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Cyclonis Password Manager, per gestire le proprie credenziali gratis e in sicurezza

La pubblicazione continua di archivi contenenti username e password appartenenti a utenti di tutto il mondo ben evidenzia quanto sia importante utilizzare strumenti per la conservazione e la gestione sicura delle credenziali di accesso. E non ci riferiamo solamente ai servizi online ma anche ai dati delle carte di credito e a documenti importanti come possono essere copie di carte d'identità, patenti di guida e passaporti.

I password manager sono software specializzati nel memorizzare le informazioni degli utenti e nella conservazione sicura dei dati.
Cominciamo con lo sfatare 'un falso mito': i password manager integrati nei principali browser web, per quanti sforzi siano stati ad oggi compiuti, non possono essere ritenuti sicuri. Quando si risponde affermativamente alla richiesta di memorizzare le proprie credenziali dopo l'avvenuto login su un sito web, esse vengono salvate nel password manager del browser, accessibile in Chrome digitando chrome://settings/passwords nella barra degli indirizzi o about:preferences#privacy quindi facendo clic sul pulsante Accessi salvati in Mozilla Firefox.

Basta usare, ad esempio, uno strumento come WebBrowserPassView di Nirsoft per rendersi conto di quanto sia semplice estrarre le password memorizzate nei vari browser web.

Windows 10 non si avvia e la riparazione automatica non funziona

Quando il Windows non si avvia, dopo due volte in cui il sistema non riesce ad effettuare il boot, viene automaticamente avviata una speciale modalità per la risoluzione dei problemi.
Negli articoli Windows 10, schermo nero all'avvio o dopo il login e Schermo nero all'avvio di Windows: come risolvere abbiamo ad esempio spiegato come comportarsi alla comparsa di uno schermo nero all'avvio di Windows illustrando anche le cause del problema.

Quando Windows non viene caricato correttamente, dopo il secondo boot fallito, viene generalmente presentata la console per il ripristino del sistema. In alternativa, è possibile creare un supporto d'installazione di Windows 10 con il Media Creation Tool, salvarlo su una chiavetta USB quindi effettuare l'avvio del sistema da tale supporto (vedere Scaricare Windows 10 ISO: ecco come procedere e Installare Windows 10 da USB, tutti i modi per procedere; fermarsi prima del paragrafo Installare Windows 10 da USB generando un supporto d'avvio a partire da qualunque file ISO).

Partizione hard disk e SSD: come verificarne la struttura e come gestirle

Le varie versioni di Windows mettono a disposizione una comoda utilità integrata per la gestione delle partizioni di dischi fissi e SSD: si chiama, com'è noto, Gestione disco ed è richiamabile premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando diskmgmt.msc.

L'utility Gestione disco permette di creare nuove partizioni, di gestire lo spazio non allocato, di formattare le partizioni e di assegnare lettere identificative di unità: è il primo strumento da utilizzare quando per esempio si aggiunge una nuova unità al sistema e si deve prepararla per la memorizzazione dei dati: vedere Windows non riconosce il nuovo hard disk collegato al PC.

L'avere sempre a disposizione un'utilità integrata in Windows per la gestione delle partizioni è certamente un punto a favore.

OneDrive, accedi ai documenti da qualunque luogo e con qualsiasi dispositivo

In Windows 10 il servizio di storage cloud OneDrive è installato e abilitato in modo predefinito: a installazione del sistema operativo avvenuta, la sua icona appare nella traybar, generalmente posta nell'angolo inferiore destro dello schermo.

In passato abbiamo visto come disattivare OneDrive in Windows 10 e come eliminarne tutti i riferimenti dall'interfaccia del sistema operativo (ne avevamo parlato, per esempio, negli articoli Come disinstallare OneDrive da Windows 10 e Disabilitare le funzionalità di Windows 10 che non interessano con uno script).

Chi avesse utilizzato l'ottima utilità WPD per disabilitare le funzionalità di Windows 10 che contribuiscono soltanto ad appesantire il sistema operativo (Pulizia Windows 10: attenzione all'installazione automatica delle app), nel caso in cui volesse riattivare OneDrive è sufficiente avviare nuovamente l'applicazione, accedere alla sezione Privacy quindi abilitare l'opzione Use OneDrive for file storage.

