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WiFi non funziona: la connessione è instabile. Attenzione alle interferenze

Quando la connessione WiFi non funziona o è instabile si punta subito il dito contro il router. Soprattutto quando il segnale wireless, inspiegabilmente, va e viene sui singoli dispositivi client collegati.
Non si pensa, però, che le interferenze wireless possono influire negativamente sia sul segnale WiFi che Bluetooth.

Fonti di interferenza comuni sono rappresentate da cavi di alimentazione, forni a microonde, luci fluorescenti, videocamere wireless e telefoni cordless.
Ma può capitare che usando moderni mouse e tastiere WiFi o Bluetooth, la connessione wireless fornita dal router diventi improvvisamente instabile.

Utilizzo mouse e tastiere wireless, soprattutto nelle vicinanze del router WiFi, può capitare di avere a che fare con malfunzionamenti della connessione che riguardano tutti i dispositivi in uso non soltanto nelle vicinanze ma anche a distanza maggiore.
La connessione WiFi sembra diventare inaffidabile, i dispositivi si disconnettono di continuo (soprattutto chiavette HDMI wireless, smart TV e simili) e, in ogni caso, le prestazioni in fase di trasferimento dati risultano inadeguate.
Contemporaneamente, mouse e tastiere wireless possono iniziare a presentare alcuni problemi (come il puntato che procede a scatti nonostante le batterie del dispositivo wireless siano cariche).

La maggior parte dei mouse e delle tastiere WiFi e Bluetooth lavora sulle frequenze dei 2,4 GHz: si tratta di dispositivi che scambiano i dati con una chiavetta da collegare al PC tramite porta USB in modalità wireless.

Sebbene si stia iniziando adesso a parlare di WiFi 6E ovvero di connettività wireless ad alte prestazioni erogabile sulle frequenze dei 6 GHz (vedere La FCC approva l'utilizzo delle frequenze sui 6 GHz del WiFi 6E), i dispositivi wireless possono funzionare sulle bande dei 2,4 GHz e/o dei 5 GHz a seconda delle specifiche IEEE 802.11 supportate.

L'introduzione della banda dei 5 GHz per le comunicazioni WiFi risale al 2009 quando furono approvate le specifiche IEEE 802.11n, oggi conosciute come WiFi 4: Bando alle sigle che contraddistinguono gli standard 802.11: arrivano Wi-Fi 6, 5 e 4.

Usando i 5 GHz e dispositivi compatibili WiFi 5 (IEEE 802.11ac) e WiFi 6 (IEEE 802.11ax) la velocità di trasferimento dati aumenta significativamente rispetto all'uso delle frequenze sui 2,4 GHz ma il raggio di copertura del segnale wireless sarà inferiore e più vulnerabile alla presenza di ostacoli.

I file sul desktop e nelle altre cartelle (Documenti, Download) sono spariti: come recuperarli

È accaduto più volte: in caso di danneggiamento di un account utente configurato in Windows, dopo aver effettuato il login sul sistema, le cartelle di sistema come Desktop, Documenti, Download, Video, Musica risultano completamente vuote.
Nel caso in cui l'account dell'utente soffrisse di qualche problema, Windows 10 mostrerà il messaggio 'L'accesso è avvenuto utilizzando un profilo temporaneo'.

Dopo la comparsa del desktop di Windows 10, nel caso in cui si dovesse rilevare di aver perso i propri file personali, il primo consiglio consiste nel controllare il contenuto della cartella C:\Users. Qui, verosimilmente si troveranno uno più account dal nome che termina per .bak o .000.

Per risolvere il problema gli utenti più smaliziati possono seguire alcuni passaggi, non immediati ma generalmente risolutivi:

1) Provare innanzi tutto a riavviare più volte il sistema Windows 10 ove si fosse riscontrato il problema.

Monitor 4K: i connettori da scegliere tra HDMI, DisplayPort, USB-C e Thunderbolt

I più moderni monitor 4K offrono sul retro una vasta schiera di porte: HDMI, DisplayPort, USB-C e Thunderbolt. Come riconoscerle, quali sono le loro principale caratteristiche e quali scegliere per ogni singola necessità?

