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Come scaricare Office 2016 e provare la nuova suite per l'ufficio

Il 22 settembre 2015 Microsoft ha rilasciato la versione definitiva, anche in italiano, di Office 2016. Si tratta di un aggiornamento che sarà accolto con favore da chi già utilizza Office 2013 in ambiente Windows e, soprattutto, da chi fa uso di Office 2011 su Mac OS X.

Office 2016 può essere acquistato dallo store di Microsoft (qui tutti i prezzi e le versioni) oppure scaricato ed installato gratuitamente dai possessori di un abbonamento Office 365.

Nell'articolo
Quali sono le differenze tra le varie versioni di Office? abbiamo messo in evidenza le principali differenze tra Office, Office 365 ed Office Online.

Scaricare e provare Office 2016, con Office 365

Il miglior modo per scaricare Office 2016 e provarlo gratis per un mese consiste nell'accedere a questa pagina quindi nel fare clic sul pulsante Versione di valutazione gratuita per utenti privati o Versione di valutazione gratuita per aziende.

Cliccando su Prova gratis ed effettuando il login con il proprio account utente Microsoft, si richiederà l'attivazione di un abbonamento Office 365.
Office 365 viene offerto gratuitamente per 30 giorni dall'attivazione dell'abbonamento (a patto che si forniscano i dati per la fatturazione).

Attivando un abbonamento Office 365, si potrà scaricare Office 2016 gratis e provarlo per un mese.
Chi è già sottoscrittore di un abbonamento Office 365 può scaricare Office 2016 ed utilizzarlo senza limitazione alcuna sintanto che verserà il canone di abbonamento mensile richiesto da Microsoft: con 7 euro al mese un solo utente può usare tutte le varie app di Office; con 10 euro, invece, le varie app possono essere installate ed utilizzate fino ad un massimo di cinque utenti.
A tutti i singoli utenti di Office 365 viene messo a disposizione 1 TB di spazio su OneDrive, il servizio di storage cloud targato Microsoft; vengono poi offerti 60 minuti di chiamate gratis verso fissi e cellulari tramite Skype (sempre per ciascun utente).

Per verificare lo spazio a disposizione su OneDrive dopo l'attivazione di Office 365 (anche gratuitamente per un solo mese), basterà accedere a questa pagina.

Se non è possessori di un abbonamento mensile ad Office 365, dopo averlo attivato gratuitamente per un mese, si potrà scaricare Office 2016 e provarlo senza limitazioni semplicemente facendo clic sul pulsante arancione Installa.

Microsoft non addebiterà alcun canone di abbonamento per il primo mese di prova di Office 365.
Sia online, nell'area personale Office 365 che via email, Microsoft conferma la data in cui sarà addebitato l'importo dell'abbonamento mensile, una volta scaduto il periodo di prova.

Facendo clic sul pulsante Gestisci account quindi su Annulla abbonamento si potrà, in qualunque momento, revocare l'abbonamento ad Office 365.

Importare altri account email in Gmail

Abbiamo più volte spiegato quanto sia conveniente utilizzare un client email per gestire la posta elettronica Gmail, magari adoperando il protocollo IMAP (vedere, ad esempio, Cambiare indirizzo email, ecco come fare, Configurare Gmail ed usare l'account al meglio e Differenza tra POP3 e IMAP: cosa cambia nella ricezione della posta).

Gran parte degli utenti di Gmail, tuttavia, continuano ad usare il servizio di posta via web considerandolo più semplice da usare per il fatto di essere completamente dispensati dalla configurazione del client e di poter accedere alla casella di posta anche dai dispositivi mobili con l'app omonima: Come usare Gmail su Android con altri account di posta.

Non molti sanno che è comunque possibile importare altri account email in Gmail.
Importando altri account in Gmail, si può far sì che i messaggi vengano gestiti mediante un unico strumento accessibile via web (l'interfaccia web di Gmail, appunto) e che le email in arrivo sulle varie caselle siano comunque separate.

Per fare in modo che Google provveda automaticamente a scaricare la posta elettronica arrivata su un altro account di posta (ad esempio gli account gratuiti offerti dai vari provider italiani), basterà cliccare sull'icona raffigurante un piccolo ingranaggio quindi scegliere Impostazioni.
Dalla successiva schermata, si dovrà fare clic sulla scheda Account e importazione quindi sul link Aggiungi un tuo account di posta POP3.

Utilizzando le successive schermate, bisognerà dapprima impostare l'account dal quale si desiderano importare le email:

In seguito, quindi, vanno specificati il nome utente e la password da utilizzare per accedere al server POP remoto, l'indirizzo del server POP e la porta da usare.
Spuntando la casella Applica ai messaggi in arrivo l'etichetta, si potrà fare in modo che Gmail assegni automaticamente un'etichetta ai messaggi scaricati dall'account di posta del provider indicato.