Trucchi Google Chrome, come usare al meglio il browser

Stando alle statistiche di NetMarketShare, Google Chrome è da tempo il browser più utilizzato al mondo con il 67,2% delle quote di mercato (dato aggiornato a dicembre 2018) mentre ad esempio Mozilla Firefox segue con il 9,6%.

Sebbene Chrome non sia a tutt'oggi, dopo anni di sviluppo e di continui aggiornamenti, il 'browser perfetto' (va detto che la valutazione di un browser e, quindi, il suo successo, sono spesso legati anche a parametri soggettivi), il software di Google integra funzionalità talvolta assenti in altri prodotti oltre a possibilità di personalizzazione notevoli.
Permangono problemi principalmente legati al consumo di risorse, peraltro comuni anche a browser concorrenti.

Quali sono i migliori trucchi per Chrome che permettono di ottenere il meglio dal browser di Google?

Privacy, innanzi tutto

Quando nacque Chrome, il browser di Google si guadagnò la fama di prodotto un po’ troppo invasivo e 'ficcanaso'.

SSD, differenze tra le unità consumer e quelle destinate alle imprese

Le unità a stato solido (SSD) stanno vengono sempre più utilizzate in ambito business e nei data center in particolare. Delle caratteristiche tecniche di questi dispositivi abbiamo parlato anche di recente nell'articolo SSD, come funzionano le tecnologie che li rendono più veloci.
Ma quali sono le principali differenze tra SSD consumer e unità adoperabili in ambito business?

Diciamo, innanzi tutto, che gli SSD sono oggi disponibili con vari fattori di forma e possono sfruttare diverse interfacce di comunicazione. Esistono ad esempio SSD SATA, SCSI (SAS) e PCIe (vedere Come verificare se il PC è compatibile PCIe NVMe).
La differenza tra SSD consumer e business si gioca essenzialmente sul piano performance, affidabilità e resistenza.

L'architettura multicanale e l'accesso in parallelo ai chip NAND permette di ottenere prestazioni eccellenti in fase di lettura/scrittura dei dati, sia con un approccio sequenziale, sia per le operazioni random 4K (lettura e scrittura di tanti file di piccole dimensioni).
Gli SSD progettati per il mercato business sono ottimizzati per offrire prestazioni al top già dopo il primo accesso all'unità, fanno un uso di porzioni più ampie dell'unità per attività di over provisioning (ne abbiamo parlato nell'articolo SSD, come funzionano le tecnologie che li rendono più veloci) e riducono al minimo le latenze.

Come qualunque altro supporto di memorizzazione, gli SSD hanno un ciclo di vita che nel corso del tempo è aumentato significativamente anche per ciò che riguarda le unità consumer, comprese quelle economiche che utilizzano memorie NAND di tipo TLC (triple-level cell): vedere l'articolo Hard disk o SSD, caratteristiche e differenze per comprendere le differenze tra le unità a stato solido che usano chip SLC, MLC, TLC e, addirittura, di recente, anche QLC.

Ciascun die che compone le memorie flash NAND utilizzate negli SSD viene verificata durante il processo produttivo e viene utilizzato il parametro BER (tasso approssimativo di errori dei bit NAND) per definire la frequenza con la quale tipicamente possono verificarsi errori nella memorizzazione dei dati sia nei casi in cui è previsto l'utilizzo di ECC (Error Correction Code), sia in quelli in cui il controller non effettua questo tipo di attività.
I meccanismi di correzione dell'errore ECC aiutano a lenire i problemi in fase di lettura e scrittura: le celle di memoria che evidenziano un comportamento anomalo vengono marcate come inaffidabili (vedere più avanti).
L'abilità del controller nella correzione degli errori viene espressa tecnicamente con la sigla UBER (Uncorrectable Bit Error Ratio): questo dato suggerisce quanti bit di errore persistono dopo l'intervento dei metodi di correzione dell'errore e si calcola dividendo il numero di errori per il numero complessivo di bit letti.