Iniziamo col dire che l'opzione da preferire varia sulla base di ciò che si desidera ottenere. Prodotti basati sulle specifiche HDMI 2.1, quelle ad oggi più aggiornate e in grado di offrire le prestazioni migliori, sono già sul mercato.
HDMI 2.1 offre la banda trasmissiva massima ed è una scelta valida in termini di risoluzione, frame rate e profondità di colore.

Le specifiche DisplayPort 2.0 non sono ancora definitive: i primi prodotti non usciranno quindi prima di fine 2020.
La versione più aggiornata si chiama DisplayPort 1.4 e si pone un gradino più in alto rispetto a HDMI 2.0 in termini di banda disponibile e consente la gestione di collegamenti daisy chain (interconnessione dei dispositivi in serie, l'uno dopo l'altro).
Se non si usassero più monitor, DisplayPort 1.4 e HDMI 2.0 complessivamente si equivalgono.

L'utilizzo di USB-C è un passaggio quasi obbligato per i possessori di alcuni notebook.

VPN, quali le caratteristiche più utili: l'esempio Surfshark

Non è facile selezionare il servizio VPN (Virtual Private Network) più adatto alle proprie esigenze: alcuni utenti usano le VPN per rendere illeggibili a terzi e mettere in sicurezza i dati scambiati sulla rete, altri per superare limitazioni geografiche e accedere a contenuti diversamente non raggiungibili dalla nazione di residenza, altri ancora per superare qualsiasi censura. Non tutte le VPN offrono però sufficienti garanzie in termini di sicurezza, privacy, prestazioni, versatilità e funzioni integrate.

Avevamo presentato a suo tempo Surfshark mettendone in evidenza le principali caratteristiche: VPN: come funziona Surfshark. Veloce, economica e sicura.
Nel giro di neppure un anno il servizio VPN di Surfshark è cresciuto enormemente sia in termini di funzionalità che di utenti che, ancora, sul versante delle performance.

Come aprire finestre multiple in Windows usando semplici scorciatoie

Quando si lavora è fondamentale mantenere contemporaneamente aperte diverse finestre, spesso della stessa applicazione. In un precedente articolo abbiamo visto come affiancare più finestre in modo da tenere sempre aperti, l'uno accanto all'altro, documenti sui quali si sta contemporaneamente intervenendo: Come dividere lo schermo in Windows 10.

Questa volta vediamo com'è possibile, invece, aprire finestre multiple in Windows, appartenenti alla medesima applicazione.

Usare la combinazione di tasti CTRL+N

Il modo più rapido per aprire una nuova finestra del programma in uso in ambiente Windows consiste nell'utilizzare la combinazione di tasti CTRL+N.
Questa scorciatoia funziona con qualsiasi applicazione, Esplora file compreso, e non soltanto con i programmi Microsoft: la finestra del programma correntemente aperta resterà tale e ne verrà aperta una nuova (Windows passerà a visualizzare quest'ultima).
Soltanto nel caso di alcuni editor di testo con una struttura a schede la pressione di CTRL+N avrà come risultato l'apertura di una nuova scheda e non di un'altra finestra.

Aprire più istanze di una stessa applicazione con MAIUSC e un clic sul mouse

Per aprire una o più finestre di qualsiasi applicazione in esecuzione in Windows, basta tenere premuto il tasto MAIUSC e, contemporaneamente, fare clic sull'icona mostrata nella barra delle applicazioni.

Diversamente rispetto a CTRL+N, con questa scorciatoia la nuova finestra verrà aperta ma dovrà essere manualmente selezionata dall'utente portando il puntatore del mouse sull'icona del programma nella barra delle applicazioni oppure usando ALT+TAB: Come passare da una finestra all'altra con ALT+TAB e le altre scorciatoie.

Nel caso in cui si utilizzi uno schermo touch, basterà tenere comunque premuto il tasto MAIUSC (anche da tastiera virtuale) mentre si tocca l'icona dell'applicazione d'interesse.

Nel caso in cui si volesse aprire una nuova istanza di un'applicazione assegnandole anche i diritti amministrativi, basterà aggiungere anche le pressione del tasto CTRL.

HEIC e HEVC: come aprire i due formati di file con Windows 10

Nel 2017 il formato HEIC è divenuto quello usato per default sui dispositivi Apple iOS. Sul versante Android Google Foto (vedere Google Foto, app per gestire i propri archivi e crearne il backup) consente l'apertura delle immagini HEIC nel caso in cui l'upload delle stesse fosse stato effettuato usando appunto un dispositivo iOS.