SSD M.2 PCIe NVMe, guida ai nuovi termini

Sul mercato si stanno affacciando i nuovi modelli di unità SSD super-performanti. Si rincorrono, però, sigle su sigle che, facendo spesso riferimento a tecnologie, standard e formati di recente concezione, spesso non sono di immediata comprensione.

Questo articolo vuole quindi proporsi come una guida agli SSD di nuova fattura e, soprattutto, agli acronimi che contraddistinguono le unità appena immesse sul mercato.
I prezzi degli SSD stanno diminuendo sempre più e, grazie alle attività di ricerca e sviluppo svolte dalle principali aziende del settore, anche il segmento mainstream può contare su prodotti velocissimi sia in fase di lettura che di scrittura dei dati.

Fino a qualche tempo fa sembrava impossibile, almeno nel settore dello storage, ma d'ora in avanti il collo di bottiglia è sempre più rappresentato dall'interfaccia, dal connettore usato per collegare le unità SSD alla scheda madre.

L'asticella era fino ad oggi fissata dal limite teorico di 600 MB/s tipico di ciascuna unità SSD SATA III 6 Gbps.

Nascondere IP, ecco come fare

È profondamente errata la convinzione di molti secondo cui la rete Internet offrirebbe, di default, un certo grado di anonimato. Si tratta di una credenza assolutamente falsa perché ogni collegamento che si effettua con un server remoto viene generalmente registrato.
Quando, ad esempio, si visita un qualunque sito, l'indirizzo IP assegnato dal provider Internet in uso (in maniera statica o dinamica) al router, al modem o comunque all'interfaccia di rete, viene rilevato e memorizzato dal server web quindi conservato in un registro (o file di log) insieme con altre informazioni (ad esempio la pagina richiesta dal client).

In Italia, poi, i provider Internet sono obbligati a conservare i log degli accessi per un periodo non inferiore a dodici mesi.

L'indirizzo IP pubblico è quello assegnato dal provider Internet alla scheda di rete del dispositivo col quale ci si connette ad Internet. È pubblico perché, potenzialmente, può essere accessibile da qualunque altro indirizzo IP.

Come scaricare Windows 10

Chi ha aggiornato a Windows 10, chi si appresta ad installare il sistema operativo da zero o chi vuole averne a disposizione una copia per installarlo, ad esempio, da una chiavetta USB, da supporto DVD o in una macchina virtuale, si chiederà - prima o poi - come scaricare Windows 10.

Per scaricare Windows 10 è possibile utilizzare diversi modi, sia nel caso in cui si fosse possessori di una regolare licenza del sistema operativo (anche ottenuta, gratuitamente, aggiornando Windows 7 o Windows 8.1 fino al 29 luglio 2016), sia che non si possegga.

In questo secondo caso, per provare Windows 10 senza una licenza d'uso, è possibile aderire al programma Windows Insider e scaricare, ad esempio, l'immagine ISO più aggiornata che Microsoft mette a disposizione sui suoi server.

Da un lato, infatti, chi possiede una regolare licenza di Windows 10 o comunque prevede di aggiornare all'ultimo sistema operativo Microsoft, può scaricare Windows 10 come immagine ISO della build 10240, la release definitiva distribuita da Microsoft a partire dal 29 luglio 2015.

Come scaricare Windows 10 in versione definitiva (build 10240) e in formato ISO

Per scaricare Windows 10 in italiano e in versione finale (build 10240), basta portarsi su questa pagina Microsoft ancor'oggi poco conosciuta e scegliere l'edizione del sistema operativo che si desidera prelevare.


Le scelte possibili sono le seguenti:

1) Windows 10
La versione completa di Windows 10, con tutte le caratteristiche presenti nel pacchetto ufficiale Microsoft.

2) Windows 10 KN
Versione di Windows 10 destinata agli utenti coreani.

Riconoscere porte USB, USB Type-A e Type-C

Venti anni fa nasceva USB (Universal Serial Bus): Lo standard USB compie venti anni). Per quell'epoca, metà anni '90, si trattò di un'evoluzione davvero notevole. Fino ad allora, infatti, tastiere, mouse, stampanti e joystick venivano connessi al PC solamente usando porte seriali e parallele.

Le versioni 1.x di USB permettevano il trasferimento dei dati a velocità piuttosto ridotte (1,5 Mbps in low speed e a 12 Mbps in full speed).

La versione USB 2.0, decisamente più performante, fu introdotta nel 2000 e permetteva il trasferimento dei dati in high speed fino a 480 Mbps.

