteria Audi e-tron è costituita da 36 moduli batteria singoli e si trova sotto il pianale della vettura. Dopo aver recuperato le batterie dalle vetture usate un team controlla ogni singolo modulo e ne installa 24 in uno specifico contenitore che ha le stesse dimensioni e peso dell’alloggiamento delle batterie piombo-acido dei veicoli di fabbrica. Al momento il progetto ha riguardato moduli batteria usati per circa due anni e si valuta anche un secondo utilizzo come accumulatori stazionari. Audi sta inoltre sviluppando ipotesi di riciclaggio completo dei materiali preziosi e non contenuti nelle batterie al litio per auto.

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Tesla: lo sconto-beffa di 30 mila dollari scatena le proteste dei clienti

di Donato D'Ambrosi

L’annuncio delle vendite online di Tesla in stile Amazon ha anticipato il licenziamento di molti dipendenti ma anche uno sconto che a seconda del Paese arriva fino al 40% del listino auto nuove. La novità, succulenta per i nuovi clienti, ha però scatenato le proteste dei clienti che fino ad oggi hanno pagato a caro prezzo le auto nelle concessionarie. Concessionarie e Supercharger sono stati invasi dai clienti che a Taiwan, Cina e Stati Uniti protestano contro una politica dei prezzi beffarda.

Aggiornamento dell’11 marzo 2018: Tesla rivede chiusure e sconti. I dettagli in calce all’articolo.

SCONTI MEDI FINO A 30 MILA DOLLARI Le continue limature al listino delle auto Tesla non sono viste per niente bene dai clienti, e finché lo sconto riguarda un nuovo modello al lancio – come la Tesla Model 3 – si può anche comprendere la necessità di spingere il mercato. Quando invece si paga un’auto, da anni in listino, fino a 26 mila dollari in più solo perché la consegna è avvenuta 5 giorni prima dell’annunciato sconto online allora l’amaro in bocca lascia presto spazio alla mobilitazione mondiale. E così sono nati dei veri sit-in dei clienti inferociti nei punti vendita e di ricarica Tesla. Oltre alla beffa di aver pagato un’auto identica fino al 40% in più, infatti, c’è anche il danno economico paventato, poiché le auto pagate di più si svaluteranno anche prima di quelle acquistate online con lo sconto. Ma entriamo nel vivo della protesta per capire i numeri che hanno scatenato il malcontento dei “vecchi” clienti Tesla, come riporta Electrek.co.

IL VIZIETTO CHE SVALUTA L’USATO I tagli al personale (prima di produzione e ora alle vendite) ha portato un taglio ai prezzi che almeno negli USA si concretizzato in 12 mila dollari in meno per Model S. Acquistando online una Tesla Model S “entry level” negli Stati Uniti, il prezzo base è 69 mila dollari. In realtà già nel 2017 Tesla ha creato sconquasso molto prima di annunciare le vendite online: decise di togliere dal listino la Model S60 (che costava 68 mila dollari) e abbassò il prezzo della Model S 75D praticamente a quello della più economica (da 74.500 a 69.500 dollari). Risultato? Chiunque volesse rivendere o dare in permuta la sua Model S60 doveva mettere in conto una pesante svalutazione dovuta principalmente a due fattori. Il primo è che un’auto anche di 6 mesi non più in listino vale meno. Il secondo è che il potenziale acquirente avrebbe preferito la maggiore autonomia e nuovi optional di serie della 75D.

UNA MODEL X PERDE 26 MILA DOLLARI IN 5 GIORNI Lo stesso si sta verificando in Cina e Taiwan, dove  il problema sta prendendo una piega che non fa certo bene alla credibilità del Costruttore. La credibilità è infatti la chiave delle proteste dei clienti Tesla, poiché Tesla ha da sempre criticato l’applicazione dei prezzi variabile  dei Costruttori concorrenti con un listino uguale per tutti. Ma che tanto uguale ora non è. Il caso più eclatante riguarda un cliente cinese che su Weibo denuncia di aver pagato l’equivalente di quasi 26 mila dollari in più per la sua Model X che ha guidato per soli 5 giorni, fino all’annuncio delle vendite online che ne hanno abbassato il prezzo. Pare che anche a Taiwan le riduzioni di prezzo siano arrivate a circa la metà del listino e i clienti Tesla hanno iniziato a presidiare le concessionarie e ad attaccare Slogan ai finestrini “Non comprate ora”.