Le unità SSD di tipo business riescono a sopportare un numero decisamente più ampio di cicli di cicli di scrittura, sono contraddistinte da un valore UBER più contenuto e sono capaci di funzionare senza evidenziare problemi in condizioni ambientali più severe (ad esempio a temperature più elevate).

JEDEC, organismo di standardizzazione dei semiconduttori che conta tra i suoi membri almeno 300 soggetti, indica in questo interessante documento le caratteristiche che devono avere le unità SSD consumer e business.
È noto che temperature elevate danneggiano qualunque componente elettronico.

Password violate o insicure: come verificare le proprie

Esiste un servizio in rete, noto da anni e decisamente molto apprezzato, che permette di capire se i propri account utente fossero stati coinvolti in qualche attacco. Si chiama Have I been pwned, dove pwned in inglese è l'abbreviazione di 'perfectly owned' ovvero 'perfettamente/completamente posseduto'.
Perché questo linguaggio? Perché Have I been pwned è un database che contiene informazioni su tutti gli account utente, a livello mondiale, che sono stati coinvolti nella sottrazione di dati posta in essere, da parte di criminali informatici, su diversi siti web completamente differenti l'uno dall'altro.


Provate a visitare la home page di Have I been pwned e digitate il vostro indirizzo email nella casella di ricerca (email address): tranquilli il sito è sicuro e nessuno utilizzerà l'account di posta per inviarvi spam.

Il servizio vi risponderà immediatamente con la frase Good news - no pwnage found! su sfondo verde oppure con la formula Oh no - pwned! su sfondo rosso.


Nel primo caso significa che nessun account in cui è stato utilizzato l'indirizzo email specificato è stato coinvolto in alcun attacco.
Nel secondo caso (messaggio Oh no - pwned!), suggeriamo di scorrere la pagina fino al paragrafo Breaches you were pwned in.
Qui sono indicati i furti di dati in cui account facenti capo all'indirizzo email digitato in precedenza sono risultati coinvolti.

Prendiamo l'esempio di un account @gmail.com che, inserito in Have I been pwned viene indicato come Oh no - pwned!.

Codice Promozionale Amazon, come trovarlo e dove usarlo

Amazon è il sito principale di ecommerce in Italia. Acquistare su Amazon.it è diventata quasi una prassi quotidiana per tutti gli italiani che sono alla ricerca di una grande varietà di prodotti a un prezzo conveniente. Le categorie merceologiche e di vendita su Amazon.it sono moltissime e sempre in aggiornamento con lo scopo di intercettare e soddisfare al meglio la domanda. Per risparmiare su Amazon è possibile utilizzare un codice promozionale.

Grazie alla sua indiscussa affidabilità e alle basse spese di spedizione, i consumatori italiani hanno consolidato la loro fiducia nell'acquisto su Amazon.it che rappresenta il portale più apprezzato per comprare prodotti di ogni tipo: elettronica, informatica, libri, e-book, abbigliamento, film, CD e DVD. Amazon è un ricco sito che offre un'ampia scelta: è senza dubbio il miglior ecommerce in Italia. Una delle motivazioni per cui gli italiani amano acquistare su Amazon è perché questo portale di ecommerce mette a disposizione codici sconto, buoni regalo e promozioni esclusive per gli acquisti.

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Una caratteristica che rende l'acquisto ancora più piacevole, è la possibilità di utilizzare un codice promozionale Amazon.

SSD, come funzionano le tecnologie che li rendono più veloci

Le unità a stato solido non hanno bisogno di presentazioni e rappresentano il modo migliore per ridurre al minimo i tempi di caricamento del sistema operativo e delle applicazioni installate. Gli SSD (acronimo di solid state drive) consumano meno energia, non integrano parti meccaniche, migliorano in maniera significativa le velocità di trasferimento dei dati rispetto agli hard disk e sono del tutto silenziosi. Delle principali differenza tra un disco rigido e un SSD abbiamo ampiamente parlato nell'articolo Hard disk o SSD, caratteristiche e differenze.
Nell'approfondimento Come verificare se il PC è compatibile PCIe NVMe abbiamo visto il 'bonus' che le unità a stato solido PCIe NVMe forniscono in termini prestazionali.