USB 2.0 è ancor'oggi ampiamente utilizzata sui sistemi e sui dispositivi più vecchi. Tale versione è stata infatti progressivamente rimpiazzata da USB 3.0, introdotto nel 2010. USB 3.0 consente di spingersi fino alla velocità teorica di 5 Gbps (modalità detta SuperSpeed) anche se poi vari 'colli di bottiglia' generalmente impediscono di ottenere le performance migliori possibili.

Nel caso delle unità di memorizzazione USB, ad esempio, le velocità di trasferimento dati sono ampiamente influenzate dalle prestazioni garantite dalla memoria flash.

USB 3.0 mantiene la retrocompatibilità con USB 2.0.

Philips Hue, differenze tra prima, seconda e terza generazione

I prodotti Philips Hue hanno ormai conquistato un posto di primo piano nel settore dei dispositivi per l'Internet delle Cose.

Nell'offerta Philips Hue figurano essenzialmente moderne e luminose lampade che possono variare il colore della luce emessa. La loro principale caratteristica, tuttavia, consiste nella possibilità di essere 'programmate' e gestite da remoto.

Nell'articolo Internet delle cose, alcuni prodotti per automatizzare casa e ufficio abbiamo visto 'acceso un faro' (è proprio il caso di dirlo) su Philips Hue e sugli strumenti utilizzabili per accedere e spegnere le lampade da remoto o modificarne il comportamento sulla base di uno specifico evento.

Il grande vantaggio dei prodotti Philips Hue è che essi possono essere 'interfacciati' con IFTTT (If This Then Than), un'applicazione web che funge da intermediario fra servizi e prodotti di terze parti.

Far lampeggiare una lampada Philips Hue quando si riceve un'email, accendere le luci quando si è in prossimità di casa e spegnerle quando ci si sta allontanando, accenderle quando una videocamera (ad esempio Arlo di Netgear) dovesse rilevare un movimento, diventa banale con IFTTT (vedere anche Controllare dispositivi connessi alla rete con IFTTT).

Temperatura CPU, come monitorarla e come evitare problemi

Monitorare le temperature del PC è importante per non incorrere in spiacevoli problemi. Il calore è nemico di qualunque componente elettronico, specie di quelli che - come il processore - hanno ormai raggiunto un livello di miniaturizzazione come mai in passato.

Temperatura CPU incide direttamente sulle prestazioni

La temperatura della CPU ha un effetto diretto sulle prestazioni del processore.

Le moderne CPU hanno infatti la capacità di adeguare la frequenza operativa alla temperatura rivela. La frequenza di clock non soltanto può essere aumentata in modalità Turbo Boost sui processori Intel (ove supportata; vedere Differenze processori Intel, come riconoscerli e sceglierli) ma può essere anche ridotta all'occorrenza per fronteggiare un innalzamento delle temperature.

Se la temperatura CPU dovesse salire pericolosamente toccando o superando i limiti definiti dal produttore, la frequenza di lavoro viene abbassata per evitare danni gravi.

Consuma più batteria WiFi, 3G, 4G o Bluetooth?

Una delle caratteristiche che è oggi importante prendere in esame quando si sceglie un nuovo smartphone è la capacità della batteria in mAh (milliamperora, sottomultiplo dell'Ah viene utilizzata per misurare la carica delle batterie di piccole dimensioni come quelle che equipaggiano i dispositivi mobili; vedere Miglior smartphone Android, gli aspetti da considerare nella scelta).

L'autonomia della batteria e, di conseguenza, la possibilità di usare lo smartphone per molte ore senza doverlo collegare alla presa elettrica a muro, a un caricabatterie da viaggio o per auto, è infatti uno di quei fattori che fanno pendere la scelta sull'uno o sull'altro dispositivo.

E dal momento che per usare lo smartphone c'è bisogno di connettività, diventa rilevante conoscere se consuma più batteria WiFi, 3G, 4G o Bluetooth.

Premettiamo subito che un rapido consumo della batteria è generalmente ascrivibile alle applicazioni installate e soprattutto a quelle che vengono mantenute costantemente in esecuzione in background.
L'app Android gratuita Greenify, ad esempio, consente di stabilire quali applicazioni vengono mantenute in background e quali potrebbero contribuire a rallentare il dispositivo in maniera incisiva.

Ibernare le app di messaggistica, comunque, può essere rischioso nel senso che non si riceveranno più le notifiche in tempo reale ma soltanto quando l'app verrà aperta manualmente.