Delle principali caratteristiche di HEIC abbiamo parlato nell'articolo Cos'è HEIF (o HEIC). Quali le novità del nuovo formato per le immagini. Conosciuto anche come HEIF (High Efficiency Image File Format) è stato definito nel 2013 con l'intento di prendere il posto del formato JPEG, databile 1992 nella prima versione.

HEIC è a sua volta basato sullo standard di compressione video HEVC (o H.265) e consente di surclassare JPEG in termini di risultati (dimensioni dei file e qualità delle immagini) proprio grazie all'impiego di algoritmi più evoluti.
Come indicato nell'articolo citato in precedenza - oltre a consentire una qualità doppia rispetto a JPEG a parità di spazio occupato -, HEIC supporta la trasparenza (canale alpha), consente di inserire più immagini nello stesso file (con la possibilità di creare animazioni) e di annotare - sempre nello stesso file - tutte le modifiche effettuate sull'immagine così da poterle annullare in qualunque momento.

HEIC è un formato 'contenitore' che utilizza poi, come accennato, il codec H.265 per comprimere le informazioni e salvarle sotto forma di immagine.
Google ha iniziato a usare HEIC in Android dal 2018, quando fu rilasciato Android 9 Pie ma, ad esempio, sul web preme per l'adozione universale del suo formato WebP realizzato a partire dal codec video VP8.

Come aprire le immagini HEIC e i video HEVC in Windows 10

Per aprire direttamente le immagini in formato HEIC provenienti dai dispositivi iOS con Windows 10, è sufficiente usare l'app Foto integrata nel sistema operativo.
A partire dalla versione 1809 (Aggiornamento di ottobre 2018), Windows 10 è già in grado di gestire le foto in formato HEIC (premere Windows+R quindi digitare winver per verificare la versione di Windows 10 in uso).

Scaricare video da Internet: come si fa

La rete pullula di guide che si prefiggono di aiutare gli utenti nell'effettuare il download di video da Internet. Di solito ci si limita a consigliare programmi o estensioni per il browser che si occupano di aiutare gli utenti a scaricare in locale qualunque flusso audio-video.
Va detto, però, che alcuni dei componenti software per scaricare video da Internet non funzionano su tutte le piattaforme e, in alcuni casi, addirittura installano componenti superflui sul sistema in uso.

Nel nostro articolo ci proponiamo di mostrare come scaricare video da Internet senza installare nulla, soprattutto senza utilizzare software proprietari di dubbia provenienza.

Innanzi tutto diciamo subito che scaricare video dal web potrebbe non essere consentito dalla singola piattaforma che condivide il contenuto multimediale. Prima di procedere è sempre bene verificare nei termini di utilizzo del servizio che il download dei video non sia espressamente proibito.

Google Authenticator: cos'è, come funziona e come spostarlo da un dispositivo all'altro

L'autenticazione a due fattori (che alcuni chiamano - come Google - 'Verifica in due passaggi') è un meccanismo che permette di affiancare all'utilizzo dei classici username e password per l'accesso a un qualunque account anche una seconda verifica.
Per andare a buon fine, l'autenticazione deve superare due controlli: bisogna ovviamente dapprima specificare nome utente e password corretti quindi superare la verificare addizionale basata su una caratteristica fisica (utilizzo di sensori biometrici) o su qualcosa che si possiede (di solito l'utente è invitato ad inserire un codice autorizzato ricevuto su smartphone o cellulare).

Il 'secondo fattore' è quindi 'qualcosa che si conosce' (ad esempio un PIN), 'qualcosa che si possiede' (uno smartphone o un oggetto fisico come un token, ad esempio una chiavetta FIDO2: Sicurezza account, come migliorarla con le chiavette FIDO2) oppure 'qualcosa che si è' (utilizzo del riconoscimento facciale, dell'impronta digitale, dell'iride,...).

Usando l'autenticazione a due fattori, anche nel caso in cui un aggressore venisse in possesso delle altrui credenziali corrette, questi non potrà accedere all'account della vittima non disponendo del secondo fattore (ad esempio lo smartphone dell'utente o le sue informazioni biometriche).