Questa volta concentriamoci sul funzionamento delle unità SSD e sulle caratteristiche tecniche che aiutano a velocizzare le prestazioni in lettura e scrittura delle unità SSD (mai parlare di 'disco SSD' perché non queste unità non integrano parti mobili) oltre che ad estendere la vita del supporto di memorizzazione.

Garbage collector e funzionalità TRIM: a cosa servono

A differenza degli hard disk che, per memorizzare i dati, utilizzano dischi magnetici, gli SSD sfruttano chip di memoria flash di tipo NAND a loro volta composti da 'celle'.
A seconda del numero di bit, espressi in termini di livelli di tensione, immagazzinabili dalla singola cella, si parla di SSD >SLC (single level cell, un bit); MLC (multi-level cell, due bit); TLC (triple-level cell, tre bit) o, più di recente, anche QLC (quad-level cell, quattro bit).
Ne abbiamo parlato nell'articolo Hard disk o SSD, caratteristiche e differenze.

Le celle di memoria utilizzate in un SSD sono raggruppate in 'righe' (rows) dette words, a loro volta raccolte in 'pagine' (pages).
Una pagina è il quantitativo minimo di informazioni che può essere letta o scritta sull'SSD in un determinato istante.
Le pagine hanno una dimensione di 4 o 8 KB e sono raccolte in 'blocchi' tipicamente costituiti da più pagine, fino a 4 MB.

FreeSync a braccetto con G-SYNC: NVidia presenta la modalità compatibile

Durante l'ultima edizione del CES di Las Vegas (gennaio 2019) NVidia ha finalmente annunciato il supporto per la tecnologia FreeSync messa a punto dalla rivale AMD.
Si tratta di un passaggio importante: NVidia rompe il muro di G-SYNC e abbraccia FreeSync su una selezione di monitor per PC.

Cosa sono G-SYNC e FreeSync

La frequenza di refresh dello schermo e quella della scheda video cui il monitor è collegato dovrebbero idealmente essere identiche. Quando i due valori sono diversi tra loro può accadere che il monitor visualizzi parte del frame corrente e parte di quello successivo (tearing).

Un monitor 'tipico' offre una frequenza di refresh pari a 60 Hz: ciò significa che l'immagine visualizzata sullo schermo viene aggiornata 60 volte al secondo, indipendentemente da ciò che viene mostrato. La scheda grafica del PC, di contro, continua a inviare frame sull'uscita video alla quale il monitor è connesso alla massima velocità possibile.

Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare

Tutti i software, prima o poi, raggiungono il loro 'fine vita'. Microsoft chiarisce in questa pagina le principali date che hanno a che fare con il supporto mainstream ed extended delle varie versioni dei suoi sistemi operativi. Inoltre, effettuando una ricerca a questo indirizzo è possibile raccogliere informazioni sulle politiche di aggiornamento di qualunque software Microsoft.

Sì perché la data di fine supporto di un sistema operativo di qualunque altro software porta con sé implicazioni dirette sulla disponibilità di nuove funzionalità e patch.
Per un sistema operativo come Windows 7 l'introduzione di nuove funzionalità è cosa ormai superata da tempo ma ciò che è fondamentale è la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza.
Utilizzare un sistema operativo non sicuro perché ha ormai raggiunto il suo 'fine vita' e non vengono più rilasciate patch correttive per i vari problemi di sicurezza rappresenta un grosso problema, soprattutto in ambito aziendale.

E se è vero che in tantissimi uffici pubblici è facile imbattersi ancor oggi in macchine che adoperano ancora Windows XP ritirato addirittura ad aprile 2014 (!), la pratica diffusissima che consiste nel continuare a utilizzare sistemi operativi ormai superati è fortemente sconsigliata, a meno di non utilizzare qualche precauzione (ne parliamo più avanti).


Windows 7 non sarà più supportato dal 14 gennaio 2020

Microsoft ha fissato come data di 'fine vita' per le varie edizioni di Windows 7 il 14 gennaio 2020: si tratta, come sempre accade in questi casi, di un martedì, il secondo del mese, giorno in cui verranno rilasciati gli ultimi aggiornamenti ufficiali per Windows 7.
A partire da quella data i tecnici Microsoft non rilasceranno più alcuna patch per Windows 7, neppure per sanare problematiche di sicurezza.