Assegnare IP statico a PC, dispositivi mobili, stampanti e così via

Nelle reti LAN composte da sistemi Windows, Linux e macOS vengono utilizzati diversi protocolli per risolvere il nome di ciascun dispositivo, indipendentemente dalla sua tipologia, collegato alla rete locale.
Un nome 'mnemonico', di solito liberamente modificabile, viene associato all'indirizzo IP privato assegnato al dispositivo in un certo istante.

Programmi come Fing e SoftPerfect WiFi Guard (il primo è un'app per Android, il secondo un software Windows; entrambi gratuiti) consentono di controllare quali indirizzi IP privati sono assegnati (staticamente o dinamicamente) ai vari sistemi collegati in rete locale:

- Chi è connesso alla rete WiFi o al router?
- Scoprire chi è collegato alla rete WiFi e gli indirizzi IP dei client

La stragrande maggioranza dei router richiede di specificare gli indirizzi IP privati dei client collegati alla rete locale, ad esempio, per aprire qualche porte e inoltrare traffico dalla rete Internet verso un sistema sul quale è installato un componente server.

È quindi importante che l'indirizzo IP privato del dispositivo locale verso il quale si desidera inoltrare del traffico non cambi altrimenti le regole impostate sul router non avrebbero efficacia o reindirizzerebbero il traffico verso altri sistemi.

Come fare, allora, per assegnare un IP statico a PC, stampanti, dispositivi mobili e così via?

Nell'articolo Cos'è un IP statico e come si usa abbiamo spiegato quando è importante utilizzare un IP statico.

Per evitare conflitti tra più dispositivi che usano, all'interno della rete locale, lo stesso indirizzo IP privato, di solito si lascia che ciascun device ottenga automaticamente un indirizzo IP dal server DHCP installato sul router.
In Windows, premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando ncpa.cpl, si accederà alla finestra contenente la lista delle interfacce di rete disponibili.

Dopo aver individuato quella utilizzata per la connessione alla rete locale (Ethernet o WiFi), cliccandovi con il tasto destro del mouse quindi selezionando Proprietà, Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4) e, infine, facendo clic sul pulsante Proprietà, nel caso in cui l'indirizzo IP locale venisse assegnato dinamicamente dal router via DHCP, risulterà selezionata l'opzione Ottieni automaticamente un indirizzo IP.


Poco sotto, però, è possibile assegnare un IP statico al PC: in questo caso, però, bisognerà accertarsi che esso non possa essere attribuito via DHCP ad altri dispositivi.
Dal pannello di amministrazione del router è quindi bene controllare che il server DHCP assegni automaticamente gli IP a partire da un certo indirizzo in avanti:


In questo modo si sarà sicuri che non si ingenereranno conflitti.

Ogni sistema operativo e dispositivo, comunque, ha la sua propria interfaccia per l'impostazione di un indirizzo IP statico.

Un'ottima alternativa per assegnare un IP statico evitando, allo stesso tempo, il rischio di conflitti, consiste nell'utilizzare il cosiddetto IP and MAC binding.
Accedendo al pannello di configurazione del router, si può stabilire che un certo dispositivo, ogniqualvolta connesso alla rete locale via WiFi o cavo Ethernet, usi sempre lo stesso IP.

Il risultato è quindi lo stesso e permette di assegnare un IP statico a PC, dispositivi mobili, stampanti, server multimediali e così via senza modificare la loro configurazione.

La procedura per l'effettuazione dell'IP and MAC binding varia da router a router ma di solito si concretizza individuando l'impostazione Prenotazione indirizzi o Address reservation.

Qui, è possibile selezionare direttamente uno dei dispositivi connessi al router e assegnargli manualmente un indirizzo IP statico.


In alternativa, basta specificare l'indirizzo MAC (MAC Address) del dispositivo client quindi indicare l'indirizzo IP privato da assegnare.

In Windows l'indirizzo MAC associato a ciascuna scheda di rete è rilevabile semplicemente digitando ipconfig /all al prompt dei comandi.
Per sapere tutto sugli indirizzi MAC, suggeriamo la lettura dell'articolo Come cambiare indirizzo MAC in Windows.

Affinché il dispositivo possa ricevere e utilizzare sempre lo stesso IP statico è indispensabile verificare che esso richieda al router l'assegnazione automatica di un indirizzo.
Nel caso dei sistemi Windows, ad esempio, bisognerà accertarsi di aver selezionato l'opzione Ottieni automaticamente un indirizzo IP.

Nel caso in cui il dispositivo utilizzasse ancora un IP diverso da quello assegnato staticamente, si potrà disattivare e riattivare la connessione (o, semplicemente, riavviare il device).

Proteggere la rete locale e accedere ai documenti da remoto con i router Netgear

Quali sono le impostazioni del router che permettono di proteggere la rete locale in modo efficace? E quali funzionalità si possono utilizzare per accedere in sicurezza ai documenti e alle risorse dell'ufficio mentre si è in viaggio?