Nell'articolo Autenticazione a due fattori: quali siti e servizi online la offrono abbiamo presentato il sito Two Factor Auth (2FA) che indica chiaramente quali servizi e account è possibile proteggere con l'autenticazione a due fattori.

Il segno di spunta in corrispondenza della colonna 'Software token' significa che è possibile abilitare l'autenticazione a due fattori usando un'app come Google Authenticator oppure con Cisco Duo: Autenticazione a due fattori: come estenderla ai servizi a uso professionale.

Google Authenticator: cos'è e come funziona

Nata nel 2010, l'app Google Authenticator può essere considerata come la madre di tutte le soluzioni software per l'autenticazione a due fattori.

Meet Google: tutti possono organizzare videoconferenze gratis

Durante il lockdown le piattaforme per organizzare videoconferenze online hanno fatto registrare una crescita esponenziale. Tanto che i vari fornitori hanno fatto a gara per integrare, nelle rispettive soluzioni, nuove funzionalità e venire rapidamente incontro alle richieste degli utenti.

È il caso di Zoom (Zoom 5.0 risolve molte delle problematiche lamentate dagli utenti) e di Microsoft che in Skype ha aggiunto la nuova funzionalità Meet Now, per consentire a qualunque utente di partecipare ai meeting online senza neppure disporre di un account: Videoconferenze e videochiamate di gruppo senza registrazione con Skype.

E tanta popolarità l'ha guadagnata anche Jitsi Meet che nell'articolo Server videoconferenze: come crearlo in proprio sul cloud abbiamo visto come installare su un proprio server in modo da non far transitare più alcun dato sulle piattaforme per le videoconferenze dei vari fornitori.

Merita anche una menzione lo studio recentemente elaborato da Mozilla sui servizi più sicuri e rispettosi della privacy: Servizi per le videoconferenze: quanto sono sicuri secondo Mozilla.

Meet Google: anche i possessori di account gratuiti possono creare videoconferenze

Come era stato preannunciato qualche giorno fa, Google ha deciso di aprire Meet a tutti gli utenti, anche a coloro che non posseggono un abbonamento G Suite.
Da oggi chi usa un normale account utente Google può organizzare un meeting online (fino a un massimo di 100 partecipanti) semplicemente visitando da desktop o notebook questa pagina o installando l'app Meet per Android o per iOS.

I vantaggi rispetto a una pur apprezzata applicazione come Google Duo (vedere Google Duo: come funziona l'app per le videochiamate) sono molteplici:

- Meet consente di organizzare più velocemente le riunioni virtuali (non serve un numero di telefono o conoscere l'altrui indirizzo email: basta un URL).
- Meet può essere utilizzato anche da web ricorrendo a qualsiasi browser.

Western Digital: differenza tra hard disk e SSD Blue, Green, Red, Black, Purple e Gold

Azienda storicamente impegnata nello sviluppo e nella produzione di hard disk magnetomeccanici, con l'avvento delle unità a stato solido Western Digital ha diversificato la sua offerta mantenendo però le storiche denominazioni Blue, Green, Red, Black, Purple, Gold per i suoi vari prodotti. Quali sono le differenze tra ciascuna tipologia di prodotto?

Nel corso di un evento svoltosi online all'inizio di maggio 2020, dal titolo 'I Colori nello Storage di Western Digital', la multinazionale statunitense ha voluto fare il punto sulle strategie che vengono utilizzate per guidare gli utenti nella scelta dei prodotti per la memorizzazione dei dati più adatti sulla base dei singoli casi di utilizzo e dei vari scenari applicativi.
Com'è noto, la ricetta 'one-size-fits-all' non funziona per lo storage: è quindi fondamentale scegliere il prodotto giusto per ciascuna esigenza, a partire dalle specifiche esigenze di ogni utente.

Western Digital è cresciuta nel tempo attraverso una serie di acquisizioni: nel 2012, ad esempio, ha acquisito la divisione storage di Hitachi (a quel tempo si chiamava HGST) per integrarla completamente nel 2016 dopo l'approvazione di vari organi di controllo.