Pulizia telefono gratis: quali app utilizzare

Soprattutto con gli smartphone Android di fascia medio-bassa, contraddistinti quindi da una dotazione di storage interno piuttosto limitata, lo spazio disponibile sembra non bastare mai.
Se l'errore Spazio archiviazione in esaurimento non vi lasciasse tregua, è fondamentale procedere con la pulizia del telefono recuperando quanto più spazio possibile nella memoria interna.

Se utilizzaste massivamente applicazioni come WhatsApp, Telegram e simili, se acquisiste spesso foto e video con la fotocamera digitale installata sul vostro smartphone Android, i primi responsabili dell'eccessiva occupazione di spazio sono generalmente proprio questi file.

Portarsi nelle impostazioni di Android e scegliere Spazio di archiviazione o Memoria consente di farsi un'idea di come è utilizzato lo storage interno del telefono.
Le versioni stock di Android dividono lo spazio occupato per tipologia: ad esempio le applicazioni che permettono di gestire foto e video nonché i dati da esse prodotti vengono inseriti nella sezione Foto e video.


Nell'esempio i 3,7 GB di spazio sono occupati in misura limitata dalle varie app e per 3,4 GB da immagini memorizzate sul dispositivo mobile.


Stessa verifica può essere effettuata per le altre categorie mentre toccando Altre app si può ottenere un elenco - per impostazione predefinita ordinato a partire dalle applicazioni che occupano più spazio - che restituisce la lista delle app più voraci in termini di memoria interna.


Per maggiori informazioni suggeriamo la lettura dell'articolo Ottimizzazione sistema Android: quali i passaggi da porre in campo.

Pulizia file gratis con le utilità Android migliori

La cancellazione di app ed elementi inutili è fondamentale per recuperare prezioso spazio nella memoria interna del dispositivo Android.
La principale difficoltà per chi ha utilizzato per lungo tempo uno smartphone Android senza porsi alcun problema sulle locazioni di memoria in cui vengono salvati i file e sulla tipologia degli elementi conservati, ha a che fare proprio con una corretta individuazione degli oggetti software più pesanti e superflui.

Le indicazioni offerte al precedente paragrafo già rappresentano un'ottima base di partenza per liberare la memoria interna.
Presentiamo di seguito metodologie e strumenti aggiuntivi per individuare app e file inutili, per alleggerire il dispositivo e migliorare le prestazioni.

1) Attenzione agli aggiornamenti automaticamente scaricati
Molti dispositivi mobili Android sono configurati per scaricare automaticamente gli aggiornamenti del sistema operativo e delle app preinstallate dai server del produttore.
È bene controllare le impostazioni con cui questi aggiornamenti vengono scaricati perché spesso succede che gli update vengano prelevati e siano automaticamente salvati in una cartella nella memoria del telefono senza che l'utente ne sia consapevole.
Gli aggiornamenti di sistema di Android sono generalmente piuttosto pesanti e possono occupare anche gigabyte di spazio.

Trasferire account utente Windows da un sistema all'altro

Una delle necessità che è piuttosto comune tra gli amministratori di sistema è quella di spostare un account utente da un'installazione di Windows all'altra.
Nei nostri precedenti articoli ci siamo concentrati sulle metodologie per trasferire in un'altra unità, sulla stessa macchina, le cartelle di sistema (ad esempio Documenti, Download, Immagini, Video, Musica,...): la procedura è molto semplice ed è supportata direttamente da Windows (vedere l'articolo Spostare cartella documenti e download in un altro disco).
Nel precedente Spostare la cartella utenti di Windows in un altro disco o partizione abbiamo visto come trasferire l'intero profilo utente di Windows (quindi l'intera sottocartella di C:\Users con i dati dell'account utente) in un'altra unità, sempre sulla medesima macchina.

Questa volta presentiamo un software che aiuta a trasferire account utente Windows da un sistema all'altro: si chiama User Profile Wizard ed esiste già da qualche anno.