ULTIMA ORA, TESLA FA MARCIA INDIETRO Con una decisione dell’ultimo minuto, Tesla ha comunicato che non chiuderà più tutti i negozi, prendendo forse quella che è la decisione più controversa della sua storia. Se non altro perché secondo alcune statistiche riportate da Electrek.co, il giorno seguente l’annuncio delle vendite online, l’affluenza presso gli store è crollata. Ma il dato più significativo è che oltre la metà di chi ha fatto un ordine online, prima si è recato in concessionaria a fare domande a una persona in carne ed ossa. Quindi? Adesso il piano di Tesla prevede la chiusura fino al 30% dei negozi, mentre negli altri il personale mostrerà le auto e assisterà i clienti nella prenotazione online. Quanto ai prezzi, la Tesla Model 3 resterà sui 35 mila dollari, mentre per gli altri modelli saranno rivisti gli sconti annunciati che partiranno dal 18 marzo 2019. E’ probabile che questo intervento last minute spegnerà il clamore delle proteste nel mondo, mentre non è ancora chiara l’entità dei prevedibili danni d’immagine. Certo è che pochi, probabilmente, acquisterebbero un’auto da oltre 100 mila euro online, senza prima aver stretto tra le mani il volante.

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Porsche Taycan elettrica: 20 mila ordini in poche ore. Come prenotarla

di Redazione

Che la Taycan, prima full-electric di Casa Porsche sarebbe stata un successo immediato è apparso chiaro da subito: basta vedere con quale entusiasmo è stata accolta nel 2015 la concept Mission-E e ancor di più la conferma, arrivata nel 2016, della sua messa in produzione a cui ha fatto seguito lo scorso gennaio la notizia del raddoppio della capacità produttiva, dalle 20.000 previste inizialmente a 40.000 unità.

PUBBLICO PAGANTE A riprova di ciò, Porsche conferma di aver già raccolto ben 20.000 pre-ordini tramite i form di prenotazione predisposti su tutti i siti nazionali (qui quello italiano). Non semplici iscrizioni visto che la conferma del proprio interesse si richiede il versamento di una cauzione di 2.500 euro che possono essere restituiti qualora si decida di non procedere all’acquisto ma che per ora a quando dice la Casa sono stati pagati da tutti gli interessati.

REVEAL A SETTEMBRE L’aspetto interessante è che per ora, Taycan è ancora un prodotto “a scatola chiusa” anche se l’aspetto pare ormai definito occorrerà aspettare la presentazione ufficiale che è fissata per il prossimo settembre, mentre sono note soltanto a grandi linee le caratteristiche tecniche. La berlina sportiva, una sorta di Panamera elettrica (la concept ha una fisionomia a quattro porte ed è lunga 4,85 metri) è destinata a competere con Tesla Model S e tutti i modelli alto di gamma di prestazioni elevate che arriveranno prossimamente.

I NUMERI DELLA TAYCAN Taycan, in produzione dal 2020, annuncia due motori elettrici, uno per asse, con potenza complessiva di circa 600 CV, alimentati da una batteria al litio da 90 kWh.  Così equipaggiata, raggiunge secondo i dati dichairati una velocità massima di oltre 250 km/h accelerando da 0 a 100 km/h in meno di 3”5 e da 0 a 200 km/h in meno di 12”. Forse però la “prestazione” più interessante tra quelle annunciate è la velocità del sistema di ricarica messo a punto da Porsche insieme ai suoi partner, che consentirebbe di accumulare abbastanza energia per percorrere 100 km (Un quinto dell’autonomia totale dichiarata, che è di 500 km con il vecchio ciclo NEDC) in soli 4 minuti.