Memorizzare password e gestirle tra collaboratori con Psono

Le password sono impossibili da tenere a mente. I più abili sono in grado di ricordarne qualcuna, soprattutto quando venissero digitate abitualmente, ma quando le credenziali di accesso da gestire fossero decine allora le cose si complicano.
Alcuni sono soliti annotare le password su agendine: se fossero sempre custodite in un luogo sicuro potrebbe essere una soluzione sensata. Si tratta però di un approccio anacronistico e, in molti casi, anche pericoloso. L'agendina può essere facilmente sottratta, andare persa o venire distrutta, con tutte le (gravi) conseguenze che ne deriverebbero.

Per chi 'gioca in solitaria', allora, uno strumento come l'ottimo software Keepass rimane ancora oggi la soluzione migliore in assoluto.
Keepass non è solamente un software libero (distribuito sotto licenza GNU GPL) ma è ormai diventato, da anni, un vero e proprio 'ecosistema'. Nato come software per sistemi Windows, Keepass vanta tantissimi fork, alcuni dei quali davvero ben riusciti, altri meno.

Nell'articolo Gestione password: come farlo in sicurezza abbiamo affrontato il tema della gestione delle password e delle credenziali in generale mentre nel successivo Gestione password Android: come fare abbiamo presentato l'ottimo Keepass2Android per accedere alle proprie password dai dispositivi Android.

Su Windows si può usare anche il plugin KeePassRPC in maniera tale che il browser venga automaticamente fatto dialogare con KeePass e sia possibile la compilazione automatica dei campi per il login con username e password.
Su macOS (ma anche su Linux e Windows) si può usare il fork KeePassXC.

Il problema è sempre uno: se queste soluzioni sono perfette per il singolo dispositivo (le credenziali d'accesso vengono memorizzate in un file cifrato), come fare per accedervi da più device?
Si può pensare di condividere il file delle password attraverso un servizio di storage cloud come Google Drive, Microsoft OneDrive o Dropbox.

Entrare nel PC da remoto con OneDrive

Come fare per recuperare un file importante quando ci si dovesse accorgere di non averlo portato con sé? Se tale file non fosse memorizzato, almeno in copia, su un servizio cloud come Microsoft OneDrive o Google Drive, c'è la possibilità di accedere da remoto al computer dell'ufficio o di casa e attingere al file d'interesse?

Posto che con Desktop remoto e un server VPN locale è sempre possibile amministrare a distanza un PC Windows come se si fosse seduti dinanzi ad esso (vedere Desktop remoto con Windows 10 Pro o successivi e VPN), è interessante evidenziare che il client OneDrive integra una comoda funzionalità, tutto sommato poco conosciuta, per entrare nel PC da remoto.
I possessori di un account Microsoft non dovranno fare altro che aprire la pagina principale di OneDrive, ovunque ci si trovi e utilizzando un qualunque browser web, quindi selezionare il nome del computer remoto che contiene i file da recuperare.

L'interfaccia web di OneDrive consentirà così di entrare nel PC da remoto e 'navigare' tra cartelle e file.
Si tratta di una funzionalità accessoria di cui molti non sospettano l'esistenza: il client di OneDrive (integrato in Windows 10 ed installabile separatamente in Windows 7 e in Windows 8.1), infatti, viene comunemente percepito come un software che fa da 'ponte' fra i server Microsoft e il sistema locale e che quindi consente di caricare i file sul cloud, salvarli in locale e mantenerli sincronizzati.

Come dividere lo schermo in Windows 10

Si chiama Snap la funzionalità che è stata introdotta ai tempi di Windows 7 e che permette di affiancare due finestre l'una all'altra. Con l'utilizzo, sia a casa che in ufficio, di monitor di dimensioni sempre più generose, Snap si rivela uno strumento particolarmente utile per lavorare contemporaneamente su più finestre senza essere costretti a passare dall'una all'altra servendosi della barra delle applicazioni, del pulsante Visualizzazione attività di Windows 10 (attivabile premendo Windows+TAB; vedere Windows 10, timeline o sequenza temporale: cos'è e come funziona) o della storica combinazione di tasti ALT+TAB (Come passare da una finestra all'altra con ALT+TAB e le altre scorciatoie).

Dividere lo schermo in Windows e affiancare più finestre è utilissimo, per esempio, quando si stesse lavorando su un foglio elettronico usando come spunto i dati contenuti in un documento oppure se si stesse elaborando una relazione attingendo a quanto contenuto in una pagina web oppure in un file PDF.