Nell'articolo Come scegliere il router WiFi: Netgear D7000 e R8500 abbiamo visto quali sono le caratteristiche che più contano nella scelta del router WiFi.

Aggiungiamo un altro tassello focalizzandoci sugli strumenti accessori per proteggere la rete locale e condividere contenuti, rendendoli accessibili sia all'interno della LAN che da remoto.

Prendiamo come riferimento i router più completi di 'casa Netgear': R8500, D7800 e D7000, tutti acquistabili su Amazon a prezzo speciale.

Proteggere la rete locale con Netgear D7800, D7000 e R8500

Un router correttamente configurato, anche se utilizzato con le impostazioni di default, non dovrebbe essere raggiungibile dalla rete Internet.


In altre parole, il router dovrebbe funzionare in modalità stealth: un qualunque utente, malintenzionati compresi, collegato alla Rete, non dovrebbe essere in grado di rilevare che il router dell'utente è collegato né, tanto meno, stabilirne modello ed elenco delle porte eventualmente aperte.

I router Netgear (noi abbiamo provato quelli di ultima generazione: R8500, D7800 e D7000), non appena collegati alla Rete, sono già configurati per negare qualunque tentativo di connessione da remoto.

I dispositivi Netgear, infatti, utilizzano il NAT (Network Address Translation): ciò significa che a meno che il router non sia impostato per inoltrare il traffico dati ricevuto su una porta specifica verso una porta di un qualunque sistema client collegato alla LAN, tutti i sistemi connessi al router e collegati in rete locale saranno invisibili a qualunque sistema remoto che tentasse una connessione.

Viene poi fatto ricorso al meccanismo del dynamic packet filtering (SPI, Stateful Packet Inspections): tutti i pacchetti in transito, da e verso il router, vengono sottoposti a scansione con l'intento di esaminare quelli collegabili a metodologie d'attacco note.
I vari router di fascia alta come Netgear D7800, D7000 e R8500, inoltre, integrano una solida protezione contro gli attacchi DoS (Denial of Service), sferrati per mettere in crisi il dispositivo (con l'invio di un elevato numero di richieste in un breve lasso di tempo) e rendere inutilizzabile la connessione di rete.


Nelle impostazioni avanzate dei router Netgear, cliccando su Installazione, Impostazioni WAN, consigliamo anche di controllare che la casella Rispondi a ping sulla porta Internet sia disattivata.

Scaricare Paint 3D e provarlo in anteprima

Nei giorni scorsi, Microsoft ha presentato le novità che saranno introdotte in Windows 10 con il rilascio del Creators Update, la cui uscita è prevista per la primavera 2017.

Tra le novità più interessanti c'è anche Paint 3D, versione completamente rivista e aggiornata della storica applicazione di grafica integrata in Windows sin dalla notte dei tempi. Scaricare Paint 3D in Windows 10 e provarne tutte le funzionalità in anteprima è possibile, a patto di avere a disposizione un sistema che non si utilizza per scopi produttivi.

Per scaricare Paint 3D, infatti, è necessario partecipare al programma Windows Insider che, com'è noto, implica l'accettazione di versioni di anteprima di Windows 10, non ancora pronte per il 'debutto'. Insieme con queste versioni di anteprima, tuttavia, può arrivare anche qualche bug che potrebbe contribuire a rendere instabile il sistema.

La partecipazione al programma Windows Insider può essere richiesta ai cosiddetti slow e fast ring.

Estrarre dati da una pagina HTML: come si fa

Quante volte vi è capitato, per le ragioni più disparate, di dover estrarre dati da un sito web per poterli rielaborare ed eventualmente riutilizzare?

In questo articolo non ci occupiamo degli aspetti legali connessi con l'estrazione dei dati da una pagina HTML ma ci concentriamo invece sugli strumenti che permettono di raccogliere i dati in forma ragionata e strutturata per poi avere la possibilità di gestirli utilizzando, ad esempio, un normale foglio di calcolo.

I dati pubblicati nelle pagine web sono generalmente inseriti all'interno di tabelle, di tag div oppure entro altri tag HTML di vario genere.
Pochi sanno che Fogli Google e, in generale, le altre app della suite Drive mettono a disposizione alcune potenti funzioni per estrarre dati da una pagina HTML, anche se pubblicata su un server remoto.

Nell'articolo Foglio di calcolo: la potenza delle formule abbiamo spiegato quanto siano versatili le funzioni utilizzabili nei fogli elettronici per creare formule più o meno complesse.