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Salone di Ginevra 2019, per Volkswagen il futuro è elettrico

di Redazione

Tante le novità presenti allo stanti Volkswagen del Salone di Ginevra 2019. All’interno dello spazio espositivo della Casa tedesca, infatti, il produttore di Wolfsburg ha portato non soltanto gli ultimi modelli che a breve entreranno a listino, ma anche un’interessante concept elettrico dal piglio fuoristradistico: l’I.E. Buggy, uno dei primissimi modelli del Gruppo Volkswagen ad utilizzare la nuova piattaforma per veicoli elettrici MEB.

TRA PASSATO E FUTURO La nuova concept elettrica presentata da Volkswagen al Salone di Ginevra rispecchia perfettamente il connubio perfetto tra passato e futuro. Si tratta infatti di una reinterpretazione in chiave moderna della vecchia dune buggy. La I.D. Buggy nasce sulla piattaforma MEB (electric drive matrix), che diventerà il centro della nuova produzione del gruppo Volkswagen. Facilmente modulabile e adattabile a diversi progetti garantirà l’uscita, entro il 2022, di 27 veicoli elettrici del Gruppo, includendo cosi anche modelli Audi, Seat e Škoda. La nuova dune buggy sarà spinta da un motore elettrico da 201 CV montato sull’asse posteriore dell’auto, al quale potrà essere aggiunto un motore sull’asse anteriore, diventando così a trazione integrale. L’autonomia delle batterie da 62 kWh è stimata in 250 km. Il design dalle linee divertenti e fluttuanti, così come la mancanza delle portiere e del tettuccio, rappresentano un chiaro rimando alla sua antenata degli anni Sessanta.

TECNOLOGIA E SICUREZZA Altra grande novità presente al Salone di Ginevra di quest’anno è rappresentata dall’ottava generazione della Volkswagen Passat. Oltre a qualche modifica di carattere estetico, con la nuova mascherina e l’inedito disegno dei cerchi in lega, la Casa tedesca ha puntato molto sull’innovazione tecnologica del modello aggiungendo nuovi sistemi di ausilio alla guida. Infatti, sulla nuova Passat 2019 trova posto il nuovo Travel Assist: grazie a sensori e telecamere poste intorno alla macchina, la nuova Passat riesce a guidare in maniera semi-automatica fino ad una velocità massima di 210 km/h, restando nella corsia di marcia e rispettando il traffico. Un’altra novità presente sul modello è il volante capacitivo, in grado di rilevare la presenza delle mani del guidatore sullo sterzo. L’aggiornamento riguarda anche l’infotainment con la presenza dei nuovi schermi da 6,5″, 8 e 9,2″, il nuovo Digital cockpit personalizzabile e la possibilità di utilizzare la funzionalità Apple CarPlay senza fili. Sul fronte sicurezza c’è anche l’Emergency Steering Assist: dopo aver azionato i freni ed aver aiutato il guidatore ad effettuare la brusca sterzata per evitare un ostacolo, il sistema riallinea l’auto attivando tutti i controlli elettronici.

FUTURO A RUOTE ALTE Volkswagen continua a puntare su suv e crossover e al Salone di Ginevra 2019 ha inoltre presentato due modelli a ruote alte, ma dalla vocazione sportiva: la T-Roc R e la Touareg V8 TDI. La versione sportiva della T-Roc monta il 2.0 TSI da 300 CV e 400 Nm di coppia, che assicura un’accelerazione da 0-100 km/h in 4,9 secondi, mentre per quanto riguarda la Touareg debutta in gamma un nuovo V8 a gasolio da 421 CV e 900 Nm. Per quest’ultima, Volkswagen propone di serie le sospensioni pneumatiche che offrono un migliore comfort di guida e una maggiore precisione anche nella guida lontano dall’asfalto e in condizioni difficili. Resta aggiornato su tutte le novità del Salone di Ginevra.

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