Il cloud non vive senza data center: cosa significa e quali sono le differenze

Quando si parla di cloud e cloud computing sono in molti - lasciandosi probabilmente suggestionare dai termini - a ritenere di avere a che fare con qualcosa di etereo e impalpabile. In realtà dietro a ogni servizio cloud c'è un data center gestito da un team di esperti con l'obiettivo di offrire ai clienti garanzie in termini di disponibilità, integrità, sicurezza e riservatezza dei dati.

Ogni servizio cloud è infatti basato su un data center 'fisico', su un insieme più o meno ampio di server che permettono di assicurare agli utenti finali la continua accessibilità e disponibilità del servizio richiesto.

Differenza tra cloud e data center

La principale differenza tra ciò a cui si fa riferimento utilizzando la parola cloud e il termine data center ha a che fare con le modalità con cui i dati vengono gestiti.
Nel caso del cloud, infatti, ci si svincola dal 'ferro': come visto nell'articolo Come migrare i contenuti tra differenti provider.

Assistente aggiornamento Windows 10: cos'è e quando è utile

Microsoft mette a disposizione due utili software per aggiornare Windows 10 o per aggiornare a Windows 10: non è un gioco di parole; è possibile usare apposite applicazioni che assistono l'utente nel passaggio da un feature update di Windows 10 a quello successivo (ad esempio a Windows 10 Aggiornamento di ottobre 2018) o che permettono di aggiornare Windows 7 o Windows 8.1 a Windows 10.
I due programmi Microsoft si chiamano Assistente aggiornamento Windows 10 e Media Creation Tool: entrambi sono scaricabili da questa pagina. Cliccando su Aggiorna ora si può scaricare Assistente aggiornamento Windows 10 mentre con un clic su Scarica ora lo strumento il Media Creation Tool.

Il Media Creation Tool è uno strumento più versatile perché non soltanto consente di aggiornare Windows 7 e Windows 8.1 a Windows 10 ma permette anche di generare un supporto per l'installazione da zero di Windows 10 (chiavetta USB avviabile o DVD) o più semplicemente di scaricare e salvare in locale in formato ISO l'ultima versione del supporto d'installazione di Windows 10: vedere, a tal proposito, il nostro articolo Scaricare Windows 10 ISO: ecco come procedere.

Il Media Creation Tool può essere utilizzato anche per installare da zero Windows 10 nella versione più recente senza perdere i dati della precedente installazione del sistema operativo: nell'articolo Come ripristinare Windows 10 senza perdere i dati abbiamo presentato un semplice trucco affinché la precedente installazione di Windows non venga sovrascritta.

Quando utilizzare Assistente aggiornamento Windows 10

Mentre il Media Creation Tool, con una serie di passaggi, chiede all'utente quale tipo di operazione intenda porre in essere, l'Assistente aggiornamento Windows 10 dapprima controlla versione di Windows in uso quindi propone la possibilità di aggiornarla in maniera del tutto automatica.


Senza digitare alcun Product Key è quindi ancora oggi possibile aggiornare a Windows 10 i sistemi Windows 7 e Windows 8.1.

Come collegare il telefono alla TV

Capita spesso di avere la necessità di collegare lo smartphone al televisore per trasmettervi contenuti in streaming o visualizzare su uno schermo di più grandi dimensioni tutto ciò che appare sul display del dispositivo mobile.
Per collegare il telefono alla TV il modo più semplice è ovviamente quello di servirsi di un apposito cavo. Si tratta però di un approccio piuttosto scomodo dal momento che esistono metodologie e protocolli per trasmettere lo schermo dello smartphone o del tablet in modalità wireless.

Collegare il telefono alla TV con un cavo

Per collegare lo smartphone alla TV con un cavo, inoltre, è bene tenere presenti alcuni aspetti fondamentali. Un cavo HDMI - Micro USB è risolutivo nella maggior parte dei casi (se ovviamente il telefono utilizza un connettore Micro USB e sul TV fosse presente almeno una porta HDMI; vedere anche Cavo HDMI 1.4 e 2.0, come sceglierli e quali le differenze).