In Windows 10 la funzionalità Snap è stata ulteriormente migliorata permettendo agli utenti di posizionare sullo schermo fino a quattro finestre appartenenti ad altrettante applicazioni in esecuzione usando la tastiera, il mouse o le dita (nel caso degli schermi multitouch): Snap Assist aiuta a decidere quali finestre affiancare sullo schermo.

Leggere la posta Gmail con Thunderbird e OAuth, senza nome utente e password

Google considera i client di posta tradizionali, come Outlook, Apple Mail, Thunderbird e così via come potenzialmente insicuri perché memorizzano in locale le credenziali di accesso ai vari account email senza basarsi su modalità di autenticazione considerate più moderne e sicure (utilizzo di token OAuth 2.0). Ne abbiamo parlato anche nell'articolo Differenza tra POP3 e IMAP: cosa cambia nella ricezione della posta.

Google mette in evidenza che usando un token OAuth2 non vengono continuamente scambiati nomi utente e password con il server remoto (seppure, nel caso di Gmail, usando la crittografia dei dati grazie all'impiego del protocollo TLS) e ne caldeggia l'utilizzo.

Diversamente rispetto a quanto avviene con altri client di posta tradizionali, però, con Thunderbird è possibile usare i protocolli IMAP (consigliato) e POP3 insieme con il protocollo OAuth2 come modalità di autenticazione.
Basta infatti portarsi nel menu Strumenti, Impostazioni account di Thunderbird quindi cliccare su Impostazioni server in corrispondenza dell'account Gmail già configurato.

Qui, sotto 'Sicurezza della connessione' (da lasciare su SSL/TLS), si dovrà scegliere OAuth2 come Metodo di autenticazione.

Dopo aver fatto clic su OK, non appena si andrà a scaricare la posta dall'account Gmail, apparirà la pagina di autenticazione di Google nella quale si dovrà confermare ('una tantum') i propri nome utente e password.


Nella schermata per l'inserimento della password, bisognerà lasciare spuntata la casella Rimani collegato.


Infine, alla comparsa della richiesta riprodotta in figura, si dovrà fare clic sul pulsante Consenti.


D'ora in avanti Thunderbird sarà sempre autorizzato a scaricare la posta dall'account Gmail specificato e non scambierà più username e password con il server remoto.
L'operazione andrà ovviamente ripetuta per il server SMTP (posta in uscita) cliccando su Server in uscita (SMTP) nella colonna di sinistra della finestra di configurazione degli account di posta in Thunderbird.

Portandosi da browser web su questa pagina, previo login, si noterà come conferma l'autorizzazione assegnata a Thunderbird per l'accesso all'account Google.


Come ultimo passo, cliccando sul menu Opzioni di Thunderbird quindi su Sicurezza nella colonna di sinistra e infine su Password, bisognerà eliminare le credenziali di autenticazione dell'account in uso.
Per far ciò basta fare clic sul pulsante Password salvate, digitare l'account Gmail nella casella di ricerca e rimuovere tutte le occorrenze (mailbox://, imap://, smtp://) fatta eccezione per oauth:// che corrisponde alla modalità di autenticazione via OAuth2 appena configurata.


Dopo aver fatto clic su OK, Thunderbird non memorizzerà più le credenziali d'accesso per l'account Gmail appena impostato e vi accederà sempre usando il protocollo OAuth2.

Per gli account Google che non usano la verifica in due passaggi, da questa pagina si potrà quindi porre su 'OFF' l''interruttore' Consenti app meno sicure.
Per gli altri account Google che usano la verifica in due passaggi, si potrà eliminare da questa pagina (Password per le app), la password creata appositamente - in passato - per l'autenticazione con Thunderbird..

Google Messaggi usa il protocollo RCS: cos'è e come funziona

Dopo aver fatto registrare diversi flop sul versante delle app per la messaggistica istantanea, Google ha recentemente confermato di volersi concentrare solo sull'applicazione Messaggi, fino a ieri utilizzabile esclusivamente per gestire SMS e gli ormai superatissimi MMS, e da oggi foriera di numerose novità.

La principale innovazione introdotta in Google Messaggi per Android è il supporto per il protocollo RCS (Rich Communication Services).
RCS non è un'invenzione di Google: si tratta di un protocollo approvato già nel 2008 dalla GSM Association (GSMA) ma di fatto rimasto sostanzialmente inutilizzato fino ai tempi più recenti.