Nell'articolo Importare dati da HTML a Excel: come fare abbiamo invece presentato la funzione Google ImportHTML che consente di estrarre codice HTML da pagine web di qualunque sito.

Ancora più versatile è la funzione ImportXML che consente di importare dati partendo da vari tipi di dati strutturati, tra cui XML, HTML, CSV, TSV e feed XML RSS e ATOM (vedere questa pagina di supporto).

Per estrarre dati da un sito web, è sufficiente aprire un nuovo documento Fogli Google portandosi su Google Drive quindi cliccando su Nuovo, Fogli Google.

Dopo aver selezionato, ad esempio, la prima cella del foglio di calcolo, si potrà impostare la formula basata sull'utilizzo di ImportXML.

Il corretto utilizzo di ImportXML non può prescindere da un attento studio del sorgente HTML del sito dal quale si desiderano importare i dati.
L'importante è non scoraggiarsi mai: una soluzione per importare i dati pubblicati nella pagina HTML remota si trova sempre!

Estrarre dati da una pagina HTML con Google ImportXML

Il miglior modo per imparare l'utilizzo della funzione ImportXML è partire da qualche esempio pratico.

Si supponga che la pagina HTML contenente i dati d'interesse mostri una lista puntata o numerata costruita usando il tag li.
Per estrarre i dati contenuti in una lista HTML, è sufficiente ricorrere alla formula che segue:

=importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';'//li')


Se, all'interno di ciascun tag li, fosse contenuto un link (tag anchor), e si volesse estrarre solo il nome del link, basterà modificare la formula come segue:

=importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';'//li/a')

La seguente formula, invece, consentirà di estrarre solo l'URL (attributo href di ciascun tag anchor contenuto all'interno dei tag li):

=importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';'//li/a/@href')

Per evitare di estrarre dati inutili, suggeriamo di individuare, ad esempio, il 'contenitore' (tag div) che ospita le informazioni d'interesse.
Il tag div sarà contraddistinto, di solito, col nome di una classe CSS (class) o un ID.

Per fare in modo che la funzione Google estragga i dati contenuti in un certo div, basterà usare la seguente sintassi:

=importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';
'//div[@class='NOMECLASSE']//li')

In questo modo le varie celle del foglio di calcolo Google verranno 'popolate' recuperando le informazioni contenute nei tag li ospitati all'interno di ciascun div chiamato NOMECLASSE.

L'utilizzo di una funzione nidificata come la seguente permette invece di estrarre solamente il contenuto del secondo tag td dei div NOMECLASSE:

=index(importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';
'//div[@class='NOMECLASSE']//td');2)

La volontà di estrarre il contenuto del secondo tag è indicata dal numero 2 all'interno della funzione index.
Nulla vieta, comunque, di usare una funzione più complessa, come la seguente per estrarre i dati dalla pagina web HTML a seconda del numero di riga del foglio elettronico (funzione ROW()):

=index(importxml('http://urldellapaginaweb.com/nomepagina';
'//div[@class='NOMECLASSE']//td');4*ROW())

Tutte le formule vanno incollate su un'unica riga..

USB avviabile con più sistemi operativi: come crearla

Avere a disposizione un'unità o una chiavetta USB avviabile con più sistemi operativi è un'ottima cosa, soprattutto quando ci si trova a installare diverse versioni o edizioni di Windows oppure distribuzioni Linux su varie macchine.
All'interno dell'unità USB avviabile, oltre ai sistemi operativi, si possono anche inserire utilità per la diagnostica e la risoluzione dei problemi, strumenti per il partizionamento del disco, per il recupero dei dati e così via.

Creare un'unità USB avviabile con più sistemi operativi: attenti al supporto UEFI

Una delle nostre utilità preferite, in passato, era YUMI. Si tratta di un programma gratuito, semplicissimo da usare, che permette di preparare un'unità USB avviabile con più sistemi operativi, anche completamente differenti l'uno dall'altro.


Il problema di YUMI, così come di altre utilità 'vecchio stampo', è che non sono compatibili con UEFI.

ESET Internet Security 10, protezione antivirus, antiexploit, firewall e antispam ai massimi livelli

Non è semplice, oggi, individuare un antivirus veloce ma allo stesso tempo efficace nel riconoscimento e nella neutralizzazione delle minacce e che sia anche in grado di ridurre al minimo i falsi positivi.

ESET ha appena presentato Internet Security 10, nuova versione della suite per la sicurezza che coniuga abilità nella rilevazione dei malware, leggerezza e semplicità d'uso.

Basti pensare che anche durante le scansioni complete del sistema, il processore non viene mai utilizzato prepotentemente e il consumo medio di memoria RAM non supera i 60-70 MB.