Chi possedesse un dispositivo riportato in questa pagina può acquistare un cavo MHL (Mobile High-Definition Link) capace di combinare le caratteristiche di USB e HDMI.

Nel caso in cui lo smartphone utilizzasse un connettore USB Type-C (USB-C, ancora tante (troppe) incompatibilità), se la porta fosse di tipo USB 3.1, allora ci si può orientare su un cavo come questo.

I possessori degli smartphone elencati in questa pagina devono necessariamente adoperare un adattatore Slimport al quale deve essere collegato un cavo HDMI.

Per collegare gli iPhone 5 e successivi, Apple propone il suo adattatore Lightning AV tutt'altro che a buon mercato.

Usare Miracast

Se si avessero a disposizione un televisore e un dispositivo mobile compatibili Miracast il gioco è fatto: Miracast è infatti uno standard per le connessioni wireless dei dispositivi tanto da essere un po’ considerato l'equivalente di HDMI senza l'utilizzo di cavi.

WiFi 6, le novità della prossima generazione

Della direzione verso la quale sta guardando la WiFi Alliance, organizzazione nata nel 1999 e formata da alcune industrie leader nel settore con lo scopo di guidare l'adozione di un unico standard per la banda larga senza fili, abbiamo parlato spesso.
Di recente abbiamo anche evidenziato come la stessa WiFi Alliance abbia scelto di accantonare le sigle proprie dello standard IEEE 802.11 per orientarsi su una soluzione molto più comprensibile da parte degli utenti finali: WiFi 4, WiFi 5 e WiFi 6: Bando alle sigle che contraddistinguono gli standard 802.11: arrivano Wi-Fi 6, 5 e 4.

Di seguito la corrispondenza tra le nuove denominazioni e le varie versioni dello standard 802.11 per le reti WiFi:
- Wi-Fi 4: 802.11 n, approvato nel 2009
- Wi-Fi 5: 802.11 ac, approvato nel 2014
- Wi-Fi 6: 802.11 ax, in arrivo ufficialmente nel corso del 2019

WiFi 6 (802.11ax) è quindi destinato a raccogliere l'eredità dello standard 802.11ac, ormai utilizzato nella stragrande maggioranza dei dispositivi wireless.

Le principali novità di WiFi 6 alias 802.11ax

Le specifiche definitive di IEEE 802.11ax devono essere ancora ufficialmente approvate anche se diversi produttori hanno già cominciato a immettere sul mercato i primi dispositivi compatibili.

Smart home: alcuni dispositivi per gestire a distanza la casa o anche l'ufficio

Con l'espressione Internet delle Cose (IoT dall'equivalente inglese Internet of Things) si fa riferimento a quegli oggetti che si rendono riconoscibili e acquisiscono una certa 'intelligenza' grazie al fatto di poter comunicare reciprocamente e tramite la rete Internet.
Nell'articolo IoT, il cloud diventerà uno standard nelle nostre case? ci siamo concentrati sugli aspetti tecnici dei dispositivi IoT ai quali ci si riferisce spesso con l'appellativo smart per sottolineare quanto i vari device possano reagire a particolari eventi, dialogare fra loro, allertare o semplicemente informare gli utenti, diventare gestibili in modalità remota senza quindi che vi sia una presenza fisica.

Nell'articolo Cos'è l'IoT o Internet delle Cose e come funziona abbiamo visto cos'è l'Internet delle Cose e quando può essere utile adoperare dispositivi simili all'interno della propria rete locale, a casa o in ufficio.

Google Home e Amazon Alexa sono esempi di dispositivi smart perché essi non soltanto possono essere utilizzati come assistenti digitali, per pianificare la propria giornata o per ottenere informazioni e indicazioni su richiesta, ma possono essere sfruttati come hub per gestire altri dispositivi.
Le skill di Alexa, in particolare, sono mini-applicazioni sviluppate da programmatori terzi che permettono di legare l'assistente digitale di Amazon con qualunque servizio cloud: Skill Alexa: cosa sono, come funzionano e come si creano.

Per entrare nel mondo Amazon Alexa, basta acquistare ad esempio uno smart speaker Echo a partire da 50 euro nel caso di Echo Dot.
È invece possibile fare riferimento a questa pagina per acquistare Google Home.