Il protocollo RCS è un po’ l'evoluzione degli SMS tradizionali perché combina diversi servizi gestendo anche autenticazione, autorizzazione, registrazione, tariffazione e routing.

Comprimere video e renderli meno pesanti: 3 soluzioni

Avete la necessità di inviare i vostri video a qualcuno ma inviarli e condividerli via Internet risulta davvero poco pratico? Come fare per ridurre il peso dei video senza comprometterne la qualità?

Innanzi tutto va detto che YouTube, ad esempio, consente di ottimizzare automaticamente la qualità dei video caricati sulla piattaforma: una volta ultimato l'upload, qualora non si volesse condividere pubblicamente un video è possibile indicarlo come Non in elenco. In questo modo solo chi conosce l'URL diretto potrà visualizzarne il contenuto (vedere anche questa pagina di supporto).

Quali strumenti è invece possibile usare per comprimere video in locale e inviarli più comodamente attraverso i vari strumenti disponibili?

Comprimere video con l'editor di Windows 10

Partiamo con uno strumento integrato nel sistema operativo Microsoft: digitando Editor video nella casella di ricerca di Windows 10 si ha la possibilità di ridurre le dimensioni dei video intervenendo sulla qualità.


I passaggi da seguire sono semplicissimi: dopo aver avviato Editor video in Windows 10, si dovrà cliccare su Nuovo progetto video, assegnargli un nome, aprire una finestra di Esplora file quindi trascinare nell'editor il file video da comprimere.
Una 'miniatura' di anteprima apparirà nel riquadro Il tuo catalogo del progetto è vuoto.

Trascinando tale 'miniatura' nella sottostante area dello storyboard e cliccando infine su Termina il video in alto a destra, si avrà la possibilità di ridurre le dimensioni del file video specificando una risoluzione inferiore (ad esempio 720p o 540p).

Compressione video con VLC

Il noto software libero VLC non è solamente un riproduttore di file multimediali: cliccando sul menu Media quindi scegliendo Converti/Salva è possibile accedere a una funzionalità che consente anche di ridurre le dimensioni di qualunque contenuto video.


Dopo aver fatto clic sul pulsante Converti/Salva, agendo sul menu a tendina Profilo si avrà la possibilità - diversamente rispetto all'editor video di Windows 10 - di scegliere una tra tante combinazioni di formati audio/video differenti.
L'opzione Video H.264 + MP3 (MP4) è quella che offre maggiore compatibilità con i vari dispositivi ma HEVC (H.265) offre prestazioni migliorate, con la possibilità di ottenere fine più compatti (vedere HEVC o H.265: principali differenze rispetto a H.264.

Google Foto, app per gestire i propri archivi e crearne il backup

Una delle applicazioni Google che hanno riscosso e che continuano a registrare più successo in assoluto è sicuramente Foto.
Google Foto è molto più di un semplice visualizzatore delle foto e di un sostituto per l'app Galleria del proprio dispositivo mobile: è un'applicazione estremamente versatile, efficace ed efficiente (oltre che facile da utilizzare) che racchiude una serie di funzionalità davvero evolute.

Google Foto piace molto perché consente di accantonare il classico concetto di 'galleria fotografica': le immagini sono ricercabili sulla base del momento in cui sono state scattate. L'ordine cronologico diventa quindi secondario: è molto più importante trovare le foto d'interesse sulla base delle persone che partecipavano a un evento o al momento/luogo in cui esse sono state acquisite.

Google Foto utilizzerà sempre di più intelligenza artificiale e machine learning: già oggi digitando il nome di un oggetto nella casella di ricerca dell'applicazione oppure il nome di un luogo, l'applicazione seleziona automaticamente le foto che contengono gli elementi richiesti.
Digitando video o documento, sia sull'app per i dispositivi mobili, che sulla versione web di Google Foto si possono trovare rapidamente, ad esempio, solo i contenuti video o le pagine cartacee acquisite con la fotocamera dello smartphone (o con altri dispositivi).


Toccando la casella di ricerca sull'app Google Foto quindi selezionando Mostra altro, si possono ottenere altri interessanti spunti.