Se è vero che un antivirus deve essere abile nel riconoscimento delle minacce, infatti, non è pensabile affidarsi a una soluzione che 'affossa' letteralmente il sistema rendendolo a tratti del tutto inutilizzabile.

Scegliere gruppo di continuità (UPS) per PC e altri dispositivi

Se ci si trova in una zona dove si registrano frequenti sbalzi di tensione o l'erogazione della corrente viene spesso interrotta, l'esigenza di dotarsi di un gruppo di continuità o UPS diventa sempre più pressante.

Ma come scegliere il gruppo di continuità (UPS) più adatto alle proprie esigenze? Quali sono le caratteristiche sulle quali porre maggiore attenzione?

E, inoltre, come calcolare per quanto tempo alimenta un gruppo di continuità?

Cos'è un gruppo di continuità e come funziona

Prima di accingerci a scegliere un gruppo di continuità, è importante riassumere il funzionamento di un UPS (Uninterruptible Power Supply).

Un gruppo di continuità altro non è che un 'contenitore' che ospita, al suo interno, una o più batterie (di solito da 12 V), un alimentatore (per la ricarica delle batterie), un raddrizzatore (che trasforma la corrente alternata - AC - in ingresso in corrente continua - DC -) e, infine, un inverter che trasforma la corrente continua in corrente alternata utilizzabile dai dispositivi elettronici collegati a valle dell'UPS.
Nel caso in cui venisse meno l'erogazione della corrente elettrica, l'inverter provvede a convertire la corrente continua erogata dalle batterie del gruppo di continuità in corrente alternata.

Quali tipi di gruppi di continuità esistono?

Esistono essenzialmente tre tipi di gruppi di continuità (su Amazon ve n'è una vastissima scelta, a prezzi scontati): online o a doppia conversione, line interactive e offline.

I gruppi di continuità online sono i più costosi, praticamente inutilizzati in ambito domestico e negli uffici, soprattutto in forza del loro costo che può essere doppio o triplo rispetto agli offline.
Questi gruppi di continuità convertono sempre la corrente alternata in ingresso trasformandola in continua andando costantemente ad alimentare batterie e carichi collegati.

Convertire immagini e PDF in testo

Uno dei problemi che affliggono con maggior frequenza coloro che si trovano a lavorare con documenti PDF è l'impossibilità di copiare i testi contenuti in quei file.
E non perché vi sia qualche forma di protezione ma perché, più semplicemente, il documento PDF contiene una o più immagini.

Come fare per convertire immagini in testo modificabile in Word o in qualunque altro editor di testi?

Il PDF è il formato principe per lo condividere contenuti con altre persone. Esportando i propri documenti in PDF, infatti, si sarà certi che il loro contenuto venga visualizzato, da parte di terzi, allo stesso modo in cui viene mostrato sul proprio computer.
Nell'articolo Come identificare ed integrare font di carattere in un documento abbiamo visto che fonti di carattere assenti (e utilizzate invece dall'autore del documento) sono le principali responsabili dello scorretto layout insieme con l'utilizzo di software - word processor - e formati poco interoperabili.
Il nostro suggerimento, quindi, è quello - ove possibile - di creare sempre file PDF/A, specifica che rende il documento PDF completamente 'autonomo' e indipendente dalla configurazione software utilizzata (vedere Come creare file PDF con Windows 10 e senza.

Il PDF è il formato più utilizzato per salvare e distribuire il contenuto delle pagine acquisite mediante uno scanner.

Sconti Amazon, come e dove trovarli

Amazon è uno dei siti di e-commerce più apprezzati e utilizzati in Italia. Il suo vastissimo catalogo unito con la velocità delle spedizioni (specie se l'articolo è indicato come 'venduto e spedito da Amazon') ne fanno un punto di riferimento eccellente per qualunque genere di acquisto.

Ma come fare per trovare degli sconti Amazon? Come individuare le migliori promozioni e acquistare al prezzo più conveniente?

Diciamo subito che su Amazon vige una regola importante da tenere a mente: più un oggetto è richiesto ovvero da quanti più utenti viene comprato tanto più esso, col trascorrere del tempo, scenderà di prezzo.


Sconti Amazon anche sul marketplace ma attenzione agli 'imprevisti'

Il marketplace, aperto ai rivenditori di terze parti (che curano la spedizione in proprio oppure appoggiandosi ai magazzini di Amazon), è vastissimo e offre a catalogo migliaia di prodotti che non sono venduti direttamente da Amazon.

In alcuni casi, le offerte pubblicate dai rivenditori del marketplace sono addirittura più convenienti rispetto a quelle di Amazon.