Di seguito proponiamo alcuni spunti per rendere la smart home ancora più intelligente, spunti che però sono eventualmente utilizzabili anche in ufficio.

1) Google Home e Amazon Alexa utilizzabili come interfono

Una funzionalità poco nota ai possessori degli assistenti vocali di Google e Amazon è quella che permette di comunicare tra un dispositivo e l'altro.

OCR, quali i migliori per riconoscere il testo acquisito da scanner o da smartphone

Quando si lavora con file in formato PDF inviati da collaboratori, dipendenti e colleghi, spesso ci si accorge che le pagine sono formate solamente da immagini di fogli cartacei acquisiti tramite scanner. Il documento PDF viene quindi utilizzato solamente come 'contenitore' mentre le informazioni acquisite tramite scanner non sono né selezionabili né copiabili altrove.
La tecnologia OCR (acronimo di Optical Character Recognition) consente di rilevare i caratteri che compongono qualunque documento salvato come immagine e di trasformarli in testo modificabile, talvolta conservando anche il layout del documento originale.

OCR da smartphone con Office Lens, Adobe Scan e Google Keep

Iniziamo col dire che se si volesse trasformare istantaneamente una pagina cartacea in un testo modificabile usando solo il proprio smartphone è possibile usare speciali applicazioni che integrano funzionalità OCR.
La più ridotta in termini di funzionalità ma anche la più rapida da usare è Google Keep.

Selezionando Scatta foto o Scegli immagine in Google Keep si può dapprima acquisire la foto di una pagina stampata; cliccando sul pulsante in alto a destra raffigurante tre puntini in colonna quindi su Recupera testo immagine, il contenuto dell'immagine sarà interamente sottoposto a riconoscimento ottico dei caratteri (OCR).


Come spiegato nell'articolo Google Keep: per gestire promemoria e note, con OCR e riconoscimento vocale, tuttavia, il testo riconosciuto da parte del modulo OCR sarà testo semplice, 'da Blocco Note', senza la conservazione di una formattazione del documento.

Office Lens e Adobe Scan offrono invece risultati nettamente migliori creando file PDF a partire dalle foto dei documenti acquisite tramite la fotocamera del dispositivo mobile.
La foto viene automaticamente ottimizzata e inserita in un file in formato PDF.

Excel: come si usa la funzione FREQUENZA

Una delle funzioni di Excel e dei fogli elettronici in generale che risulta molto spesso utilissima è FREQUENZA (o FREQUENCY): essa permette di calcolare automaticamente la frequenza con cui si presentano valori compresi in un intervallo definito dall'utente.

La funzione FREQUENZA torna quindi molto comoda allorquando si avesse la necessità di ottenere preziose informazioni sulla distribuzione, anche in percentuale, di un insieme di valori.
Essa richiede in ingresso una matrice contenente i valori da prendere in esame e un'altra matrice che definisce gli intervalli.


Si prendano ad esempio in esame i valori riportati nella colonna A. A titolo esemplificativo proviamo a ottenere la distribuzione dei valori nei vari intervalli specificati nella colonna B (quindi da 0 a 0,99, tra 1 e 1,99, tra 2 e 2,99, e così via).


Per procedere, basta portarsi ad esempio nella cella C1 quindi selezionare le prime 11 righe (in cui si attendono i valori), fare clic sull'icona fx quindi digitare FREQUENZA in Cerca una funzione.


Con un clic su OK, si potranno definire le aree contenenti i dati ovvero le due matrici da utilizzare in input.


Nella colonna B siamo partiti a indicare i valori dalla seconda cella perché, come indicato, la funzione FREQUENZA restituisce una matrice verticale di numeri formata da un elemento in più rispetto agli intervalli specificati.

Dal momento che sono 3 i valori compresi tra 0 e 0,99, la funzione FREQUENZA ha riportato tale valore in corrispondenza della prima cella nella colonna C.


A questo punto basta premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+INVIO per fare in modo che la funzione FREQUENZA venga applicata per ogni singolo intervallo definito.
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