Google Foto permette anche di superare il problema dello spazio disponibile nella memoria interna nelle microSD utilizzate sui dispositivi mobili.

Disco di ripristino di Windows: come crearlo

Può capitare, quando il sistema non si avvia più, di accorgersi di non avere a disposizione uno strumento per l'avvio della macchina. Nel caso di Windows 10 e Windows 8.1 basta scaricare il supporto d'installazione del sistema operativo dai server Microsoft attenendosi alle indicazioni riportate nell'articolo Scaricare Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10 dai server Microsoft.
Il supporto d'installazione di Windows è particolarmente utile perché permette di accedere a una routine per il ripristino del sistema e la correzione degli errori che ne impediscono l'avvio nonché di richiamare il prompt dei comandi con il semplice utilizzo della combinazione di tasti MAIUSC+F10.

Usare il supporto d'installazione di Windows come disco di ripristino

Facendo riferimento a questa pagina si possono scaricare i file ISO (ovvero le immagini del supporto d'installazione di Windows 8.1) e, nel caso di Windows 10, il Media Creation Tool (pulsante Scarica ora lo strumento), un'applicazione che permette di generare un supporto USB avviabile con tutti i file necessari per l'installazione e il ripristino di Windows.

Nell'articolo Scaricare Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10 dai server Microsoft, al paragrafo 'Scaricare Windows 10 in formato ISO', abbiamo presentato anche un 'giochetto' che permette di effettuare il download di Windows 10 come file ISO (basta presentarsi nella pagina di download con un client diverso da Windows o comunque alterare tale informazione…).

Mentre il Media Creation Tool si occupa di configurare e rendere avviabile la chiavetta USB collegata al sistema, nel caso in cui si fossero scaricate le immagini in formato ISO bisognerà preparare la chiavetta di boot usando un'utilità gratuita come Rufus: vedere Rufus, guida all'uso del programma per creare supporti avviabili e UEFI BIOS: cosa significa CSM e quando è utile.

Più sfortunati sono oggi gli utenti di Windows 7.

Condividere documenti e creare uno storage personale con Nextcloud

Professionisti, piccole e medie imprese, aziende di più grandi dimensioni spesso si appoggiano ai servizi cloud di vari fornitori per le esigenze legate allo storage e alla condivisione di file e documenti. Il fatto è che anche in ottica GDPR spesso ci si trova in difficoltà quando si deve scegliere dove memorizzare i propri dati.

Un'ottima soluzione per archiviare i documenti e permettere a dipendenti e collaboratori di utilizzarli anche in modalità remota abilitando uno smart working sicuro, efficace ed efficiente consiste nell'utilizzare Nextcloud, un software libero e opensource che ben si adatta alle necessità di qualunque realtà d'impresa.



Nextcloud si installa in maniera molto semplice, permette di configurare i permessi per l'accesso ai vari file memorizzati, consente la visualizzazione e la modifica diretta dei documenti in qualunque momento e in qualsiasi luogo.
Nextcloud, infatti, dispone di una comoda e versatile interfaccia web ma può essere utilizzato anche dai dispositivi Android e iOS.

Differenza tra POP3 e IMAP: cosa cambia nella ricezione della posta

I principali fornitori del servizio di posta elettronica mettono a disposizione degli utenti anche una webmail ovvero la possibilità di inviare e ricevere email usando unicamente il browser web, previo login.

Professionisti e aziende continuano comunque a utilizzare i tradizionali client di posta scaricando in locale le email memorizzate sui server di posta di ciascun fornitore. Si tratta di una scelta più che comprensibile perché permette di avere i contenuti dei messaggi di posta sempre con sé, anche in assenza della connessione Internet.
Utilizzare un client di posta installato su più dispositivi consente inoltre di mantenere accessibili e costantemente sincronizzate le email su PC desktop, notebook, convertibili, tablet e smartphone.

Partiamo dagli albori: cos'è il protocollo POP3 e come funziona

POP3 è lo 'storico' protocollo con cui, dagli albori della rete, la maggior parte degli utenti ha scaricato i messaggi di posta elettronica dai server del fornitore del servizio ai propri sistemi.
Nato addirittura a metà anni '80, POP (acronimo di Post Office Protocol) è un protocollo di livello applicativo che permette l'accesso da parte del client di posta elettronica sull'account configurato a livello server.
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