Posto che le maggiori garanzie si hanno per i prodotti venduti e spediti direttamente da Amazon, negli altri casi (prodotto venduto/spedito da altri negozianti) è bene verificare con attenzione il numero di giudizi ottenuti dal venditore e il tenore delle valutazioni (feedback).

È importante evitare di acquistare da rivenditori che hanno pochi giudizi all'attivo o che valutazioni non positive.

Ed è altresì consigliabile esaminare (facendo clic sul nome del venditore) dove si trova la sua sede.

Richiedere SPID, ecco come fare

SPID, acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale, è un meccanismo per l'autenticazione degli utenti tutto italiano che consente di effettuare il login sui siti della pubblica amministrazione e su quelli delle imprese private che vogliono abbracciare lo stesso sistema senza doversi ricordare decine di coppie nome utente-password.

Richiedere SPID è divenuta un'esigenza sempre più pressante perché, ad esempio, ben 500.000 nati nel 1998 dovranno servirsi di questo sistema unico di login se vorranno avere la possibilità di accedere al 'bonus cultura' di 500 euro previsto dal Governo: Bonus cultura, i 500 euro spendibili anche su Amazon.

A giudicare dalle email che ci sono arrivate dai nostri lettori nelle ultime settimane, c'è ancora grande incertezza sulla procedura da seguire per la richiesta SPID.

Come richiedere SPID

Fino ad oggi SPID non ha ancora propriamente entusiasmato l'utenza.

Backup Android, come funziona e come crearlo

I dispositivi mobili di oggi contengono una vera e propria miniera di dati. Lo smartphone è ormai diventato un 'ufficio viaggiante' che contiene informazioni personali e, spesso, dati sensibili.

Il backup Android è un tema piuttosto delicato che, purtroppo, in molti tendono a sottovalutare. È infatti importante che i dati memorizzati nel dispositivo mobile siano sempre copiati altrove: nel caso in cui lo smartphone non si accendesse più oppure si perdesse il device, si potrà comunque accedere alle proprie informazioni.

Se è vero che Google mette a disposizione un comodo strumento per bloccare l'accesso - da parte di terzi - al telefono Android perso o rubato, oppure per cancellarne per intero il contenuto in modo che i propri dati non possano finire nelle mani altrui (vedere Impostazioni Google Android, quali sono le più importanti? al paragrafo Gestione del dispositivo Android da remoto), il tema del backup Android è decisamente più 'fumoso'.

Backup Android, cosa offre Google

Quando si utilizza un dispositivo mobile Android è quindi bene essere pienamente consapevoli di quali informazioni siano oggetto di backup e quali dati, invece, non vengono copiati altrove.

Nelle impostazioni Google del terminale Android, toccando la voce Account quindi selezionando Google, si accederà all'elenco completo delle informazioni che vengono sincronizzate con i server della società di Mountain View.


La sincronizzazione è molto più di un backup: significa che se i dati contenuto nello stesso account vengono modificati utilizzando un altro dispositivo (desktop o device mobile), gli stessi verranno automaticamente aggiornati.
Punto di riferimento per l'invio dei backup sono i server di Google dai quali poi partiranno (mediante la funzionalità di sincronizzazione) tutti gli aggiornamenti verso i dispositivi ove risulta configurato il medesimo account utente.


Backup dei contatti, del calendario, della posta elettronica, delle foto e degli altri dati

Di default, come si vede nell'immagine precedente, Google crea una copia di backup e sincronizza il contenuto della rubrica dei contatti, del calendario e della posta elettronica Gmail.

Quando si passa da uno smartphone all'altro o ci si sposta su PC, si ha sempre la rubrica dei contatti aggiornata: se un contatto viene aggiunto o cancellato da smartphone, la stessa modifica sarà distribuita verso qualunque altro dispositivo ove si utilizza lo stesso account utente Google.

Nell'articolo Contatti Google, croce e delizia abbiamo illustrato la procedura per mantenere sincronizzati i contatti fra i vari dispositivi che si utilizzano eliminando tutti i nomi di persone sconosciute o quasi che generalmente compaiono allorquando si utilizzasse l'indirizzo email Gmail corrispondente allo stesso account utente configurato sul telefono Android (Eliminare contatti Gmail dalla rubrica Android).

Per rendersi conto di quanti e quali contatti risultano accessibili anche dal dispositivo Android, è sufficiente - previo login - portarsi a questo indirizzo.

L'app Google Calendario per Android è realizzata molto meglio rispetto alla corrispondente applicazione web accessibile da desktop (vedere questa pagina).
Ad ogni modo, gli impegni e gli appuntamenti che si annoteranno su smartphone, saranno sincronizzati anche con i PC desktop così come con tutti gli altri dispositivi che si posseggono.

Non solo.
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